Sword & Fairy 6 è un RPG tradizionale che prende ispirazione nell’esecuzione da alcuni grossi titoli giapponesi. Sviluppato da Softstar Technology, è l’ottavo di una lunga e proficua serie di CRPG (Chinese RPG, non giapponese!) che per la prima volta prende vita per Ps4, Xbox One e PC. La versione console è un porting modificato dalla versione PC che purtroppo però soffre di numerosi, gravi difetti rispetto all’originale.

Provato su Ps4, modello base

Pro Contro
+ Pieno di idee interessanti, prende ispirazione da grandi titoli – Presentazione assolutamente non al paro coi tempi
+ Ottima trama fantasy – Problemi di performance un po’ troppo gravi

Sword & Fairy 6 banner

 

PREMESSA

Sword & Fairy 6 narra di un mondo fantasy di grossa ispirazione cinese dove l’antico dio Shen Nong ha creato le Nove Fonti che hanno nutrito e fatto fiorire il mondo per lungo tempo. La pace però viene interrotta quando le tre razze, le Bestie, le Divinità e gli Umani danno inizio a un perenne conflitto che spesso sfocia in guerre per la supremazia. Shen Nong comprende che la nascita dell’egoismo sulla terra ha causato un ciclo che rischia di distruggere anche le Nove Fonti, e grazie ai suoi poteri divini crea delle aree protette per difenderle dai danni esterni. Per questo vengono selezionati nove artefatti e nove braccialetti che fanno da chiave per accedere alle fonti.

La Guerra delle Tre Razze finisce con la sconfitta delle Bestie per mano dell’alleanza tra Uomini e Divinità. Le Bestie si nascosero in un regno che creò la suddivisione del mondo in tre regni: il Regno dei Demoni, il Regno degli Uomini e il Regno degli Dei. Le Nove Fonti vengono sparse tra questi, cambiando di forma e aspetto in base all’ambiente. Alla fine delle guerra, Shen Nong e le nove chiavi scompaiono. Col tempo, la leggenda delle Nove Fonti venne completamente dimenticata. Yue Jinzhao e Yue Qi viaggiano verso ovest in cerca di qualcosa di perduto, ma finiscono irretiti in un plot intricato fatto di trappole e misteri dimenticati dal tempo.

NON DISTURBAR DRAGO CHE DORME

Il gameplay di Sword & Fairy 6 è piuttosto semplice: un RPG di stampo piuttosto giapponese, con fasi esplorative in ambienti 3D, con tanto di abilità di saltare per affrontare alcune sezioni platform e un sistema di combattimento ibrido a turni e tempo reale, con una leggera componente di personalizzazione delle meccaniche.

Il combattimento mostra visibili analogie con Final Fantasy XIII: si sceglie il target, si scelgono le abilità da concatenare in una barra divisa in slot, o se ne scelgono alcune e si preme triangolo per iniziare lo stesso la stringa di azioni, dove ogni azione può occupare uno o più slot. Gli attacchi hanno diverse funzioni, alcuni più rapidi e con più colpi che possono mandare in break il nemico. Il nemico in break subisce per alcuni secondi danni maggiorati e non può opporre resistenza in alcun modo. Si combatte fino a quattro alla volta, i compagni si muovono autonomamente, possiamo decidere una linea da seguire come “priorizza la cura” o “attacca aggressivamente” con un tasto in qualsiasi momento, e si può sempre passare da un personaggio all’altro durante il combattimento. Semplice, intuitivo, efficace.

I dungeon sono un po’ meno emozionanti, texture e design un po’ blandi, qualche elemento platform qui e lì che tiene sveglio il giocatore e strappa qualche sorriso. Sono spesso a tema, ma c’è poca varietà. Gli ambienti sono a volte anche ricchi e colorati, ma la realizzazione grafica ricorda un po’ troppo gli MMO di qualche generazione fa. I personaggi hanno ognuno un’abilità da usare al di fuori del combattimento per interagire con lo scenario in qualche modo e risolvere enigmi. Insieme al salto, il gioco prova a proporre un modo abbastanza libero di interazione con le aree di gioco.

Per quanto riguarda il sistema di crescita, Sword & Fairy 6 non usa un sistema di livelli, ma propone qualcosa di estremamente simile al già nominato Final Fantasy XIII: ogni combattimento premia il giocatore con dei Soul Points che possono essere spesi nel Meridian System. Ogni personaggio ha tre sentieri lineari in cui spendere i propri punti, che aumentano i parametri e concorrono alla crescita del personaggio. Si può saltare liberamente tra i tre sentieri, e il sistema ricorda estremamente da vicino il Crystarium di casa Square Enix.

Inoltre il gioco ha anche una versione un po’ semplificata dello skit system di casa Bamco, proveniente dalla serie Tales Of, con piccoli dialoghi tra i personaggi del cast spesso di carattere impersonale, chiacchiere tra amici che approfondiscono un po’ i legami e danno al giocatore uno sguardo nel privato del cast.

EN*HIC*GUARDE

La versione PC originariamente uscita in madrepatria nel 2015 aveva già qualche problema di performance, ma la versione console ha problemi così gravi da farvi chiedere come sia possibile che il gioco sia uscito in questo stato. I frame delle transizioni tra esplorazione e combattimento, i menù di sistema e di combattimento e in generale i frame di moltissime animazioni calano precipitosamente a picco, così a picco che durante il combattimento la telecamera singhiozza e il gioco non registra gli input. Questi problemi inizialmente sono assolutamente un effetto disorientante, ma posso dire che ci si abitua un po’, e il gioco risulta sempre godibile, ma con un forte senso di incompletezza e mancanza di cura.

CONCLUSIONE

Sword & Fairy 6 è un titolo pieno di fantasia, una discreta ambizione e con una trama piacevole e intricata che nasconde colpi di scena ben costruiti. Il problema principale è arrivarci attraversando numerose e lunghe cut-scene scandite da infiniti singhiozzi di frame che rendono l’esperienza molto più difficile da godere. Un gioco piacevole ma difficile, almeno allo stato attuale, da consigliare ad altri che non siano già appassionati del genere e siano incuriositi da un twist cinese di una formula ben consolidata dai cugini del Sol Levante.

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