Pocky & Rocky Reshrined: yokai e tanuki alla riscossa – la Recensione

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Pocky & Rocky Reshrined, pubblicato in versione fisica da ININ Games (pre-ordinabile presso il sito Gamesrocket) e sviluppato da Natsume sotto licenza TAITO, arriva oggi su PlayStation 4 e Nintendo Switch. Si tratta di una nuovissima versione del classico SNES Pocky & Rocky, opportunamente ricreato da parte del team originale a 30 anni dalla prima pubblicazione.

Provato su Nintendo Switch

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Pocky & Rocky: aka Kiki KaiKai

Il titolo che ci troviamo a recensire non ha sicuramente un grande seguito in occidente, questo non perché i classici non siano ancora oggi ottimi prodotti ma semplicemente per una mancanza di localizzazione. Kiki KaiKai è il nome giapponese del franchise che appare per la prima volta sul suolo nipponico nel 1986, impazzando nelle sale arcade: si tratta di un run ‘n gun con visuale dall’alto, in stile pseudo-The Legend of Zelda, ma con un gameplay molto più vicino a quello degli shoot ‘em up.

Il giocatore controlla la giovane Sayo, sacerdotessa shinto che deve combattere contro una vasta gamma di yokai del folclore giapponese. Questi hanno rapito le sette divinità della fortuna (per i nippofili, shichifukujin) e spetta a Sayo rimettere tutto a posto.

Ora, come dicevo poco fa, il primo capitolo del franchise è rimasto confinato nel territorio giapponese anche per quanto riguarda i port su Famicom Disk System, MSX2, PC Engine e perfino per smartphone Android, tuttavia il sequel del 1992 venne misteriosamente localizzato in occidente, con un titolo alquanto discutibile: Pocky & Rocky (dove Pocky sarebbe Sayo mentre Rocky è il suo fido amico tanuki).

È proprio su quest’ultimo che Pocky & Rocky Reshrined è più o meno basato e non si può parlare di remaster ma bisognerebbe piuttosto indicarlo come vero e proprio remake. La grafica, pur restando in 16-bit, è stata completamente rivista e migliorata, potenziando tutti gli aspetti visivi legati agli sprite, sia dei personaggi sia dei livelli stessi, con tantissime aggiunte che stupiranno sicuramente chi ha avuto modo di giocare il titolo per SNES dei primi anni ’90 (ben pochi, in ogni caso).

La pixel art dei maestri

Tutto si può dire dell’esperienza tranne che questa non sia particolarmente curata sotto l’aspetto visivo (a eccezione di uno strano aspect ratio arbitrariamente impostato su un valore che “stiracchia” l’immagine un po’ troppo, cosa a cui si può però facilmente porre rimedio tramite le impostazioni). Gli yokai a schermo prendono vita e attaccano in modi divertenti, con facce buffe e movimenti tanto esilaranti quanto pericolosi, le prestazioni anche in modalità docked sono sempre soddisfacenti e, se di tanto in tanto lo schermo inizia a essere bello carico di mostri e proiettili, in pieno stile shmup, questo non va a impattare negativamente, con movimenti che restano fluidi e precisi.

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La giovane Sayo non è l’unico personaggio giocabile ma, durante la modalità Storia (che può essere affrontata inizialmente sia a Normal sia ad Hard, con una Extra Easy sbloccabile) il testimone verrà passato a diverse entità che la sacerdotessa incontrerà tra cui naturalmente il simpatico Rocky o la divinità Ame-no-Uzume. Ogni personaggio ha, di base, un attacco diverso che a sua volta può essere modificato acquisendo sfere di vari colori (blu, verde, rosso): ottenere due o più sfere dello stesso colore potenzia l’attacco fino al livello Max, che scatena potenti colpi per un periodo di tempo limitato.

Le meccaniche di gioco possono sembrare semplici ma in Reshrined queste sono state riviste per dare una maggiore profondità, con l’aggiunta di due ulteriori poteri per ogni personaggio (tramite la pressione ripetuta del tasto per lo sparo o tenendo premuto quello dell’attacco ravvicinato). Insomma, anche per chi conosce a menadito il classico c’è molto da esplorare qui, soprattutto perché la storia e i livelli prendono una svolta differente. Rispetto alla versione SNES il gioco è ora più lento e ragionato, in parte perché c’è stato un revamp quasi totale, in parte per accomodare i diversi stili dei personaggi aggiunti.

Vero e proprio punto di forza è inoltre la modalità co-op locale a due giocatori, dove il gioco riesce a dare il meglio di sé: cosa c’è infatti di più divertente di condividere l’azione con un compagn* di avventure? Pocky & Rocky Reshrined si presta particolarmente bene in tal senso,

Cercansi contenuti extra

Per quanto riguarda la modalità Storia, quindi, abbiamo l’alternanza tra personaggi diversi, livello dopo livello. Tuttavia una volta completata quest’ultima (o dopo aver ottenuto 10.000 monete, drop della maggior parte dei nemici), si sbloccherà la Free Mode. Questa può essere affrontata a difficoltà Normal o Hard (niente Extra Easy in questo caso) e rimuove gli “obblighi” della Storia, tagliando le cutscene tra i livelli e permettendo di scegliere uno dei cinque personaggi giocabili, per utilizzare il proprio preferito dall’inizio alla fine dell’avventura.

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L’aggiunta è importante se consideriamo che è presente una leaderboard online dove vengono caricati i punteggi e tramite la quale, come tutti i classici di un certo peso, è possibile competere con altri appassionati. A eccezione dei già citati elementi, mancano però degli extra che ci saremmo aspettati in una produzione di questo tipo, come per esempio una gallery con bozzetti, artwork e retroscena ma soprattutto una build giocabile della versione SNES a cui il titolo è ispirato. Diamine, anche la versione arcade del primo Kiki KaiKai pubblicata su arcade in Giappone sarebbe stata un’aggiunta di tutto rispetto e sicuramente nel reame delle possibilità, se consideriamo che il prodotto è stato realizzato su licenza TAITO che detiene i diritti.

Sicuramente i fan del franchise non baderanno troppo al prezzo e non se ne lamenteranno troppo, tuttavia sarebbero state aggiunte in grado di giustificare il costo di 29,99 euro in versione digitale per la maggior parte dei non appassionati che potrebbero avere pochi stimoli a spendere una tale cifra per poche ore di gameplay.

A chi consigliamo Pocky & Rocky Reshrined?

Al di là delle mancanze poc’anzi citate, che in fase di recensione non nascondo si siano sentite, Pocky & Rocky Reshrined resta un prodotto curatissimo e divertente, in pieno stile Natsume (ricordo già autori dei fantastici remaster Wild Guns Reloaded e Ninja Saviors Return of the Warriors). Lo stile accattivante, i personaggi carismatici, il gameplay complesso ma gratificante, la soundtrack allegra e la vasta gamma di yokai con cui ci si scontra, rendono il gioco un’esperienza piacevole e adatta praticamente a tutti. Se il prezzo è un problema, acquistatelo in sconto quando possibile, ma non lasciatevi sfuggire questa piccola avventura che trova la sua chiusa perfetta su console Nintendo Switch.

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