Dopo il discreto Redeemer, i Sobaka Studios ci riprovano con un altro titolo dove i monaci e i loro sacri ceffoni sono assoluti protagonisti. 9 Monkeys of Shaolin (disponibile su Steam, PS4, Xbox One e Switch) offre a tutti gli amanti delle mazzate delle buone ore di divertimento, sebbene manchi di quella profondità caratteristica dei beat’em up vecchia scuola ai quali si ispira. Per scoprirne di più e diventare dei monaci assetati di sangue continuate a leggere la nostra recensione, ma sappiate che in questo gioco non ci sarà neanche una scimmia!

Provato su PC

Il bastonatore folle

In 9 Monkeys of Shaolin sarete un umile pescatore che vede il suo villaggio di pezzenti messo a ferro e fuoco da temibili Wokou, pirati giapponesi un po’ confusi che ogni tanto si travestono da ninja e samurai. Il nostro cozzaro brama vendetta, quindi aiutato da un gruppo di monaci Shaolin si farà strada attraverso orde di nemici spaccando mascelle a suon di bastonate sulle gengive.

Il gioco si presenta come un beat’em up a scorrimento orizzontale, dove tutto ciò che dovremo fare è attraversare gli scenari spezzando le ossa a tutti i poveri scemi che ci vengono incontro. Per farlo avremo a disposizione una serie di tecniche da unire liberamente in stringhe di combo aperte. All’inizio partiremo con le semplici bastonate, ma con l’avanzare della storia i cari monaci ci insegneranno a combattere usando il Chi, ampliando così il nostro parco mosse per poter gestire scontri sempre più difficili.

Oltre all’attacco avremo a disposizione una schivata utile per toglierci da mezzo quando veniamo accerchiati e una sorta di parry, indispensabile per difendersi dagli attacchi a distanza di alcuni nemici. E a proposito di nemici, troviamo una buona varietà: semplici bifolchi armati di remi, samurai in armatura, fastidiosi ninja che ci attaccano alle spalle e anche qualche elemento soprannaturale come fantasmi e zombie che tanto in questa fiera del trash non possono certo guastare.

Il gameplay di 9 Monkeys of Shaolin si rivela molto divertente nella sua semplicità, riuscendo a restituire al giocatore il giusto feedback per ogni bastonata, con le ragdoll dei nemici che volano da una parte all’altra. La giocabilità intuitiva, specialmente a livello facile e normale, rende il titolo fruibile a tutti, ideale per spegnere il cervello e menare le mani.

Non aspettatevi però la stessa profondità di un vero beat em up, trovata in titoli recenti come Streets of Rage 4, Wulverblade e il troppo spesso sottovalutato Fight’n’Rage.
La nuova fatica di Sobaka Studios infatti si avvicina molto di più a un action hack and slash, in quanto avremo a disposizione una barra di energia a parte per eseguire le tecniche speciali, la possibilità di collezionare oggettivi curativi e potenziamenti da poter usare a piacimento, e il sistema di combo tipico dei titoli action. A tutto questo si aggiungono anche i classici numeri del danno arrecato ai nemici, caratteristica ci si aspetterebbe più in un ARPG che in un picchiaduro. Manca il brivido di trovare il classico pollo arrosto nel barile per ripristinare la vitalità, o il sacrificio della propria vitalità per poter eseguire la mossa speciale per il crowd control.

Se da una parte il caos e l’azione pura sono coinvolgenti, dall’altra possono risultare ripetitive dopo qualche ora di gioco. Una volta acquisite tutte le tecniche, la differenziazione tra i nemici diventerà superflua, in quanto si tenderà a menare le mani alla cieca senza dare priorità ad alcun bersaglio. Allo stesso modo, gli immancabili boss di fine livello sono fondamentalmente dei copia\incolla che spammano attacchi caricati da evitare per poi contrattaccare. Il titolo mi ha dato la stessa sensazione di ‘molto fumo e niente arrosto’ già provata con Redeemer. Anche qui la profondità del gameplay viene sacrificata a favore della spettacolarità dell’azione, degli slow motion e del caos che può risultare divertente per un paio di playthrough, ma che si esaurisce in fretta..

Verghe in legno assortite

Al termine di ogni missione ci troveremo in una sorta di ‘hub’, ovvero il monastero dove potremo interagire con gli altri monaci, in modo da acquistare potenziamenti, attivare la modalità co-op, usare alcuni simpatici cheat (sbloccabili trovando delle statuette sparse per i vari livelli) e cambiare l’equipaggiamento.

In 9 Monkeys of Shaolin troviamo anche uno skill tree che si divide per ogni singola abilità e grazie al quale potremmo diventare sempre più cazzuti. Un’aggiunta interessante, ma lasciata un po’ al caso in quanto gli upgrade per ogni skill sono abbastanza vaghi. Sarebbe stato preferibile sbloccare alcune skill tramite l’albero per poter creare delle build, questo avrebbe reso il titolo più interessante.

Allo stesso modo ci sarà una sorta di sistema di ‘loot’. Al termine di ogni missione infatti si verrà ricompensati con degli skill points da investire per le suddette abilità e con dell’equipaggiamento. Bastoni di ogni tipo, sandali e rosari potranno potenziare ulteriormente il nostro eroe, anche se alcuni sono decisamente sbilanciati rispetto ad altri in quanto permettono di infliggere danni notevoli ai nemici, di ricaricare velocemente la barra delle tecniche e di effettuare schivate veloci. Tutto questo fa un po’ rimpiangere il fatto che 9 Monkeys of Shaolin non sia un ARPG in stile Torchlight, perché probabilmente avrebbe potuto dare molto di più se avesse seguito questo genere, sul quale in qualche modo prova ad affacciarsi.

La varietà dei livelli è abbastanza buona, le missioni si dividono tra quelle principali e alcune opzionali, selezionabili tramite una mappa nell’hub. L’ambientazione orientale è stata spremuta a fondo per creare scenari variegati, dove un ottimo uso della luce e delle ombre fa da contorno agli adrenalinici combattimenti del gioco.
La grafica del titolo è molto piacevole da vedere, con dettagli di protagonisti e nemici ben curati nonostante i poligoni e le texture minimali. Per quanto riguarda la storia, gli sviluppatori forse si sono presi un po’ troppo sul serio, tentando di inserire intrighi politici in una trama chiaramente pulp che forse andava snellita, in quanto ogni tanto tra uno scenario e l’altro vengono proposti dialoghi lunghetti e seriosi, fortunatamente skippabili.

A chi consigliamo 9 Monkeys of Shaolin?

Il titolo di Sobaka Studios ha i suoi momenti coinvolgenti e adrenalinici grazie a un gameplay fluido e all’utilizzo libero delle tecniche a disposizione. Peccato che il gioco pecchi di profondità nel gameplay, nonostante i vari livelli di difficoltà una volta completato difficilmente lo riprenderete in mano. Si sa che il button mashing per quanto immediato e divertente, può risultare deleterio e stancare in fretta.

Se siete degli amanti dei beat’em up a scorrimento orizzontale potreste rimanere delusi dalle meccaniche del gioco che tendono molto di più verso l’hack and slash. In ogni caso se cercate un titolo arcade per passare qualche ora piacevole e spegnere il cervello, allora 9 Monkeys of Shaolin può fare al caso vostro, specialmente se lo giocate in coop locale.

Divertente e adrenalinicoGameplay poco profondo
Grafica molto piacevoleStoria invadente e superflua
Ambientazione ben sfruttataA tratti troppo caotico

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