Il biennio 2019-2020 verrà ricordato nel mondo videoludico come quello che ha segnato il grande ritorno dei boomer shooter sul mercato di massa. Prodeus ne è la perfetta rappresenzatione. Lanciato in early access su Steam lo scorso 9 novembre, il titolo dello sviluppatore americano Bounding Box Software Inc. (provate a dirlo velocemente) vale tutti i 25 euro del prezzo, anche se ancora incompleto, dietro le quinte ci sono due sviluppatori rispettivamente ex Raven Software e Starbreeze Studios. Un passato glorioso quello di Raven, oramai relegata a lavorare sul comparto mulitplayer dei nuovi Call of Duty, ma che in passato ci ha donato titoli come Heretic ed Hexen, Soldier of Fortune e Star Wars Jedi Knight: Jedi Academy; mentre Starbreeze Studios è conosciuta per i due Riddick e la serie Payday. Ora permettetemi brevemente di convincervi all’acquisto di Prodeus.

Provato su PC

In Prodeus si spara. Si spara molto. Si spara contro tutto quello che è differente dal metallico susseguirsi di corridoi e stanze cui il protagonista sarà chiamato a muoversi. E va bene così. La similitudine più facile da fare è con la mod Brutal Doom: lo sparatutto di Bounding Box ne riprende l’aspetto frenetico e brutale, sostituendo il Doom Marine con un personaggio simile e ugualmente arrabbiato, pronto a scavare un sanguinolento sentiero tra le miriadi di nemici che ci verranno scagliate contro. La trama è inesistente, inutile orpello in un titolo del genere. In poche righe viene spiegato il background in cui il giocatore verrà poi immerso: Prodeus, essere divino, onnisciente e onnipotente, creatore del protagonista e del mondo di gioco, inizia una guerra dimensionale con l’obiettivo di annientare qualsiasi cosa si ponga sul suo cammino. A contrastarlo troverà un uomo senza nome, un paio di occhi folli dietro il visore di un elmetto, unico baluardo tra la vita e la distruzione.

Il gameplay è frenetico e soddisfacente, il livello di gore altissimo e la personalità di questo sparatutto è magnetica. Claustrofobici corridoi lasciano spazio ad ampie arene e spazi aperti organizzati su più livelli, zeppi di nemici, munizioni e medikit. Le geometrie e il level design sono un omaggio agli FPS degli anni ’90, quella golden age dove numerosi titoli appartenenti al genere erano piccole gemme. Miniere, basi militari hi-tech, mastodontiche torri, tutte acciaio lucido e schermi di energia, Prodeus non si discosta troppo dal suo nucleo originario, proponendo ambienti coerenti, con una palette di colori che pesca a piene mani da quella vistasi nel reboot di Doom. Niente architetture escheriane come in Dusk o gli ultimi, onirici livelli di Amid Evil; edifici squadrati, pozze di magma e cavi scoperti sono ciò che il titolo Bounding Box mette in mostra, il tutto mosso fluidamente da Unity.

La progressione è quella a cui ci hanno abituato tutti questi shooter revival: key hunting e un leggero backtracing per proseguire e boss di fine livello, i livelli sono facili da navigare e con checkpoint ben distribuiti, l’obiettivo finale è raccogliere una “runa” che permetterà di terminare con successo la mappa. La difficoltà è ottimamente calibrata: sette sono i livelli disponibili, due quelli da tenere in considerazione per godersi appieno questo sparatutto, Very Hard e Ultra Hard. Difficilmente si otterrà la schermata di game over per un cattivo level design o per un piazzamento dei nemici sconsiderato, nove volte su dieci la colpa è solamente del giocatore: uno strafe sbagliato o il venire accerchiati in un angolo senza via d’uscita ed ecco la vita del nostro protagonista eclissarsi molto rapidamente. E se non siete avvezzi a strafe jumping e bunny hopping, vi consiglio di imparare, il gameplay di Prodeus ha come pilastro fondamentale la velocità di movimento.

Menzione d’onore per l’arsenale messo a disposizione del giocatore. Pur non rivoluzionando i canoni del genere, le armi in dotazione svolgono il ruolo compito alla perfezione, restituendo un ottimo feedback quando sparate, con suoni “meaty” che ben si sposano con i brandelli di corpi di quelli che una volta erano ostacoli sul cammino del protagonista. Ognuna è adatta a situazioni differenti, simbolo di una struttura ben definita nel gameplay in fase di realizzazione, e sono tutte divertenti da usare, specialmente il secondo shotgun di cui si entrerà in possesso più avanti nel gioco e il minigun: morte e distruzione su vasta scala a portata di click sinistro. L’ottenimento delle stesse è bilanciato: nè troppo frettoloso, né incredibilmente lento e assurdamente scaglionato; l’arma iniziale è una pistola che non verrà utilizzata per più di cinque minuti, quando si metteranno le mani sullo shotgun e circa ogni livello o due si entrerà in possesso di nuovi gingilli. Ognuna dispone poi di due modalità di fuoco, attivabili premendo il tasto sinistro o destro del mouse. Il fucile a pompa vedrà un colpo caricato che avrà effetti devastanti sull’infernale creatura davanti al giocatore, il lanciarazzi permetterà di far detonare i propri missili a proprio piacimento, senza necessità che raggiungano il bersaglio, la railgun, con il tasto sinistro lancerà una scarica elettrica che si trasmetterà ai nemici vicini facendoli esplodere in una fontana di sangue, mentre con il destro si lancerà un devastante colpo caricato utile per eliminare i nemici più ostici e quelli più distanti.

La veste grafica è old-school, un old-school però rivisitato in chiave odierna: nemici e armi sono infatti modelli 3d convertiti poi in sprite, gli ambienti mantengono gli angoli e le geometrie tipiche dei vecchi titoli su Build Engine e Id Tech 1, con texture ovviamente migliori. Non è fotorealismo e non vuole esserlo, la resa è comunque ottima, Prodeus è un titolo che anche sotto l’aspetto grafico trasuda carattere e passione. Il framerate è inchiodato sulla tripla cifra garantendo una fluidità superba. Gli scontri a fuoco dipingeranno ogni corridoio e ogni arena di un’accesa sinfonia dalle tinte scarlatte e corpi smembrati, la calma dopo la tempesta. Le musiche sono affidate all’ormai veterano Andrew Hulshult, già autore delle colonne sonore dei sopracitati Dusk e Amid Evil, ma anche del DLC “The Ancient Gods” di Doom Eternal e Quake Champions. Il sonoro spazia dall’industrial metal più pesante, stile Mick Gordon nel reboot di Doom o dei Fear Factory di Obsolete, a un’elettronica che ricorda quanto composto da Kevin Riepl per Unreal Tournament 2004. Completa il tutto un editor dei livello totalmente aperto alla community, dove ognuno potrà cimentarsi nella creazione di nuove mappe e condividerle con i giocatori, una caratteristica tipica dei boomer shooter e un più che gradito ritorno di una feature ormai rara.

A chi consigliamo Prodeus?

Prodeus sarà sì in accesso anticipato, ma già ora ha già le carte in tavola per rivelarsi un’ottima esperienza nel panorama sempre più popolato degli sparatutto. È un altro di quei titoli che va ad unirsi al sempre crescente catalogo di titoli ispirati all’epoca d’oro degli sparatutto, dove la narrazione è marginale e il gameplay la fa da padrone. I livelli disponibili vi impiegheranno dalle 2 alle 3 ore per essere completati, il prezzo di 25 euro è un investimento per il futuro che verrà ben ricompensato.

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