Siamo vicinissimi al lancio dell’ultimo Call of Duty sul mercato, il reboot della saga Modern Warfare, e la cosa ci ha fatto pensare “cavolo, ce ne sono davvero un botto”.

D’altronde, alcune saghe videoludiche hanno così tanto successo da spingere i publisher a finanziare nuove iterazioni addirittura annualmente, gli esempi più eclatanti sono sicuramente i giochi sportivi: è praticamente una sicurezza che ogni anno escano un FIFA, un PES, un NBA.

Alcuni appassionati di videogiochi, però, non apprezzano questa pratica, ritenendolo un modo molto semplice per fare soldi con poco sforzo, per esempio aggiornando solo le rose delle squadre nei giochi sportivi. Altri generi videoludici non sono esenti da esempi di giochi annuali, basti pensare ad Assassin’s Creed per i giochi d’azione in terza persona e il già citato Call of Duty per gli sparatutto in prima. Wikipedia suggerisce che sia uscito almeno un Call of Duty ogni anno dal 2004 in poi, che sia un record per i giochi non sportivi?

Un gioco ogni anno, quanto potranno mai essere curati?” dicono quegli appassionati, rifiutandosi anche solo di provarli, ignorando il fatto che siano diversi gli studi di sviluppo a occuparsi delle diverse iterazioni e che quindi ogni gioco di queste saghe necessiti comunque di due o più anni per essere completato. Ciò non vuol dire che siano tutti giochi da difendere a spada tratta, ce ne sono decisamente di più deboli.

Oggi scaviamo nella storia dei Call of Duty, alla ricerca proprio degli esempi di giochi lontani dalla perfezione, ma con ancora qualcosa da dire per differenziarsi dalla massa, mantenendo intatta una certa identità, compito non facile da portare a termine in una saga speciale come questa.

Aspettatevi ovviamente che la maggior parte dei posti in classifica sia occupata dai CoD più moderni, i vecchi sono apprezzati quasi unanimemente e non hanno posto qui. Saranno citate, a titolo informativo poiché non sempre inerenti al single player, le percentuali di gradimento degli utenti Steam per dare un’idea di quanto la community non apprezzi questi giochi.

5. CoD 4: Modern Warfare Remastered

Immaginate di essere tra quei poveracci che si sono dovuti occupare del remake (perché sì, è rifatto totalmente da zero, non è una versione upscalata del vecchio) di uno dei videogiochi più importanti di sempre, CoD 4.

Potrà sembrare strano chiedersi perché si trovi in questa lista, dunque, un gioco così eccezionale, che ha scritto la storia degli sparatutto e ha insegnato alla settima generazione di console chi fosse il Re del genere. Intanto, la sua versione rimessa a punto per l’ottava generazione siede su Steam con una percentuale di gradimento di appena il 53%, teoricamente nella media ma praticamente sotto di essa, dato che sono rari i tripla A con quel valore inferiore al 70%.

Basta però avviarlo un paio di volte per rendersi conto dei problemi. Nel caso vogliate qualche esempio: la risoluzione viene spesso resettata a un valore di default diverso da quello del vostro monitor anche se avete uno standard Full HD, e il puntatore del mouse, nei menu o in gioco, non risponde prontamente ai comandi.
Quest’ultimo problema è parecchio grave soprattutto a difficoltà alte e nel multiplayer, vi farà morire non poche volte. Forse è ancora più grave il fatto che non sembri esserci una soluzione, succede a caso, e improvvisamente non riuscirete a mirare bene e sebbene muoverete molto il mouse il personaggio si girerà di pochissimo.

Nonostante tutto, però, il titolo è giocabile perfettamente in tutte le sue modalità e siamo lontani dall’avere tra le mani un porting di merda. Il gioco di base rimane il capolavoro che era dodici anni fa, col suo ottimo level design, la sua difficoltà ben bilanciata (come per tutti i CoD questa cosa non vale a Veterano…) e il livello artistico a dir poco elevatissimo.

Il livello ambientato a Pripyat è incredibile oggi più di ieri con la sua nuova veste grafica, sembra strappato pari pari da un gioco post apocalittico come Metro o S.T.A.L.K.E.R. ed è un’esperienza che tutti i fan degli sparatutto dovrebbero provare.
Personalmente, consiglio moltissimo Modern Warfare Remastered, magari approfittate delle mille offerte che ci sono in giro per giocarlo in attesa del reboot della saga in uscita il 25 Ottobre 2019. Non fatevi spaventare dai suoi problemi tecnici, insomma, ma speriamo lo stesso che il nuovo sia migliore!

4. CoD: WWII

WWII è l’ultimo CoD con campagna single player che abbiamo avuto prima del reboot di Modern Warfare e risale al 2017. Consci del fatto che la saga fosse in stallo, questo Call of Duty è probabilmente il più particolare dei moderni sotto tutti i punti di vista.

La grafica abbandona i contrasti a cui ci hanno abituato i suoi predecessori e in cambio ci regala sfumature estremamente piacevoli, la gestione dei materiali è semplicemente perfetta con tutti gli strati di texture molto ben definiti e dettagliati. Ad accompagnare il tutto ci sono strumenti per le ombre e per l’occlusione ambientale di qualità elevatissima, tutto è profondamente personalizzabile in maniera granulare, un sogno per tutti i PC Master Race.
Il sound design è curatissimo e ti fa sentire davvero sul campo di battaglia, la salute non si rigenera automaticamente ma è necessario cercare medikit e sfruttare i “poteri”, per così dire, dei compagni di squadra. Infine, i controlli sono precisi e non hanno mai problemi.

Eppure, questo gioco ha un indice di gradimento appena al 55%, davvero incomprensibile. Ormai si trova a prezzi bassissimi, anche grazie alla sua inclusione nel pacchetto di giochi Humble Monthly di Novembre, quindi provatelo assolutamente e date uno sguardo anche al multiplayer. Personalmente adoro molto la modalità Prop Hunt, con una squadra di giocatori che deve nascondersi nell’ambiente prendendo le sembianze di asset di alcuni oggetti, tra cui sedie e casse, e l’altra che deve capire che cosa non vada e sparare a morte i pezzi di legno giusti, è davvero uno spasso.

3. CoD: Advanced Warfare

57% è il voto che ha Advanced Warfare su Steam, e porca miseria mi fa davvero incazzare.
Questo gioco è a dir poco bellissimo e, nonostante la trama non sia nulla di speciale, si difende benissimo anche dal punto di vista della narrazione e del gameplay con una delle migliori introduzioni che abbia mai visto in un videogioco. Non voglio spoilerare, ma diciamo che prova a girare le aspettative a suo favore e a mio parere ci riesce benissimo.

Il problema forse è che a cose di altissima qualità come l’evento a cui mi riferisco si alternano anche momenti di disagio totale, come il pessimo “Premi F per rendere omaggio” davanti ad una bara (che sul mio computer era “Premi E” perché cambio sempre il tasto azione, quindi mi sono perso il meme dal vivo).

A poco serve il supporto di Kevin Spacey, che ha una parte di rilievo nella trama, perché comunque non si riesce a creare chissà quale legame affettivo coi personaggi. Con il suo gameplay divertente e spettacolare, però, Advanced Warfare si riprende totalmente e giocarlo è stata una delle esperienze videoludiche più divertenti che io abbia mai provato. AW è il Re dell’azione.
Esoscheletri, droni, armi futuristiche, è tutto nelle vostre mani per poter superare ogni livello ed ostacolo come più preferite. Vi consiglio di provare i molti tipi di granate futuristiche, non sono solo gimmick ma vi saranno sul serio d’aiuto.

Questo gioco merita un posto in questa classifica perché ha dimostrato il divertimento che può offrire un’ambientazione totalmente futuristica e non solo classica o “a metà” come quella di Black Ops 2, ma i fan, se possiamo ancora chiamarli così a questo punto, non hanno apprezzato lo stesso. Le loro critiche sono onnipresenti, come avete anche potuto notare in WWII, un gioco tutt’altro che futuristico e classico, eppure altrettanto schifato da metà della playerbase che si è degnata di recensirlo.

2. CoD: Infinite Warfare

41%. Non ho parole, è oltraggioso.
Un voto così basso fa subito pensare ad un gioco insufficiente quasi sotto ogni punto di vista, eppure Infinite Warfare è a mio parere il miglior Call of Duty di sempre, senza se e senza ma.

La parte single player del gioco, specialmente, è inattaccabile. La trama è ottima, narrata benissimo e retta da personaggi convincenti e con cui empatizzerete facilmente, tranne il cattivo della storia che è interpretato da quel pezzo di legno che è Kit Harington, l’attore conosciuto per la sua partenel Trono di Spade nelle vesti di Jon Snow. La grafica è il massimo raggiungibile con le console di ottava generazione. Il gameplay è fluidissimo e divertentissimo, oltre che molto vario dato che a missioni da normale FPS si alternano missioni in cui guidate una navicella spaziale e gli obiettivi sono sempre diversi, ma tutto è gestito da controlli funzionanti, semplici e precisi.

L’ambientazione mi ha ricordato molto Star Trek, con il suo hub sulla nave madre da cui i personaggi organizzano le spedizioni e da cui si parte per missioni secondarie di esplorazione, assalto, scorta, supporto e chi più ne ha più ne metta.
Infinite Warfare è un videogioco magistrale e qualsiasi appassionato di sparatutto (e non) dovrebbe provarlo, è un gioco creato con amore e l’esperienza ti lascia qualcosa.
Eppure, non merita il primo posto tra i “sottovalutati”, perché online qualcuno che l’ha finito e apprezzato lo si trova sempre (alla fine le principali critiche riguardano l’online), mentre col prossimo…

1. Cod: Ghosts

Che gioco strano, CoD Ghosts.

È universalmente riconosciuto come il peggiore dei Call of Duty, un pessimo podio che gli appartiene e da cui probabilmente non riuscirà mai a separarsi. Eppure, ha qualcosa da dire anche lui. Stavolta 51% è l’indice di gradimento degli utenti Steam, quasi la metà precisa, giusto per far capire l’incredibile occasione sprecata percepita dai giocatori.

La sua presentazione prometteva una rivoluzione grazie a nuove meccaniche di gioco e il salto alla next gen di PS4 e Xbox One; una delle sue caratteristiche più pubblicizzate fu il cane, presentato come fondamentale compagno di gioco e uno dei veri protagonisti della campagna single player. Mai fu detta bugia più grande, non è mica Blair Witch, qui il cane lo usi al massimo un paio di volte e per il resto del tempo è solo una presenza pari a quella dei tuoi compagni di squadra (quindi inutile ai fini delle sparatorie) o è semplicemente assente, lo vedrete giusto ad inizio e fine gioco.

Il level design è fortemente lineare e noioso, senza interessanti diramazioni, e l’unica eccezione è Federation Day, il livello dello screenshot più sopra, che prova a cambiare qualche regola facendo preferire al giocatore un approccio più stealth.
Eppure ti viene voglia di giocare, andare avanti e vedere come finisca il tutto e cavolo, come finisce.

La trama di Ghosts è sul serio interessante e non è retta dal carisma del protagonista o dei coprotagonisti: niente Mason, niente Soap, niente supersoldato invincibile. Si impersona sì un militare, ma è chiaro che sia uno qualunque, il centro della storia sono i leggendari Ghosts, tra cui il padre del protagonista, ma anch’essi sono evanescenti come si confà a chi si fa chiamare Fantasma. A mediare tra buoni e cattivi c’è però un villain principale gestito magistralmente e si prova serio terrore per la sua precisione e spietatezza. Sempre un passo avanti rispetto al protagonista e ai suoi alleati, in maniera violenta e realistica, diversamente dagli avversari di tutti gli altri giochi, per cui potevi anticipare di un miglio il momento del plot twist.

Questo gioco è sottovalutato perché la gente, distratta dalla mediocrità del gameplay, non è riuscita ad ammirare la brillantezza della narrazione unica, di quelle che solo un videogioco può offrire.

Persino l’ultimo livello della campagna è sotto la media, anzi penso possa addirittura essere considerato il peggiore di tutti i CoD dato che è ambientato su un treno in movimento, come potete vedere dallo screenshot in basso, e sarà difficilissimo centrare i nemici anche mirando con cura, ma è un sacrificio da fare. Risolvete il problema sul treno e godetevi un minuto di calma ammirando il bombardamento finale. È uno scenario spettacolare, sono fuochi d’artificio al contrario. Godeteveli, ripensate all’esperienza appena vissuta, alle difficoltà superate e agli obiettivi raggiunti, al nemico sconfitto.

E finalmente muovete il mouse.

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