Windjammers 2, sviluppato e pubblicato da DotEmu, segna il ritorno dello sport più amato dai retrogamer: il lancio del frisbee. Questa nuova iterazione, uscita dopo 28 anni dal primo capitolo, è approdata su PC (tramite Steam), Nintendo Switch, Playstation 4, Xbox One e Google Stadia.

Provato su PC

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Neo freaking Geo

Se non avete mai sentito parlare di Windjammers, probabilmente vi starete chiedendo di che diamine di gioco si tratti e soprattutto, che fine ha fatto il primo capitolo. Dopo una bella sfregata di mani e risata malvagia che precede i miei pipponi sul retrogaming, iniziamo pure.

Windjammers, conosciuto con il ben più altisonante titolo FURAIING PAWAA DISUKU, che potremmo tradurre come Disco Fritto Poderoso (no, scherzo, il titolo giapponese è Flying Power Disk), esce nel 1994 per MVS e AES, gli acronimi con cui sono conosciute le macchine Neo Geo. Fu sviluppato da Data East ed ebbe subito un grande riscontro per il gameplay apparentemente semplice ma ricco di sfaccettature.

Il sistema di gioco è dunque in prima battuta semplice e prevede un campo diviso in due aree, una per ogni giocatore: bisogna lanciare il frisbee nella metà campo avversaria e segnare punti, il primo che arriva a 15 vince il round. Una versione evoluta di Pong, insomma, dove con stratagemmi diabolici si possono lanciare dischi che curvano all’improvviso e potenti mosse devastanti.

Dallo scorso 2021, Windjammers è tornato disponibile su console di nuova generazione, ovvero Playstation 4, Playstation 5, Nintendo Switch, PC, frigoriferi e lavatrici, per preparare il pubblico alla ricezione di Windjammers 2, giunto ovunque proprio lo scorso 20 gennaio.

Ma ne avevamo bisogno?

Se consideriamo che il primo Windjammers se la cava ancora benone tra gli amanti del retrogaming, probabilmente questo secondo capitolo può essere percepito più come un esercizio di stile. Insomma, una prova di forza di DotEmu, che continua a pescare franchise quasi più vecchi delle hit di Orietta Berti, per mostrare agli hardcore gamer duri e puri che sono loro a trainare l’intera industria, porgendo omaggio ai classici di un tempo (hanno tirato fuori dal cilindro Streets of Rage 4, per esempio).

Chi si aspetta un’esperienza rinnovata, modificata e ampliata, per non dare in escandescenze deve un attimo immergersi in una vasca piena di ghiaccio per digerire la notizia che sto per comunicare: Windjammers 2 si adagia placidamente sugli allori. Il che vuol dire: riprende esattamente la stessa, identica, formula originale e le dà una mano di vernice, colori più brillanti e uno stile grafico fluido e moderno (se vi piace la pixel art, v’attaccate, in poche parole).

  • windjammers 2 pallonetto
  • windjammers 2 attacco speciale

Qualche piccola aggiunta, però, a essere onesti, c’è. Per esempio la possibilità durante il match di saltare per afferrare il disco in discesa, e poi lanciarlo con tutto lo sdegno nel campo avversario, tattica piacevole che ben complementa il resto delle opzioni offensive e difensive. Se eravate dei maestri al primo, in sostanza, lo sarete anche qui, e il vantaggio innegabile rispetto a Windjammers è dato dalla possibilità di dimostrarlo.

Oltre alla modalità Arcade, nella quale sfiderete vari avversari uno dopo l’altro per reclamare il trofeo di lanciatore di dischi più tamarro dell’universo, c’è una gustosa sezione multiplayer, sia locale (come è giusto), sia online, con una divisione tra partite rapide e classificate. La risposta alla domanda di inizio capitolo, pertanto: “ne avevamo bisogno?”, è un placido , per unire la community che non ha mai dimenticato il gioco e attirare, potenzialmente, nuovi fan da tutto il mondo.

Come spesso accade, però, c’è sempre qualche intoppo, come lo spillo della camicia nuova che ci si dimentica di togliere e che, quando si va a indossare, ti perfora le carni. In questo caso mi riferisco al crossplay, disponibile solo tra versioni dello stesso ecosistema (Xbox e PC, PS4 e PS5 e Nintendo Switch sola soletta, come sempre). Un problema non particolarmente grave, ma che frammenta il pubblico già non esattamente immenso a cui il gioco è rivolto.

Cosa c’è, e cosa manca

Partiamo prima dalle note positive, ovvero cosa ha il gioco da offrire. Potrete scegliere tra 10 personaggi, ognuno con nazionalità diversa (e ancora una volta torna l’italianissimo Biaggi), contro i 6 del primo capitolo. Ci sono aggiunte interessanti al roster, per permettere a tutti di selezionare quello con l’equilibrio tra velocità e potenza che fa al caso proprio: dalla scattante brasiliana J. Raposa fino al mastodontico e immobile H-Max.

Interessante anche l’ampliamento degli stage (10 in totale), con regole differenti per esperienze di gioco diverse. Tra queste spicca sicuramente l’area Casino, dove non ci sono aree con punteggi definiti ma, a ogni lancio del frisbee questo assume un valore, in termini di punteggio, differente (da 1 a 5).

  • windjammers 2 recensione match
  • windjammers 2 arena casino

Quello che manca, il grande assente, è un tutorial esplicativo che possa guidare i nuovi giocatori. C’è una sezione su “come giocare”, ma sono consigli testuali che poi, per l’utente, sono difficili da ricordare durante gli impetuosi e veloci botta e risposta delle partite. Sarebbe stato molto più sensato aggiungere un match introduttivo con tutte le tecniche e i comandi che è possibile utilizzare. Da questo punto di vista non ci siamo, e sembra di essere tornati agli anni ’90 nel peggiore dei modi.

Sebbene sia, dal mio punto di vista, una mancanza significativa, non dovrebbe compromettere eccessivamente la comprensione delle meccaniche di base. Ma in fondo, che videogiocatori sareste se non imbottigliaste la vostra rabbia e frustrazione fino a quando non esplode ai danni di cose e persone che vi circondano? (ndr. non prendete sul serio le mie parole, siate sempre gentili con il prossimo e aiutate le vecchiette ad attraversare la strada).

A chi consigliamo Windjammers 2?

Il gioco ha un costo che potremmo definire borderline accettabile, soprattutto grazie alla presenza della modalità online, che ne estende notevolmente la longevità. Se non volete tirar fuori nemmeno un euro, vi ricordo che il titolo è disponibile al download per gli abbonati Xbox Game Pass. Gli amanti del primo capitolo, anche solo per il fattore nostalgia, devono aprire il portafogli, i neofiti possono invece andarci coi piedi di piombo, e attendere, volendo, un prezzo più favorevole.

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