Going Under è un dungeon crawler roguelike, sviluppato da Aggro Crab e distribuito da Team17 su Playstation 4, Xbox One, Switch e PC il 24 settembre 2020.

Quante volte avete sentito dire “dungeon cralwer roguelike” nell’ultimo anno? Probabilmente fin troppe, ma Going Under si presenta sul mercato con una prospettiva tutta originale: il mondo delle startup e l’attuale mercato del lavoro, preso con brillante e sardonica irriverenza.

Provato su Playstation 4

Il pagamento è l’esperienza che si ottiene lavorando

Jaqueline Fiasco è una ragazza in cerca di impiego che viene reclutata come tirocinante nel settore marketing presso Fizzle, una filiale della Cubicle. È il suo primo giorno di lavoro, e Marv, il suo nuovo capo, le svela il suo primo incarico in quanto marketer! Diciamo… più o meno. Andare nei sotterranei, dove si trovano i resti di alcune startup fallite, eliminare i mostri che ora ci vivono e portare indietro delle speciali reliquie che potrebbero aiutare Fizzle a salire in profitto e notorietà. Non è normale? Ah, no?

Armata solo di tanta onesta voglia di lavorare, Jackie si fa strada nei tre dungeon, erm, startup principali: Joblin, una compagnia dove vengono assunti semplici goblin per ogni compito da svolgere, WinkyDink, una dating app dove i match comunicano solo a emoji, e STYXCoin, una compagnia di criptovalute dal valore decisamente fluttuante.

Ogni riferimento al mondo reale è tutto fuorché casuale, e se siete nella fascia 25-35, con ogni probabilità buona parte di quello che viene proposto e satireggiato da Aggro Crab vi sembrerà familiare. Che siano lavori ingrati pagati a bruscolini e abbracci, quando pagati, se pagati, che siano ore passate sul divano a fare swipe e incagliarsi in conversazioni sterili, o che sia anche la speranza in un futuro post-economia del lavoro, altrove, dove i soldi sono “facili”, bastano alcuni click sapienti e non dovremo più lavorare un giorno della nostra vita.

Che sia anche, sorprendentemente, l’arrivo in un posto di lavoro che si autocelebra, ignaro quando non malignamente e fintamente all’oscuro delle reali condizioni del lavoro moderno, che decanta opportunità incredibili e un futuro florido, sempre un po’ più in là; capi incapaci di organizzare, presidenti loschi e mangiasoldi, e colleghi che oscillano tra reietti e geni incompresi. Suona familiare?

Uno degli elementi sorprendenti di Going Under è il pungente sarcasmo tutto moderno che permea ogni lato dell’esperienza, in tipica chiave millenial: autocosciente, disillusa, ma capace di parlarne in maniera ironica.

Rabbia moderna a colpi di spillatrice

Alla Fizzle lavora anche un nutrito gruppo di personaggi: Ray, il fondatore della compagnia, un capo praticamente incapace, fissato con la cultura giovanile e col bisogno imbarazzante di sembrare costantemente sul pezzo, Tippi, la più-che-stressata contabile, Kara, la sviluppatrice informatica accompagnata dal dolcissimo Eclaire, il suo cagnolino, Fern, il creatore dei gusti delle bibite e infine Swomp, il fattone super chill della caffetteria che parla senza punteggiatura tutto minuscolo.

Completando una serie di sfide all’interno dei dungeon, sarà possibile iniziare la discesa con un mentore, cioè un collega che conferisce a Jackie alcuni bonus, di entità variabile ma talvolta in grado di cambiare più che sensibilmente il gameplay. Questi bonus sono spesso legati alle personalità dei colleghi stessi, e legano gameplay e narrazione in maniera molto divertente. Non volete pagare nei negozi? Chiedete a Swomp di prendere qualcosa… sottobanco! Volete più soldini? Vedete se Tippi può aiutarvi a guadagnare qualcosa in più.

Strettamente parlando, ogni esplorazione è fatta di circa tre piani, ognuno con un negozio, una stanza abilità e un piano boss finale. Mano a mano che troviamo e usiamo abilità passive, ci sarà la possibilità di iniziare l’esplorazione con un mentore e un’abilità già equipaggiata per darci un piccolo sprint.

Ma come fa una giovane tirocinante a sconfiggere mostri così dal niente? Si arma di quello che trova, letteralmente. Monitor, matite, sedie, bastoni, tazze e vasi saranno tra le armi principali, nonché… arredamento delle aree di gioco. Troverete anche una discreta quantità di vere armi, ma la loro disponibilità è relativamente limitata.

Per fortuna Jackie può equipaggiare tre armi alla volta, ma non può tenere in tasca un’arma pesante, come un carrello o un vaso grande. Certo che se poi trovate l’abilità che aumenta la forza delle braccia…

Un po’ una metafora di vita, nulla dura per sempre! Ogni arma si rompe dopo qualche colpo. Alternativamente la si può lanciare mantenendo le distanze. L’azione è frenetica: l’intero gioco ha un ritmo piuttosto rapido e immediato, e i combattimenti sono spesso più simili a una rissa. La difficoltà leggermente alta dell’inizio è però modificabile grazie a una nutrita scelta di opzioni di assistenza tra cui più energia, meno energia per i nemici, schivata con più frame di invincibilità o armi più durevoli.

Un piccolo plauso va a Aggro Crab per aver inserito un disclaimer in cui riconoscono il livello di difficoltà un po’ alto, e non danno alcuna punizione per l’uso delle opzioni di assistenza. Nessun blocco di trofei o impossibilità di salvare. Solo la possibilità, per i giocatori meno esperti, di viversi appieno l’esperienza e godersela.

Per quanto riguarda la presentazione, Going Under è un’esplosione di colori e carattere, ha un’identità ben specifica e tutta originale. L’ispirazione alle infografiche moderne, alla fumettistica occidentale, l’umorismo scottante, iperbolico e fiacco tipico di una generazione senza futuro, pagata con “esposizione al pubblico” o “esperienza sul lavoro” invece che moneta sonante. Il combattimento poi, soddisfacente e incalzante, con un design grafico e sonoro che dà un forte impatto a ogni scontro.

Cosa lo distingue dai concorrenti, oltre a quanto detto? Intanto la durata: l’esperienza generale non è molto lunga, con una quindicina di ore si ha accesso a un po’ tutto quello che il gioco base ha da offrire, che per inciso supera la premessa dei tre dungeon principali… ma spoiler, quindi vi basti questo. Ma non solo: la durata anche dei singoli dungeon, sempre piuttosto concisa, che dà un sapore leggermente pick-up-and-play che non molti nel genere hanno.

Inoltre poi è strutturato come un roguelite narrativo, per intenderci più simile a un Hades o un Children of Morta, che non a un Enter the Gungeon o The Binding of Isaac. L’avventura ha un inizio e ha inevitabilmente una fine.

Gli sviluppatori però hanno confermato che prossimamente, si parla al momento di inizio 2021, implementeranno una modalità The Big Run, che di fatto emula l’esplorazione continuata dei suddetti altri competitori, rendendo l’esperienza potenzialmente infinita, e assolutamente sembra un’idea geniale.

A chi consigliamo Going Under?

In poche parole, Going Under è un titolo brillante per diversi motivi. La presentazione, il gameplay frenetico, l’umorismo, l’immediatezza della partita, il puro valore di divertimento che si ricava dal prendere a tastierate tra i denti un lavoratore d’ufficio in camicia. Sono molti i motivi per cui farsi piacere questo titolo, e sebbene la difficoltà iniziale possa intimorire, e comunque è superabile anche quella, non c’è molto da obiettare. È un ottimo prodotto uscito in un momento abbastanza propizio. Il prezzo è anche piuttosto budget, non so cosa stiate facendo, se non lo state giocando.

Presentazione originale e azzeccatissimaPotrebbe essere un po’ breve?
Gameplay soddisfacente

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