Se chiunque può pubblicare il proprio gioco su Steam, lo stesso non vale per le piattaforme console, per cui è necessaria una certificazione più o meno rigida. Sometimes You è il nome del publisher russo che si occupa di negoziare con Sony e Microsoft la pubblicazione di giochi indie creati negli stati est-europei, utilizzando il motore grafico Unity -tra i giochi gestiti da questo team si ricordano OVIVO e NORTH-.

L’ultimo di questi esempi è Vasilis, sviluppato da Marginal act e uscito nel 2019 su Steam ma disponibile dal 26 febbraio 2020 anche per PlayStation 4, provato da noi proprio in quest’ultima versione.

ProContro
+ Disegnato a mano– Controlli lenti e imprecisi
+ Atmosfera ansiogena– Mappa difficile da usare
+ Storia surreale ma basata su eventi realmente accaduti– Animazioni da mal di testa
– Missioni ripetitive di raccolta e recapito oggetti (AKA fetch quests)

Avventura(?)

Vasilis inizia con un tutorial che introduce le meccaniche di base, cioè movimento, raccolta oggetti, uso degli stessi dall’inventario e interazione con l’ambiente, tutto ciò che serve per completare il gioco. Potrebbe quindi essere considerato un gioco d’avventura, un derivato dei classici punta e clicca controllabile con un joypad, ma non è esattamente ascrivibile al genere.

I punta e clicca più classici, nonché le versioni moderne di quel genere -come i giochi Telltale– oltre a dialoghi ed esplorazione offrono anche qualche puzzle, Vasilis invece ha un’unica interazione che potrebbe lontanamente essere ricollegata a un puzzle, per il resto è un’esperienza lineare in cui si parla con dei personaggi e si risolve qualche incarico per loro.

L’anziano e rivoluzionario fattorino

La storia di Vasilis è basata sulla rivoluzione ucraina avvenuta nel 2014 e il gioco è ambientato proprio in una delle città rivoltose. La protagonista inizia la sua avventura rinvenendo un cadavere fuori la propria abitazione e, non riuscendo a rintracciare il marito Peter, si reca quindi dalla polizia in cerca d’aiuto, che otterrà aiutando a sua volta alcuni suoi compaesani. Le mansioni che Vasilis svolge per i vari abitanti della sua città si risolvono tutte prendendo un oggetto da un personaggio e scambiandolo per un altro oggetto con un altro personaggio, con lo scopo ultimo di supportare la rivoluzione e ritrovare Peter.

Queste missioni vengono chiamate in gergo fetch quest e sono spesso utilizzate in altri videogiochi come riempitivo, tra una missione principale e l’altra. Vasilis al contrario ne fa la totalità dell’esperienza, rischiando di annoiare il giocatore con la sua catena di incarichi meccanici che termina solo a fine gioco, col ritorno al menu iniziale dopo il finale.

Una struttura di questo tipo potrebbe avere senso in un walking simulator, più che in un gioco d’avventura, magari con una grafica ben curata, un buon apparato sonoro e un sistema di controlli decente, ma Vasilis non offre nulla di tutto ciò. Per lo meno un Journal permette di ricordarsi i personaggi principali con cui si è interagito, ma potrebbe essere addirittura necessario segnarsi altrove dove si siano incontrati i vari cittadini, per evitare di perdersi nella sconosciuta città.

Disegnato a mano? E disegniamo!

L’impatto visivo che Vasilis offre ai suoi giocatori è allo stesso tempo il suo punto di forza e una delle sue debolezze principali. Ogni cosa visibile sullo schermo è disegnata a mano in uno stile crudo e grezzo, che aiuta tantissimo a creare un’atmosfera di disagio. Con delle ampie e vuote strade, architetture surreali e con personaggi umanoidi ma totalmente deformi, Vasilis pone il giocatore in un mondo che sembra ostile e pericoloso, in cui si è lasciati soli persino dai suoni del gioco, rari e opprimenti come la sua estetica.

La gente vive nella fame e nella sete, non aiutata da polizia e governo che invece abbandona pian piano i cittadini lasciandoli ai loro conflitti e alle loro assurdità, e il risultato è che da un lato della strada dei poveri senzatetto giacciono a terra affamati, chiedendo aiuto, mentre dall’altro dei giovani fanno fotografie alle fiamme della rivoluzione.

Sarebbe la perfetta Guernica di nuova generazione, se tra il giocatore e il gioco non dovesse esserci anche una giocabilità. I controlli sono imprecisi e rispondono in ritardo persino nei menu, nonostante una grafica così semplice vi sono dei caricamenti di diversi secondi, Vasilis si muove lentamente annoiando ancora di più il giocatore mentre questi esplora una città che non conosce. Quest’ultimo aspetto è particolarmente negativo poiché la mappa si controlla malissimo e sembra non stare mai ferma, alternando zoom in e zoom out anche senza input del giocatore, per non parlare di quanto poco sia chiara dato che non indica dove si trovino i punti di interesse. Dopo test con svariati Dualshock 4, il problema sembra risiedere in un’imprecisa impostazione della deadzone. Ai giocatori conviene davvero disegnarsi una mappa personale su un foglio di carta separato.

Il motore grafico Unity, è sì accessibile per giochi in 2D ma è anche pieno di problemi che bisogna risolvere manualmente, e Vasilis è colmo di quelle incertezze che non dovrebbero mostrarsi in un prodotto venduto sul PlayStation Store. Ad esempio, oltre al jitter dell’input citato poco sopra, il personaggio finisce spesso per incastrarsi tra palazzi e angoli a causa di una cattiva gestione delle hitbox.

Infine, le animazioni sono utili per capire con chi e con cosa si possa interagire, ma sono anch’esse sporche e poco curate, con addirittura diversi frame su cui sono ancora visibili le linee guida usate per i disegni. In molti casi è probabilmente voluto ed è anche tutto sommato accettabile, in altri tende solo a distrarre il giocatore, come nel caso dei tratti di matita negli angoli di un frame di movimento di Vasilis, tutt’altro che piacevoli da vedere.

A chi consigliamo Vasilis?

Col suo gameplay noioso e poco raffinato, Vasilis è consigliato solo ai giocatori più pazienti, che potrebbero divertirsi a scoprire la trama surreale del gioco ed esplorare la città nonostante la lentezza della protagonista, magari accompagnati da una mappa disegnata a mano come consigliato sopra.

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