Gloomhaven è un gioco da tavolo del 2017, figlio di una fruttuosa campagna di crowdfunding che è riuscito a diventare un instant cult nel genere non solo dei dungeon crawler ma dei boardgame in generale. Non sorprende dunque che sia stato messo in cantiere – relativamente presto – un adattamento video-ludico, che potesse andare ad ampliare il già nutrito bacino d’utenza del titolo e al tempo stesso arricchire il panorama dei giochi da tavolo digitali. Attualmente, Gloomhaven è in early access su Steam e debutterà a pieno titolo il 20 ottobre 2021, con una nuova classe giocabile e una corposa modalità Campagna. Durante la prova ho avuto modo di addentrarmi nel titolo di Flaming Fowl Studios, scoprendo un buon titolo, non scevro di qualche sbavatura.

Gloomhaven è pubblicato da Asmodee Digital, che ha portato su PC anche la versione digitale di Blood Rage, già recensito da noi all’uscita..

Provato su PC


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“Vi imbattete in un accampamento nemico…”

L’esperienza di Gloomhaven ha teatro in un setting fantasy di stampo abbastanza classico, ponendo un accento sulle tinte ferine e mostruose del genere. Di conseguenza, il titolo non cerca di avere solo un piglio abbastanza oscuro ma ci fornisce come personaggi utilizzabili razze e classi che esulano dal semplice paladino dal capello dorato o l’anziano stregone che incarna la saggezza.

Avere fra i protagonisti Golem e Ratfolk – o i loro corrispettivi nell’accezione del gioco – aiuta a dare carattere alla produzione in un senso prettamente stilistico ma anche ludico. Insomma, il roster di personaggi utilizzabili e vario sia nella sua rappresentazione grafica sia “tastiera e mouse alla mano”. Al momento è assente la Campagna ma selezionando la modalità “Guildmaster” si può giocare un nutrito tutorial corredato da un canovaccio narrativo che tiene raccolte le missioni fra loro, dando un minimo di impasto a un’esperienza che altrimenti sarebbe stata molto slegata. Spostandosi sulla mappa è possibile selezionare differenti scontri, dapprima utili per reclutare nuovi membri da poter selezionare nel party e poi per rafforzare gli stessi e cercare la migliore squadra da impiegare in battaglia.

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Ogni missione è preceduta da una breve presentazione che ammicca fortemente ai giochi da tavolo cartacei ma purtroppo è totalmente scevra di una voce narrante che possa dare un minimo di enfasi alle blande storie raccontate. Non è un difetto così ingerente eppure, forse complice l’assenza di una vera modalità storia per il momento, appiattisce un po’ il titolo. Ma del resto, queste missioni sono solo un pretesto per affrontare un nuovo scontro.

Hex Agon

Vero perno di Gloomhaven è il suo sistema di combattimento. Su una scacchiera a caselle esagonali prendono vita gli scontri con un mix tra combattimento a turni strategico e gioco di carte. Ogni personaggio ha a disposizione un piccolo deck con il quale sfruttare varie tipologia di abilità. Tutto è legato a esse, l’iniziativa, il movimento, gli attacchi e perfino la stamina in un certo senso. Una volta usate, le carte vanno negli scarti e per essere recuperate è necessario bruciare fino al termine della quest in corso una di esse. Non solo, alcune carte posseggono abilità molto impattanti sul terreno di gioco e pertanto, tali abilità possono essere usate solamente una volta, prima che la carta venga bruciata del tutto.

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Ciò che è interessante è che ogni turno inizia con la pianificazione del nostro party ed è possibile selezionare per ogni elemento della squadra, due diverse carte. Ognuna di esse ha un valore numerico che sancisce la velocità con cui il personaggio agirà durante il turno. Non solo, ogni carta è divisa in due metà, solitamente la parte superiore è associato all’attacco mentre quella inferiore al movimento, ma ci sono ovviamente delle eccezioni. Scegliendo una parte della prima carta è possibile selezionare, per la seconda carta, solo la parte avversa. Insomma, sfruttando la parte inferiore della prima carta si è obbligati a utilizzare quella superiore della seconda, e viceversa. Ogni carta può inoltre essere utilizzata per esibirsi in un movimento o in un attacco di valore base, rendendo il tutto ancora più stratificato e “personalizzabile”.

Gloomhaven è un gioco in cui si può – e si deve – sperimentare e gran parte del suo divertimento deriva da lì. Diversi set di classi con diverse strategie possono dare vita a scenari completamenti differenti fra loro.

Lost in Adaptation

Sebbene Gloomhaven nella sua incarnazione digitale rappresenti un titolo solido e senza bisogno di sfruttare l’eco del suo capostipite, il processo di adattamento a livello tecnico non è dei migliori. Non me ne vogliano gli aficionados ma trovo intanto che Gloomhaven non spicchi troppo sul fronte artistico, sebbene abbia qualche guizzo sul character designer di qualche classe, e non abbia il mordente necessario per competere con altri titoli simili sotto questo aspetto.

Inoltre, considerata la povertà delle animazioni dei personaggi e dei modelli poligonali che si rivelano “sufficienti ma non di più” sono abbastanza convinto che la scelta migliore fosse quella di riportare 1:1 l’aspetto estetico della versione tabletop. Pedine di gioco – magari personalizzabili nel colore- segnalini e carte disposte su un tavolo virtuale avrebbero dato un taglio più schietto alla produzione, risultando sì più semplice come scelta ma al tempo sicuramente più gradevole. Questo lo dico anche considerato che a livello di design per menù e interfacce dentro e fuori dagli scontri, non ci sia mai qualcosa che colpisca davvero l’occhio.

A chi consigliamo Gloomhaven?

Gloomhaven, che ricordiamo potete acquistare su Steam già in questo momento, è una trasposizione che fa – e farà – sicuramente gola agli appassionati della sua controparte tabletop e agli aspiranti tali che per un motivo o per l’altro ancora non hanno messo le grinfie sul titolo di Cephalofair Games. Ovviamente, tutti gli appassionati di giochi da tavolo o di dungeon crawler che ancora non hanno avuto il piacere di conoscere Gloomhaven, il 20 ottobre potranno trovare un nuovo gioco pronto a divorare il loro tempo libero.

L’offerta risulta efficace già in questo momento, considerata la presenza di una modalità single player che fa da “antipasto” alla vera colonna portante disponibile al d1 e alcune opzioni da non sottovalutare affatto, prima su tutte la co-op a 4 giocatori. Gloomhaven è abbastanza vario e abbastanza divertente da sorprendere e appassionare, anche al fronte di un lato tecnico non particolarmente esaltante. Gloomhaven funziona però benissimo senza dover brillare di luce riflessa ed è più che soddisfacente giocato in solitaria, rappresentando dunque nel suo complesso, un adattamento valido e riuscito.

Molte classi giocabili e vari approcci per ognuna di esseArtisticamente poco ispirato
Impianto ludico rodato e convincenteIl fronte tecnico necessiterebbe di ulteriore perfezionamento
Struttura che favorisce la longevità dell’esperienzaL’assenza di doppiaggio per le parti narrate è un delitto

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