Una delle classiche fantasie di tutti gli appassionati di fantascienza è quella di vestire i panni di un temibile cacciatore di taglie intergalattico, sempre a sollevare il gomito al bar quando non è impegnato a riscuotere le taglie per i più pericolosi criminali dell’universo. D’altronde vivere la vita di un rude assassino stellare può dare molte soddisfazioni, specialmente se si hanno tre braccia come Aiden, il protagonista di They Always Run di Alaware Games che mi appresto a recensire dopo averlo provato sul mio fido PC.

Provato su PC


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Abbraccime

Ok, se avessi tre braccia sicuramente avrei già finito di scrivere questa recensione. A parte questo potrei suonare la chitarra più velocemente, oppure usare un braccio per fare le corna mentre rilascio riff infernali in modo da allietare gli Dei dell’Abisso e del Metallo.

Aiden invece, usa le sue tre braccia e le relative spade per fare a fette criminali galattici e tirare avanti la baracca riscuotendo le loro taglie. They Always Run è un gioco che unisce sezioni platform a combattimenti ravvicinati, il tutto confezionato in un pacchetto con una grafica 2D piacevole.

Il combat system ci permette di attaccare usando le spade di Aiden, sparare con le pistole e di usare un letale contrattacco capace di uccidere i nemici in un solo colpo. Attivando il terzo braccio con la pressione di un tasto invece potremmo sferrare devastanti cazzottoni in grado di sbalzare in aria i nemici. Questa abilità però si può usare in modo limitato e per ricaricarla sarà necessario effettuare i contrattacchi.

I combattimenti scorrono in modo abbastanza fluido e piacevole, il tutto inoltre è reso ancora più spettacolare dal bullet time che si attiva quando eseguiamo un contrattacco o uccidiamo l’ultimo nemico. Il terzo braccio viene sfruttato molto bene, in quanto Aiden potrà colpire anche i nemici alle sue spalle. A proposito di nemici, ci troviamo di fronte a una varietà abbastanza risicata: nemico con spada, nemico con fucile a distanza e nemico con lo scudo.

Questa tripla combinazione rende gli scontri quantomeno dinamici, infatti per uscirne vivi sarà necessario schivare, saltare, contrattaccare, colpire e sparare. Non parliamo di difficoltà elevate, ma comunque ogni tanto si vedrà la schermata del game over, in quanto bastano pochi colpi per azzerare la vita del povero Aiden e farlo stramazzare a terra. Ogni tanto, grazie alla nostra fida I.A. di nome Jonathan e allo scanner del visore di Aiden, potremo individuare criminali ricercati e ottenere una lauta ricompensa dalla polizia intergalattica per la loro cattura. Peccato che questi nemici non si differenzino dagli altri né graficamente né in termini di gameplay, restando solo un buon modo per fare un po’ di soldini e comprare nuove skill.

Platform serrato

Le sezioni platform del titolo funzionano, sebbene a volte i controlli non proprio precisissimi inducano all’errore, specialmente in alcune sezioni dov’è necessario saltare da un punto all’altro dello scenario. Niente di troppo frustrante però, They Always Run scorre molto bene, anche se le parti incentrate sulle piattaforme a volte tendano un filo a ripetersi, al punto che se siete abituati a giochi ben più tosti, potreste trovarle decisamente ripetitive e poco stimolanti.

In alcuni scenari ci troveremo a rincorrere i criminali in fuga in sezioni platform serrate che ogni tanto rivelano qualche sorpresa alla Uncharted, come cavi che si spezzano e cadute improvvise che aumentano la tensione. Una volta raggiunto il boss in fuga, potremo decidere se portarlo vivo o morto alle autorità, a volte dopo una breve boss fight.

In generale quindi, il gameplay di They Always Run è ben amalgamato, sebbene gli manchi quel qualcosa in più per convincere pienamente. Riesce a divertire, ma senza però entusiasmare. Un vero peccato perché nella versione dimostrativa, il titolo mostrava del gran potenziale per crescere lentamente nei vari livelli, invece andando avanti ci si trova sempre la stessa tipologia di nemici e platforming invariato.

Paradossalmente il più entusiasmante è proprio il livello introduttivo, dopo il quale le soluzioni adottate, seppur varie, non riescono a tenere alta l’attenzione del giocatore. Il terzo braccio di Aiden viene sfruttato poco all’infuori dei combattimenti, quando invece sarebbe stato ingegnoso costruire dei puzzle o delle sezioni per mettere in risalto questa caratteristica originale del protagonista.

Braccia rubate all’agricoltura

Con They Always Run siamo di fronte ad un titolo un filo altalenante anche nella presentazione grafica. Se gli sprite sono ben realizzati e resi “vivi” grazie ai giochi di luce e ombra, lo stesso non si può dire degli scenari. Gli sfondi inanimati e gli elementi del gioco come scale, ringhiere e ostacoli da usare per il platforming sembrano completamente staccati dal resto del livello, al punto da sembrare copiati e incollati con un software di seconda mano. A questo si aggiungono le animazioni non proprio al top, caratterizzate da pochissimi frame, e una bassissima varietà di sprite sia dei nemici sia degli NPC.

Il comparto audio inoltre non colpisce particolarmente, specialmente la colonna sonora poco ispirata e a tratti decisamente noiosa. La totale assenza del doppiaggio inoltre non aiuta a portare avanti la narrazione del gioco e appassionare il giocatore. A tal proposito, senza fare spoiler, posso dirvi che la storia del titolo è decisamente confusa, tra personaggi che spuntano fuori dal nulla e poi spariscono, a tagli da uno scenario all’altro improvvisi e azzardati.

L’intenzione di creare una sorta di space opera c’è, solo che probabilmente sarebbe stato meglio concentrarsi sulla caccia dei criminali spaziali, cosa che credetemi, avviene meno di quanto il titolo possa far intendere. La decisione di portare un criminale vivo o morto alla giustizia, non impatta minimamente con la storia del gioco, semplicemente cambia la quantità di crediti guadagnati. Oltretutto ci si aspettava il dover recuperare taglie sui diversi pianeti della galassia, e invece ci si ritrova davanti ad una storia confusa tra classici “gomblotti” e misteri dei quali un gioco simile non ne ha davvero bisogno. 

A chi consigliamo They Always Run?

Il titolo di Alaware aveva il potenziale per distinguersi dalla massa, ma si gioca male le sue carte.
Posso consigliarvelo se siete amanti dei platform\action e ovviamente dello sci-fi galattico, ma non aspettatevi certo un gioco del calibro di The Messenger o Katana Zero, perché rimarreste davvero delusi.

I combattimenti e il platforming sono comunque abbastanza piacevoli, peccato però che la promessa di far diventare i giocatori dei temibili cacciatori di taglie galattici non viene mantenuta fino in fondo, andando a scontrarsi con scelte narrative confuse e non sempre azzeccate.

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