Shoot ‘em up, cosa sono?
Per i meno avvezzi (e chi non legge abitualmente la nostra rubrica) si tratta di sparatutto a scorrimento verticale/orizzontale dove lo scopo principale è distruggere tutto ciò che appare a schermo, evitando allo stesso tempo i proiettili degli avversari. Gli esponenti più celebri del genere sono sicuramente i classici del calibro R-Type e Gradius, fino ad arrivare a titoli più “recenti” come Ikaruga e Radiant Silvergun. Per chi non avesse la minima idea di cosa sto parlando, avete presente Metal Slug? Ecco, quello ma con le astronavi.

Il titolo che vi propongo oggi proviene da una rinomata software house, Cave, fondata nel 1994 da ex-membri di Toaplan dopo la sua scomparsa a causa di problemi finanziari. Per chi fosse un fan dell’ultima ora della rubrica è possibile trovare maggiori informazioni nel nostro primo numero, che potete raggiungere semplicemente cliccando qui.
Cave Entertainment è stata portatrice di novità nell’ambito shoot ‘em up, principalmente per quanto riguarda le meccaniche di punteggio, artwork ricercati e uno stile visivo immediatamente riconoscibile, qualsiasi fosse il titolo sviluppato. Nel tempo si sono dedicati principalmente a sparatutto a scorrimento verticale, dove hanno raggiunto la vera e propria eccellenza. Ed è proprio per questo che oggi, vi parlerò del loro primo shoot ‘em up a scorrimento orizzontale (non ve lo aspettavate eh…): Progear, conosciuto in Giappone come Progear no Arashi.

Progear fu rilasciato nel 2001 nelle sale arcade e fu, nonostante i timori, un vero e proprio successo, apprezzato dalla maggior parte dei giocatori che ne amavano lo stile grafico e la difficoltà, due perni fondamentali delle esperienze Cave. La compagnia si diede molto da fare per partorire il suo primo shoot ‘em up orizzontale perché, stando alle parole di Tsuneki Ikeda di Cave, “la percezione dei proiettili nei giochi a scorrimento verticale è ovvia, rendendoli facilmente individuabili dai giocatori più esperti”. Per quanto riguarda lo scorrimento orizzontale, invece, è quasi impossibile riuscire a capire se si è nella traiettoria del fuoco nemico. Ciononostante, si può dire che Cave abbia fatto un ottimo lavoro, offrendo ai giocatori uno sparatutto dallo stile inconfondibile, costituito da cinque livelli sempre più difficili, in un crescendo che vi porterà a combattere contro l’ultimo boss cercando di evitare miriadi di proiettili che si sdoppiano, si incrociano e compiono evoluzioni in pattern assurdi e al limite della follia.

Piccola nota a margine: il gioco fu pubblicato da Capcom e ai poveri sviluppatori di Cave fu imposto un ritmo di lavoro massacrante per riuscire a rientrare in un ciclo di sviluppo della durata massima di sei mesi. Quando il gioco era ormai pronto, però, l’uscita fu posticipata di un anno. Tra i problemi principali riscontrati ci fu la necessità di imparare a lavorare sull’hardware Capcom CPS2, già vecchio all’uscita di Progear e che causò molti problemi nella realizzazione di sprite e sfondi.

Come è facile immaginare, Cave ha realizzato principalmente bullet hell, o danmaku che dir si voglia, non avvicinatevi a Progear dunque come dei novellini in cerca di un gioco facile perché nonostante i primi due livelli possano farlo sembrare una passeggiata vi ritroverete ben presto a singhiozzare in preda a rabbia isterica quando i boss appariranno e, come delle spugne, assorbiranno tutti i vostri colpi e bombe, lasciandovi indifesi contro centinaia di proiettili azzurri.


STORIA

Uno dei punti di forza di Progear è il suo setting steampunk, in un mondo in cui è appena iniziata l’era dell’industrializzazione iniziano ad apparire macchine di ogni tipo che cambiarono radicalmente la faccia del regno Parts. Una di queste, chiamata Professional Gear, o Progear, è in grado di sospingere nei cieli queste macchine, permettendo loro di volare generando elettricità dai venti. Un’invenzione in grado di far partire la conquista dei cieli ma disponibile solo a pochi eletti capaci di permettersela. Costoro formarono il consiglio dei Motorouin, costituito dagli immortali Ballossum Pench, Gabriel Hammer, Jimchuck Spanner, Olsorro Slasher e Leonard Drill. Dichiararono successivamente guerra al governo nel tentativo di eseguire un colpo di stato e imporre il proprio controllo sul regno di Parts. Nel tentativo di soddisfare le proprie brame misero insieme un esercito e si scontrarono contro l’establishment in una sanguinosa guerra che causò molte vittime, conosciuta come “La punizione dei Saggi”. Anni dopo la vittoria dei Motorouin, una nuova generazione di piloti sviluppa un’arma chiamata Gun Flyer e, installandola nei propri aeroplani decidono di dar battaglia ai Motorouin per vendicare i propri genitori uccisi in guerra, dando vita alla “Tempesta dei Progear“.
Un setting appassionante, ben studiato, corredato da artwork mozzafiato e materiale promozionale di alto livello. Le ispirazioni, per chi conosce l’animazione giapponese, sono chiare, si intravedono infatti note di Laputa: Il castello nel cielo e Porco Rosso dello Studio Ghibli.

Una strip che introduce la storia di Progear no Arashi come descritta precedentemente, con i cinque immortali e altrettanti bambini prodigio che non vedono l’ora di suonargliele di santa ragione!


I piloti selezionabili, con i rispettivi aerei, sono due ma subito dopo aver scelto il vostro aereo preferito, potrete selezionare uno fra tre artiglieri (Gun Flyer) di sesso femminile, con caratteristiche d’attacco differenti.

Ring Lead, pilota del Gambler
L’età del personaggio è di 14 anni, è l’asso della squadra e controlla una sorta di biplano la cui arma principale spara un’ampia rosa di colpi ma non è molto veloce.

Bolt Boiya, pilota del Militant
Bolt ha invece 17 anni, è il figlio di un politico e guida un aereo a elica frontale con sparo in linea retta e una elevata velocità di movimento.

Chain Chierotto, Gunner Tipo Alpha
Il Gunner di Tipo Alpha controllato da Chain ha un tipo di sparo frontale.

Nail Nera Nerouzu, Gunner Tipo Beta
Il Gunner di Tipo Beta di Nail ha uno sparo ampio per colpire più nemici a schermo ma una gittata inferiore al Tipo Alpha.

Rivet Ribera, Gunner Tipo Gamma
Rivet, infine, controlla il terzo tipo di Gunner, con sparo a inseguimento, il meno potente dei tre dal punto di vista del danno.

Una piccola chicca alla selezione dei personaggi è la possibilità di premere il pulsante 1P per selezionare i loro costumi alternativi, potete vederli nelle immagini qui in basso:


L’aspetto grafico è uno degli elementi che mi fa ritornare più che volentieri su questo titolo di tanto in tanto. Dalla intro, mentre fuggite da un hangar in fiamme, passando per le presentazioni dei boss che avvengono con riquadri che li ritraggono fino ai finali che approfondiscono il legame tra il pilota e il gunner selezionato in una serie di sequenze in stile manga.

In aggiunta, se concluderete tutti i livelli perdendo una sola vita e usando al massimo due bombe (robetta da nulla proprio…), entrerete in un secondo loop. Dovrete quindi ripetere i cinque livelli del gioco con nemici dai pattern diversi, più proiettili a schermo e possibilità di punteggio raddoppiate.


GAMEPLAY

Per quanto riguarda il gameplay di Progear, proprio come succede in altri shmup realizzati da Cave, il modo migliore per affrontare i nemici e allo stesso tempo ottenere un punteggio che non faccia schifo al cazz* è alternare la pressione del pulsante di sparo. Se premete a intermittenza il pulsante per sparare con l’arma primaria del pilota, manterrete la vostra normale velocità di movimento che vi permette di schivare i proiettili più agilmente, mentre, tenendolo premuto, entrerà in azione il vostro Gunner, rallentando il movimento dell’aereo.
Pro tip: Sparare con il Gunner e rallentare l’aereo è una tecnica perfetta per passare attraverso delle ampie rose di proiettili con una maggiore precisione, evitando così di perdere una preziosa vita.

Istruzioni del gioco in inglese…
…e in giapponese per i più scafati.

Punteggio
Ottenere dei punteggi elevati richiede una strategia di gioco ben precisa poiché abbattere i nemici con il pilota o con il Gunner farà la differenza. Nel caso in cui li abbattiate col primo, i proiettili nemici più vicini verranno convertiti in “anelli” mentre se li fate fuori col Gunner verranno trasformati in “gioielli”. Più anelli avrete e più grandi saranno i gioielli che riceverete, quindi è un sistema pensato appositamente per farvi alternare le tipologie di attacco ed evitare che teniate premuto il pulsante di attacco per troppo tempo come degli imbecilli patentati.
Per potere vedere quanti anelli avete accumulato e se è il caso di iniziare a sparare con il gunner per ottenere dei gioielli che innalzeranno il punteggio potete dare un’occhiata sullo schermo in basso a sinistra, dove troverete il “ring count”, sempre che questa distrazione non vi sia fatale…

Un inferno di proiettili. Meno male che ci sono le bombe in grado di cancellare i colpi nemici, phew!

Al termine di ogni livello vi verrà mostrata una schermata con tre voci: Active, Safe e Lovely. Il primo valore indica quanto avete sparato con il Gunner, il secondo quante vite avete perso e il terzo è una media dei primi due valori, vai a capire perché diavolo debba chiamarsi Lovely…ah si, i giapponesi e le loro concezioni strampalate, right. Il valore Lovely, inoltre, influenza anche il finale ottenibile al termine del gioco.

Power Up
Il potenziamento delle armi da fuoco dell’aereo e del gunner, rispetto ad altri shoot ‘em up, passano qui in secondo piano, il gioco infatti vi darà tutti i potenziamenti di cui avrete bisogno già nel primo livello, dove potrete portare al massimo della potenza il vostro velivo. Anche qualora perdiate, però, non c’è da preoccuparsi poiché non appena ritornerete su schermo potrete di nuovo raccogliere tutti i Power Up senza dover attendere un nuovo livello. L’esperienza di gioco, in questo modo, non diventa frustrante per chi non ha la minima attitudine per questa tipologia di videogame (un po’ come me, che mi limito a guardare estasiato i proiettili che mi crivellano senza pietà, ammirando la deliziosa pixel art che mi fa palpitare il cuore).

Quella cassa con una P è proprio un Power Up! Una vera e propria sorpresona!

Non si tratta dunque di un gioco estremamente tattico, anche se richiede, come tutti gli shoot ‘em up, un po’ di allenamento e maestria per evitare i proiettili nemici ed essere in grado allo stesso tempo di alternare la tipologia di fuoco per ottimizzare i punteggi. Dimenticate la complessità alla Ikaruga, quindi, che richiede anche una memoria di ferro, e lanciatevi dunque in questo universo steampunk senza troppo timore.


SOUNDTRACK

E quando pensi che un gioco non possa essere più intrigante di così, arriva la mazzata che te lo smonta. Il comparto audio è infatti sottotono. La colonna sonora è di Yukinori Kikuchi, che a quanto pare ha concluso la sua carriera in ambito videoludico proprio con questo titolo per manifesta incapacità, suppongo.
Al di là delle battute facili, le tracce sono davvero poco coinvolgenti, non si riesce a percepire in alcun modo il mood steampunk e si alternano brani eccessivamente allegri ad altri estremamente cupi, senza offrire alcuna via di mezzo o un passaggio fluido dagli uni agli altri. Un fattore che mi ha disturbato molto, soprattutto se consideriamo che tutti gli altri aspetti sono molto curati. Per i pazzi che invece apprezzano le musiche di Progear, è possibile acquistare il CD ufficiale che include anche dei notevoli artwork (che trovate in parte qui in basso) su Amazon.

Iniziare con uno shoot ‘em up atipico rispetto a ciò che solitamente può offrire Cave è una saggia idea. Se non avete mai giocato NULLA di questa compagnia, innanzitutto vergognatevi profondamente, soprattutto se state leggendo con attenzione questa rubrica. Successivamente, datevi da fare e procuratevi Progear (anche per vie traverse dato che non è mai stato pubblicato su alcun tipo di console se non alcuni telefoni giapponesi ormai obsoleti, risalenti a circa 15 anni fa). In questo modo riuscirete a capire cosa spinge molti giocatori di shmup a provare amore incondizionato per questi sviluppatori e potrete così iniziare a costruire un rapporto sempre più profondo con i loro titoli, passando poi ad alcuni sparatutto a scorrimento verticale (che analizzeremo in futuro) che rappresentano l’apice raggiunto nel genere come DoDonPachi, ESP Ra.De e Mushihimesama.

BULLET COUNT: 933/1000

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.