Prima di Super Mario Maker, quando ci si chiedeva quale fosse un gioco per console con buone componenti single player, coop e un editor di livelli, veniva subito in mente LittleBigPlanet dei Media Modecule. La software house inglese non si occupò però del terzo capitolo della saga, poiché era impegnata nello sviluppo di Tearway e, soprattutto, Dreams.

Dopo oltre un lustro di lavoro e col supporto di Sony Interactive Entertainment, Dreams esce dalla sua fase Accesso Anticipato il 14 febbraio 2020 e raggiunge gli scaffali, puntando a rivoluzionare il rapporto che gli utenti hanno con PS4, con gli sviluppatori e tra essi stessi, come aveva fatto LittleBigPlanet nella scorsa generazione. Se siete curiosi di sapere in che stato sia quest’esperienza da sogno, ecco a voi la nostra recensione.

ProContro
+ Intrattenimento potenzialmente illimitato– Dubbi sulla gestione dell’online
+ Set di strumenti potente e accessibile– Il rating 12+ potrebbe limitare la creatività degli utenti
+ Diverse esperienze curate dagli stessi Media Molecule– Mouse e tastiera non compatibili
+ Il Dualshock 4 basta, ma sono supportati anche i Move

Dreams non è un videogame classico ma un mezzo per creare videogiochi e condividerli online in una sorta di social network, tramite il quale sarà anche possibile giocare i “Sogni” degli altri. Dopo un’affascinante introduzione, che permette al giocatore di scegliere il suo cursore, personificato in un buffo folletto, e di scoprirne il funzionamento, si raggiunge un hub proprio come si faceva in LBP e finalmente si può accedere alla rete di sogni o provare a costruirne uno.

Il sogno di Art

Avviare Dreams mette davanti al giocatore un set di Lego virtuale, i suoi mattoncini possono essere disposti seguendo delle linee guida, ma si può anche dar sfogo alla propria fantasia e creare qualcosa di totalmente nuovo. Tali linee guida ricoprono però un ruolo fondamentale anche per i più sregolati creatori, fungendo da esempio per cosa sia possibile costruire con gli strumenti disponibili. I Media Molecule prendono la palla al balzo e con l’uscita di Dreams dall’Early Access rendono giocabile Il sogno di Art, tra le più grandi singole esperienze accessibili, ad oggi, dal network.

Nella sua durata di circa due ore e mezza si vive il sogno del contrabbassista Art che, allontanatosi dalla sua banda, vive col dubbio di non aver fatto la scelta giusta. La frustrazione lo consuma e il giocatore ha la possibilità di navigare tra i suoi ricordi e i suoi rimpianti, facendo la conoscenza di personaggi ben caratterizzati ed esplorando angoli della psiche di Art che nemmeno lui riteneva più accessibili.

Le vulnerabilità di Art vengono indagate tramite diversi generi di gameplay, ma la maggior parte del tempo la si passa in livelli platform o in stile avventura grafica, con qualche minigioco che sfrutta il folletto-cursore mosso col giroscopio del Dualshock. Ogni frazione del sogno di Art non è innovativa di per sé, ma allo stesso tempo lo è se consideriamo che tutto è stato creato dagli sviluppatori utilizzando gli stessi identici strumenti che hanno reso disponibili in Dreams ai giocatori.

Il sogno di Art è stato creato per fare da benchmark, per fissare un record di ciò che è possibile fare con Dreams, ma anche un invito a prendere in mano il pennello virtuale, dar vita a un’esperienza che superi quel record e condividerla col resto del mondo. Questo sogno è profondamente consigliato a tutti i possessori del gioco e, se le storie toccanti non interessano, la sua utilità è comunque quella di fungere da ispirazione per la costruzione di nuovi sogni e nella possibilità di ottenere nuovi asset da usare in modalità creazione. Questi sono infatti nascosti nel gioco in delle bolle e per trovarli bisogna risolvere puzzle o avere buoni riflessi, perché compaiono solo per una frazione di secondo.

Sogno o son demo?

Media Molecule ha messo a disposizione dei giocatori anche altri sogni, di durata variabile, che fanno soprattutto da demo di pacchetti di asset.

Il gameplay di queste demo non è sempre lo stesso, per mostrare così le possibilità di personalizzazione in Dreams con i pacchetti più semplici. Alcuni sono platform in cui risolvere qualche puzzle ambientale, scovare tutte le bolle di asset e raggiungere un traguardo nel minor tempo possibile, con tanto di funzionalità leaderboard. Magari queste esperienze non rimarranno impresse nei ricordi dei giocatori, ma fanno un ottimo lavoro di presentazione.

Dalla stessa schermata DreamSurfing, da cui sono accessibili i giochi Media Molecule, si può navigare tra le creazioni degli utenti, ben ordinate ad esempio per categorie, tipologia di esperienza, popolarità e in raccolte. L’interfaccia ricorda molto quella di Netflix o Youtube ed è davvero fluida e divertente da usare. Ciò che più stupisce è però la velocità dei caricamenti, anche sulla PS4 base, tra il giocatore e ogni esperienza complessa ci sono infatti solo pochi secondi di attesa, che si trasformano in un caricamento immediato per i sogni più semplici.

Dal sito ufficiale è possibile navigare fra tutte le creazioni anche da computer, è uno strumento utile sia per i curiosi del social network e magari indecisi sull’acquisto, sia per i giocatori che cercano nuove esperienze da provare ancor prima di accendere la propria console.

Lavoro di gruppo

Nell’anno di Accesso Anticipato la comunità ha avuto tutto il tempo di creare ottimi sogni delle più varie tipologie. Oltre alle avventure grafiche e ai platform già visti nelle demo MM, sono infatti disponibili sparatutto, giochi di ruolo, bullet hell, giochi esplorativi, esperienze audiovisive e tentativi di rifacimento di altri videogiochi nel motore di Dreams, di cui citiamo solo Super Mario 64, Metal Gear Solid e Fallout 4 -altrimenti non finiremmo più-. Il sogno di Fallout 4 è forse uno dei più complessi, comprendendo un combat system e un’interfaccia abbastanza simili all’originale -Pipboy compreso- e anche qualche quest completabile, ma sui contenuti di questo tipo è lecito avere qualche dubbio poiché non è prevedibile una reazione da chi detiene le proprietà intellettuali.

Il dubbio è anzi esteso all’intero concetto di videogioco community driven, in cui i contenuti sono per la maggior parte gestiti dai giocatori. Creare videogiochi è complesso, è necessario molto tempo e molto impegno ed è difficile convincere le persone ad investire grandi quantità di queste due importanti risorse senza ricevere nulla in cambio, dunque solo col tempo si riuscirà a giudicare il risultato di questa scommessa. Un piccolo sforzo è stato fatto con gli Impy Awards, un premio annuale dato ai migliori sognatori dell’anno del valore di 250 sterline, ma sarà interessante vedere se la cosa si evolverà con veri sistemi di monetizzazione.

Per adesso, a meno di due settimane dal day one e a un anno dall’Early Access, Dreams risulta pieno di sogni curati e memorabili, alcuni dei quali possono tenere occupati i giocatori anche per più di mezz’ora, ma molte esperienze sono limitate da una durata ristretta o sono semplicemente incomplete. Per fare qualche esempio il Super Mario 64 sopracitato implementa meccaniche come il triplo salto e il backflip, ricreate con una certa cura, ma provabili in un unico livello. Tra le esperienze audiovisive la ricreazione della Notte Stellata e La camera di Vincent ad Arles di Van Gogh cattura l’attenzione per lo stile unico ispirato alle opere del pittore, ma per consumare meccanicamente i contenuti di un sogno statico come questo basta poco più di un minuto.

Insomma, l’intrattenimento estratto da ogni sogno è variabile da giocatore a giocatore, è importante quindi che sia possibile creare esperienze delle più svariate tipologie, e qui entrano in gioco i tool di creazione di Dreams.

Dreamshaping

Come già anticipato, tutti i sogni compreso Art’s Dream sono stati creati con l’editor integrato nel gioco, la cui potenza lascia senza parole.

Il miglior modo per imparare a creare sogni è sporcarsi le mani, magari aprire un livello già pronto e provare a migliorarlo aggiungendo contenuti, rimuovendone o modificandoli. La condivisione va quindi oltre il semplice giocare i sogni altrui, poiché tutto ciò che è creato in Dreams è a disposizione di tutti i suoi giocatori. Nel caso non ci si accontenti del fare Remix si può prendere un template e cominciare da zero.

Un videogioco non è solo grafica, solo gameplay o solo sonoro, ma una combinazione di tutte queste diverse arti, e gli strumenti di Dreams provano a coprire ogni necessità di uno sviluppatore. Un tool di scultura permette dunque di modificare modelli 3D, con un pennello si può dipingere come si farebbe in Tilt Brush di Google e con l’editor audio si ha davanti un’interfaccia simile a quella di Fruity Loops. Sembra di trovarsi davanti non a un gioco ma a un’applicazione che fonde diversi strumenti professionali, ed è positivo perché in questa maniera l’unico limite è la creatività dei sognatori.

Infine, con gli editor di logica e livelli si può dar vita al proprio gioco. Non è necessario avere conoscenze particolari, ad esempio di programmazione, per creare un sogno degno di essere provato, anche se una comprensione più profonda di queste cose permette agli utenti di controllare più accuratamente la gestione della memoria e il livello di dettaglio, due delle meccaniche più avanzate, necessarie perché la potenza di PS4 non è illimitata. Si vede comunque l’impegno da parte dei Media Molecule nel rendere l’esperienza quanto più accessibile possibile, basta accedere dall’hub alla modalità di creazione e Dreams guiderà l’utente tra le mille possibilità che gli sono messe a disposizione.

I tutorial delle varie funzionalità sono ben fatti e guidano passo passo il sognatore, accompagnandolo con un sistema di riproduzione in background, o a fianco, molto comodo, che evita la necessità di un secondo schermo come quello di uno smartphone. L’unica cosa che bisogna impugnare è quindi il Dualshock che, grazie al suo giroscopio, permette di muoversi nell’editor in maniera intuitiva e naturale. Chi li possiede può usare anche i controller Move, utili soprattutto per sistemare i dettagli più raffinati ma assolutamente non necessari, l’unico peccato è che non sia possibile usare mouse e tastiera, per quegli utenti che desiderano il massimo controllo sulle proprie creazioni.

A chi consigliamo Dreams?

Tra sogni pre-caricati, un potente editor e l’infinita libertà che offre ai suoi utenti, Dreams ha tutte le carte in regola per diventare uno dei giochi di punta offerti su console PlayStation 4. Considerato il prezzo molto accessibile di 40€ e il fatto che non serva il PS Plus per accedere alle funzioni online del gioco, Dreams è consigliato davvero a tutti. Resta solo da capire se verranno mai introdotti metodi di monetizzazione dei sogni e una modalità VM18, ma i Media Molecule hanno assicurato di non fermarsi con gli aggiornamenti. L’uscita dalla fase di Accesso Anticipato è solo l’inizio.

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