Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy è l’atteso sequel dell’ultimo titolo dell’amata saga Atelier, sviluppato da Gust e distribuito da Koei Tecmo Games su Playstation 4, Playstation 5, Switch, PC e Mac.

Sono ormai passati tre anni dalla fine dell’avventura che ha visto protagonisti Reisalin Stout i suoi amici di Kurken Island. Una lettera dal vecchio amico Tao invita Ryza alla grande capitale di Ashra-am Baird, dove voci raccontano di rovine perdute gremite di segreti che solo l’alchimia può svelare. Inoltre, l’anziano capo del villaggio affida alla protagonista una pietra ovale che si rivela essere un uovo da cui nasce una misteriosa creatura, legata apparentemente alle rovine della capitale.

Armata del suo contagioso ottimismo e un po’ di timore per ciò che la attende, Ryza parte alla volta della capitale, per incontrare i suoi vecchi amici e iniziare una nuova emozionante avventura.

Provato su Playstation 4

Alla fine dell’ultimo episodio della saga, Ryza e i suoi amici finiscono tutti per intraprendere strade separate, ognuno alla ricerca di sé e della propria realizzazione personale. Le prima battute di gioco sono piene di trepidazione, poiché la protagonista è l’unica a non essersi mai spostata dall’isola natia. Il prologo segna così il primo grande viaggio e la riunione con i vecchi compagni d’avventura separati da anni.

Bos e Tao sono ora grandi amici e compagni di studi, e proprio Tao, ormai un adolescente sveglio e capace, è la grande sorpresa del cast. Il bambino insicuro e a volte irritante del primo capitolo, è ora un compagno forte e affidabile. Tornano anche Klaudia e Lent, ognuno con un trascorso più e meno agitato tutto da scoprire.

Empel e Lila, i due misteriosi compagni alla base della trama passata, tornano come personaggi secondari, e lasciano il posto a Serri, un’altra discendente del mondo sotterraneo, alla ricerca di una pianta misteriosa dai poteri purificanti. Infine, ultime aggiunte al cast sono Patricia, la figlia del sindaco della capitale, e Clifford, un cacciatore di tesori che sembra nascondere molto più di quanto non traspaia in superficie.

Anche stavolta il cast è colorito e variegato. Gli anni trascorsi danno un tono lievemente più adulto e Ryza è il perno attorno al quale l’avventura ruota. Mentre lo scorso titolo era una storia di formazione, dove il cast si trovava un po’ in secondo piano rispetto alla crescita della protagonista, questa volta è un più evidente racconto corale. L’ottimismo e la bontà d’animo di Ryza danno un costante sentimento di speranza e un tangibile senso di amicizia senza risultare stucchevole. Il ruolo dell’eroina sembra quasi essere quello di portare avanti l’avventura, facendo da guida alle ambizioni e i desideri di tutti i suoi compagni.

Paese che vai, Alchimia che trovi

Viaggiare per le nuove ampie aree di Atelier Ryza 2 non sarebbe soddisfacente senza un riuscito sistema di combattimento. Con gioia vediamo che Gust ha arricchito le fondamenta gettate nel titolo originale, velocizzato e reso più intuitivo ed esplosivo il tutto, con un sistema di combo che complementa la nuova gestione degli oggetti.

Gli MP lasciano nuovamente il posto a una risorsa condivisa, gli Action Points, che tornano più versatili di prima. Il Tactics Level ora crescerà in base alle azioni aggressive che prenderemo in battaglia e non comporterà più il reset degli AP. Ogni personaggio può attaccare tre volte consecutive con l’arma e concatenare tante skill quante gli AP accumulati permettano, il tutto in tempo reale. Ogni skill utilizzata carica Core Charge, la risorsa necessaria all’uso degli oggetti alchemici.

Tra le revisioni più soddisfacenti di Atelier Ryza 2 è proprio la nuova gestione dei CC. Questa volta le battaglie iniziano senza CC, che vengono caricati a ogni skill usata. Gli oggetti sono utilizzabili tramite Item Rush, un sistema che permette l’uso simultaneo anche di tutti e quattro gli oggetti equipaggiati, sempre che si abbiano sufficienti CC.

Tornano anche gli Order, consigli in battaglia dettati dai compagni che, se seguiti correttamente, attivano delle abilità di vario tipo al di fuori del loro turno. Se la scorsa volta questi potevano essere anche frustranti nella loro natura, stavolta il tutto è più contenuto, e si può spesso rispondere immediatamente agli ordini più volte durante la stessa battaglia.

Il gruppo attivo è composto ora da tre personaggi in battaglia e uno di supporto che può dare il cambio in maniera passiva o attiva, attraverso una Shift Skill, che permette anche di estendere la combo in corso. Come non bastasse, infine, è stato implementato un generosissimo sistema di Perfect Guard, dove la pressione corretta di un tasto all’arrivo di un colpo nemico allevia i danni e conferisce AP bonus.

La natura fortemente combo-centrica e scattante del nuovo sistema di combattimento, che resta a turni gestiti in tempo reale, dà un senso di azione e strategia mai avuto prima. Queste modifiche fanno sembrare quasi obsoleto quanto già visto in altri titoli della serie, e rendono i combattimenti più divertenti che mai.

Molto più che semplici barili

L’avanzamento dei numerosi metasistemi, tra cui quello dell’alchimia, è stavolta stato affidato al nuovo e ben accolto Skill Tree. La maggioranza delle ricette e dei sistemi di progresso è infatti relegato alla nuova opzione, comodamente accessibile dal menù in qualsiasi momento, bloccata qui e lì da numerose catene che si sciolgono man mano che si prosegue nell’avventura.

Il nuovo senso di libertà e decisione dato al giocatore è rafforzato dai numerosi bonus ottenibili in diversi nodi dell’albero. Non solo ricette, ma anche l’innalzamento della qualità base degli oggetti trovati, il sistema di scoperta di nuove ricette o la duplicazioni degli oggetti già creati sono tutti nascosti tra i nodi dello Skill Tree.

La sintetizzazione degli oggetti torna in maniera pressoché invariata rispetto all’originale, con qualche piccola modifica sotto forma di maggiore accessibilità. Torna inoltre la possibilità di affidare al gioco l’intero processo scegliendo solo se preferire materiali di alta o bassa qualità, e la resa è, nei limiti del possibile, sempre buona. Ovviamente, oggetti e armi creati con meticolosa cura da parte del giocatore saranno sempre infinitamente più utili e potenti di quanto il computer non sappia arrangiare da sé, ma la flessibilità è senza pari.

Atelier Ryza 2 presenta una trama più adulta, talvolta presentando scenari anche sinistri, ma è grazie alla protagonista che la positività e il calore umano brillano come sempre per la serie di casa Gust. L’approccio leggero alla trama e allo sviluppo intimo dei singoli personaggi è stavolta più concentrato, e il nuovo impianto narrativo concorre a rendere più solido e compatto il tutto.

Ebbene sì, l’esplorazione notoriamente libera dei titoli precedenti è ora più guidata da specifiche grandi tappe: la nostra alchimista deve scoprire a fondo cinque principali rovine, dungeon a più piani che presentano al proprio interno un particolare sistema di ricordi.

Ognuno dei dungeon di gioco porta una serie di sfide che, una volta superate, permettono al giocatore di riesplorarlo completamente alla ricerca di immagini e ricordi, che possono essere riordinati in un apposito menù per scoprire i misteri di quanto successo in un antichissimo passato.

Questi ricordi hanno la molteplice funzione di dare nuova linfa all’esplorazione, rimpolpare la narrativa e premiare il giocatore più meticoloso con numerosi bonus, tra cui punti da consumare nello Skill Tre e nuove ricette alchemiche.

Le singole aree, ora più grandi e vive, si lasciano esplorare con un rinnovato senso dell’avventura, evocato attraverso nuovi metodi per interagire con l’ambiente. Reisalin può ora arrampicarsi con una corda magica, nuotare e immergersi sott’acqua alla ricerca di tesori nascosti, scorrazzare per i campi a cavallo di un fidato animale o arrampicarsi su parenti coperte di piante. Il senso di verticalità, novità per la serie Atelier, conferisce una profondità e di volume mai visto prima, dando addirittura l’illusione che le aree siano ancora più grandi di quanto non siano in realtà.

Sembra proprio che Gust abbia voluto utilizzare la formula della loro ultima fatica, e proporla con un gusto più fortemente JRPG, più action, più interattivo. Il risultato è un titolo più facilmente godibile, accessibile, user-friendly e soddisfacente.

Non abbiate paura, nonostante sia il sequel diretto di Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout, non è richiesta alcuna conoscenza pregressa di quanto successo prima. Ovviamente però, numerosi elementi, tra cui rimandi e emotivi scambi tra i protagonisti, avranno un sapore totalmente diverso per chi si è già imbarcato con Ryza e la gang nell’avventura che segnò l’estate di tre anni prima.

Come già successo in precedenza, anche stavolta l’audio è esclusivamente in Giapponese, e una colonna musicale che, se da un lato si distanzia lievemente dai caratteristici suoni della saga, resta fedele a quanto ascoltato nel primo episodio, e si addice splendidamente a questo nuovo capitolo.

La compresenza di numerosi sistemi e sotto sistemi è sicuramente spaventosa, di primo acchito, ma i numerosi quanto brevi tutorial fanno del proprio meglio per alleviare ogni perplessità. La genialità sta nell’implementazione, che vede ogni sistema legato a un alto in un continuo ciclo, che rende il loop di gioco sempre piacevole e mai noioso.

A chi consigliamo Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy?

Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy è una splendida aggiunta alla serie Atelier e una giusta evoluzione di quanto visto nell’ultimo episodio. Il timore di un titolo di discutibile qualità, dovuto principalmente all’uscita ravvicinata rispetto al primo episodio, è stato completamente cancellato in favore di un grande sorriso durante l’intera durata del gioco. Le circa 40 ore necessarie al completamento dell’avventura sono esponenzialmente aumentate in base alla voglia di sperimentare ed esplorare del singolo giocatore. La forte accessibilità, inoltre, rende il tutto appetibile anche agli scettici, che possono imbarcarsi immediatamente in questa avventura senza conoscenze pregresse. Atelier Ryza 2 è il JRPG più consigliabile per iniziare la saga, e perché no, il nuovo anno.

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