Recensione Wild Hearts S per Nintendo Switch 2

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Wild Hearts S è il più recente port del già conosciuto Wild Hearts, uscito originariamente nel 2023 su PC e console PlayStation 5/Xbox Series. La nuova versione è stata appositamente realizzata da Omega Force di Koei Tecmo per Nintendo Switch 2 ed è disponibile dal 25 luglio 2025. Potete supportare Denjin Den acquistando Wild Hearts S su Amazon tramite il nostro link.

Provato su Nintendo Switch 2

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Voglio subito partire con il piede sull’acceleratore e dire immediatamente che Wild Hearts, a livello globale, è una interessante alternativa ai ben più noti hunting game di Capcom. Chi ci segue da un po’ saprà che abbiamo avuto modo di recensire (in maniera molto favorevole) Monster Hunter Rise e Monster Hunter Wilds, due titoli che hanno conquistato voti molto alti dopo le nostre analisi. Pertanto, sebbene Wild Hearts si collochi appena un gradino sotto questi due giganti, resta un’esperienza divertente, soddisfacente e anche complessa quanto basta per rappresentare una sfida.

La formula non viene stravolta da Koei Tecmo che prende tutto ciò che funziona dalla serie Monster Hunter e la modifica quel tanto che basta per dare un twist originale e diverso. Vengono pertanto introdotti i karakuri, strumenti essenziali che il vostro cacciatore ha a disposizione per affrontare i kemono, bestie leggendarie in grado di influenzare l’ambiente intorno a loro, creando tempeste di neve o intrecci di alberi, rendendo il vostro compito più complesso.

Inizialmente il cacciatore avrà a disposizione ben pochi karakuri, come delle semplici scatole a molla, ma con il progredire della trama e delle cacce, aumenteranno in numero e qualità, offrendo anche spunti interessanti con la loro combinazione. Non è una meccanica opzionale: costruire i karakuri in battaglia e usarli al meglio è parte integrante della strategia e senza una buona comprensione di cosa fanno in associazione con le diverse armi, sarà difficile portare a casa la testa dei kemono. In aggiunta, ci saranno karakuri che possono aiutarvi nell’esplorazione, come il rampino che facilita gli spostamenti, oppure la torre di ricerca per individuare il kemono che dovrete abbattere.

Un titolo complesso quanto basta, senza scadere però nella mastodontica e voluminosa quantità di menù inintelligibili a cui Capcom ha abituato la sua fanbase: un grande pregio, quindi!

Se la recensione finisse qui, probabilmente ci troveremmo davanti a un gioco imperdibile per Switch 2, purtroppo però c’è altro da aggiungere, legato soprattutto alle prestazioni del gioco, che non sono mai state il massimo nemmeno su PC o altre console, pur considerando hardware di alto profilo. In modalità docked il gioco non ha creato grossi problemi, ma siamo ben lontani da un target di 60 fps costanti che viene raggiunto solo nella prima area tutorial. Proseguendo, il frame rate si assesta più sui 40 fps, con qualche calo in ambienti più ampi.

Sicuramente giocabile, ma ci saremmo aspettati di più da questo port che non utilizza nemmeno la tecnologia DLSS. La risoluzione è di circa 820p in modalità docked e, se diamo uno sguardo alle texture del mondo, possiamo notare un lavoro approssimativo e qualitativamente scadente. I personaggi appaiono invece ben renderizzati, con un’illuminazione che, tutto sommato, funziona bene e riesce a restituire una certa credibilità. Purtroppo, questa va a farsi benedire non appena ci si distrae dai modelli in questione e si guardano gli alberi appena dietro, con texture impastate, sfocate e davvero brutte a vedersi.

Alcune aree del gioco sono ben rese e piacevoli a vedersi, purtroppo l’esperienza non risulta mai così limpida in movimento.

I mostri sono ben resi e alcuni potrebbero sostenere che in fondo è proprio questo ciò che conta, tuttavia non sono rari i casi in cui, combattendo, ci si imbatta in compenetrazioni visive dove è possibile vedere i mostri dall’interno, quindi uno spazio vuoto con texture che creano la geometria del kemono, fattore che crea confusione e smarrimento e finisce con l’essere un impedimento per il giocatore.

Per quanto concerne la modalità multiplayer, il titolo non presenta cross-play con altre versioni, essendo questa strutturata in maniera differente potrete giocare solo con altri possessori della versione Wild Hearts S su Nintendo Switch 2. Un dettaglio che potrebbe ridurre le possibilità di giocare con altri cacciatori (che, parliamoci chiaro, non sono proprio tantissimi). Tuttavia, trovando qualcuno con cui condividere l’esperienza, potrebbe garantire un minimo di divertimento in più anche alla luce di tutti i difetti elencati.

Ultimo ma non ultimo, dobbiamo parlare anche del fattore “game key card”, un dettaglio non da poco e una crociata a cui, personalmente, sono parecchio dedito. Ho già espresso tutti i miei dubbi in merito a questo formato nell’articolo dedicato (che potete recuperare al link precedente), quindi chi sa di cosa sto parlando non si sorpenderà nello scoprire che il publisher ha deciso di lanciare la copia fisica come Game Key Card (a quanto pare, però, solo nel Regno Unito e non in altri mercati, dove il gioco resta digital only). Non supportiamo questa decisione e preferiamo sempre quando i giochi sono pubblicati anche in formato fisico e “all on cart”, senza download aggiuntivi. I collezionisti, quindi, potrebbero (anzi, dovrebbero) saltare questa release a piè pari.

Wild Hearts S: Indubbiamente, Nintendo Switch 2 non è il posto migliore per giocare Wild Hearts, la cui versione più “giocabile” resta ancora quella per console come PlayStation 5 e Xbox Series X. Se siete appassionati di hunting games e non ne avete mai abbastanza, invitiamo comunque all’acquisto su quelle piattaforme dal momento che il gioco ha molto da offrire e si rivela divertente. L’unico fattore che potrebbe giustificare invece l’acquisto di Wild Hearts S è se non avete altre console oltre Nintendo Switch 2, ben sapendo, però, che dovrete digerire molte limitazioni, principalmente quelle dell’impatto visivo. 7gatsu

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2025-08-03T09:47:27+02:00

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