ID Software porta a termine la storia del devastante Doom Eternal con la l’espansione The Ancient Gods Part 2: tre livelli di puro masochismo sui quali a nostro modesto parere si poteva fare di più. Se volete saperne di più, non vi resta che caricare il vostro shotgun, flettere i bicipiti e leggera la nostra putrida recensione.

Provato su PC


All you can hit

Se avete giocato la prima parte di The Ancient Gods, allora sappiate che la formula è rimasta invariata: level design minimale e difficoltà elevata con combinazioni di nemici decisamente bastarde. Non aspettatevi quindi nulla di particolarmente innovativo rispetto alla formula originale che la ID Software ha ormai spremuto fino all’ultima goccia.

Lo scopo del nostro Doomguy (o Doom Slayer se vi sentite più giovini) sarà quello di sconfiggere il Signore Oscuro in un combattimento rituale, in modo da distruggere tutte le forze infernali fuori dal loro dominio. Ora, tralasciando la parte della storia che in un FPS vale quanto un ragioniere a un raduno di biker, nella seconda parte del DLC vi troverete ad affrontare i nuovi demoni della prima, con qualche nuova variante che potrà mettervi parecchio i bastoni tra le ruote, nonché far fischiare le orecchie del padreterno e di tutta la sua sacra combriccola.

I tre nuovi livelli non offrono niente di particolarmente esaltante in termini di design e ambientazione, decisamente sottotono rispetto a quanto visto nel gioco originale. Seguendo lo schema della prima parte dell’espansione, i livelli sono un mero pretesto per schiaffare il giocatore in dei frullatori di schiaffi e presentare combinazioni di mostri sempre più toste che metteranno alla prova le vostre abilità. Due Marauder contemporaneamente con una spruzzatina di Doom Hunter e magari un bel Tyrant, giusto così per gradire? Senza contare le nuove diaboliche varianti che si aggiungono al già nutrito roster di feroci bastardi che vi presentiamo con smisurato odio:

Lo Screecher Zombie, un simpatico cadavere ambulante fan del black metal che si allena nello scream, esaltando ovviamente tutti i suoi infernali amichetti che diventeranno più resistenti e più pericolosi. Da eliminare immediatamente, sebbene in alcune situazioni il gioco li spammerà a ripetizione per mettervi i bastoni tra le ruote. Preparatevi una lista di santi sul calendario per quando gli Screecher vengono abbinati ai Marauder.

L’Armored Baron è facilmente intuibile: una versione corazzata del Barone Infernale, armato di una mazza ferrata e che prima di poter accoppare dovrete ‘denudare’ stile Arthur di Ghost’n’Goblins. Il metodo migliore è utilizzare il fucile al plasma e la mitragliatrice, oppure colpire la mazza ferrata quando si illumina di verde. Attenzione però, perché dopo un po’ di secondi di Full Monty, il caro vecchio barone si rivestirà, costringendovi a dover ripetere l’operazione. Fastidioso, ma gestibile.

Stone Imp è una versione alternativa dell’imp, piuttosto sfigata in quanto basterà usare la mod dello shotgun per il fuoco a ripetizione. Muore in pochi colpi, ma è comunque in grado di infastidirvi con la sua carica.

Cursed Prowler, alternativa mefitica del Prowler è probabilmente il più irritante dei ‘nuovi mostri’. Questo maledetto figlio di un cane infernale vi colpirà ‘maledicendovi’. Una volta maledetti non potrete usare lo ‘scatto’ e inoltre subirete danni continui, cosa che nelle situazioni affollate si rivela decisamente scomoda. Il problema del Cursed Prowler è che scapperà come una scimmia dispettosa per tutta la mappa e lo potrete uccidere solo con un Blood Punch sferrato da vicino. Non avete Blood Punch carichi? Siete morti, molto semplice. Design del mostro decisamente poco simpatico e forse non necessario, frustrante solo per il gusto di esserlo.

Il Chaingunner arriva direttamente da Doom 2, si tratta di una versione potenziata del Riot Soldier, armato con uno scudo indistruttibile e che dovrete colpire alle spalle per ucciderlo. Niente di troppo fastidioso, ma che può facilmente distrarvi quando siete nel pieno del combattimento con altri demoni più incavolati.

Hammer Smashed Face

Oltre a questi nuovi satanassi, in Ancient Gods Part 2 avrete una nuova arma a disposizione: il martellone. Questo pesante utensile di distruzione totale consente al Doomguy di effettuare un attacco ad area che stordirà i nemici, permettendovi di massacrarli senza pietà. Potrete usare il martello in combinazione con il lanciafiamme o la granata di ghiaccio per ottenere più armatura e vita dai nemici, combo assolutamente necessaria per sopravvivere ai combattimenti più caotici. Il martello vi permette di rallentare il tempo di recupero dei Marauder, così potrete eviscerarli prima che si riprendano, oltretuttto quest’arma è indispensabile per affrontare il boss finale.

The Ancient Gods Part 2 prosegue la storia della prima parte, provando a continuare la svolta ‘fantasy’ con frivolezze poco riuscite e che passano totalmente inosservate. Peccato perché in Doom Eternal il team di ID Software era riuscito a creare un saporito minestrone tra ambientazioni fantasy, infernali e spaziali giustificandolo anche con una ‘lore’ decente. Nelle due parti dell’espansione invece tutto è stato gestito con grande fretta, tradendo la presunta ‘epicità’ della conclusione delle avventure del nostro Doomguy.

La difficoltà di Ancient Gods Parte 2 risulta spesso fine a se stessa, come un ‘compitino’ datoci da ID Software per metterci alla prova, senza voler dare alcuna soddisfazione al giocatore. La prima parte dell’espansione è stata una buona introduzione, ma in questa seconda invece di presentare ancora altri nuovi demoni si poteva pensare a lavorare un po’ di più su altri aspetti, magari cercando di presentare al giocatore delle nuove armi e nuove ambientazioni accattivanti, sfruttando il lungo elenco di nemici e abilità, già pieno fino a scoppiare.

Il martello, per quanto sia l’unica novità positiva, forse andava inserito sin dal primo DLC, in quanto solo tre livelli non permettono di certo di goderne e di sperimentare tutto il suo potenziale. Non sarebbe una cattiva idea creare una sorta di campagna di Doom Eternal alternativa con tutte le variazioni dei nemici delle espansioni e il martellone, poiché ci sembra un po’ uno spreco avere questa risorsa per solo pochi miseri livelli.

A tutto questo si aggiunge una colonna sonora meno esaltante di una suoneria del telefono e un boss finale a dir poco estenuante: un combattimento pedante che richiede una tecnica precisa, senza alcun tipo di variazione utilizzabile, cosa che vi costringe a ripetere sempre la stessa sequenza di movimenti e mosse per poter avere la meglio.
Degna di nota la nuova skin per il Doomguy inclusa nell’espansione ispirata a Conan il Barbaro, sempre graditissima. Che ID Software voglia annunciare un possibile ritorno di un altra famosa serie di shooter vecchia scuola?

A chi consigliamo Doom Eternal: The Ancient Gods Parte 2?

Se avete comprato la prima parte del DLC allora avrete accesso anche alla seconda, quindi vale la pena giocarla per portare a termine la storia. Non c’è nulla di particolarmente esaltante, probabilmente servirà solo farvi venire voglia di rigiocare l’ottima campagna di Doom Eternal e magari anche quella del titolo reboot.

Se stavate aspettando il completamento dell’espansione per acquistarla, sappiate che vi aspetta un mondo di dolore senza alcun tipo di gratifica, specialmente in questa seconda parte che avrebbe dovuto proporre qualcosa di più, ma che invece continua imperterrita a ingozzarsi di nuovi demoni e scontri sempre più complessi. Nel caso cercate solo questo, allora rimarrete soddisfatti, altrimenti potreste solo farvi salire la carogna a livelli stellari.

In conclusione, unendo le due parti di The Ancient Gods ci troviamo di fronte ad un’espansione troppo incentrata sui combattimenti, come se gli sviluppatori si fossero divertiti a creare quante più situazioni irritanti per il giocatore, senza pensare se questo potesse davvero trarne divertimento. Una cosa c’è da dire: difficile volere di più dopo un FPS così ben fatto come Doom Eternal, però rimane l’impressione che forse con un po’ di tempo in più si sarebbe potuto creare un’espansione all’altezza del suo nome.

Il martello è una buona aggiuntaDifficoltà spesso fine a se stessa
Sempre freneticoLevel design e colonna sonora sottotono
Boss finale estenuante

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