Prinny 1-2: Exploded and Reloaded è una collezione di due titoli sviluppata e pubblicata da Nippon Ichi originariamente su Playstation Portable. A partire dal 13 ottobre i due giochi sono acquistabili per Nintendo Switch, sia in formato fisico sia tramite eShop.

Provato su Nintendo Switch

Pinguini esplosivi

Cosa diavolo è un Prinny? Se vi state ponendo questa domanda dovreste inginocchiarvi sui ceci e cospargervi il capo di cenere poiché si tratta della mascotte ufficiale della software house giapponese Nippon Ichi, autori della famosa serie di RPG tattici Disgaea. Un prinny è un mix tra un pinguino e un pipistrello e il loro habitat naturale è il Netherworld, l’Inferno in sostanza, e ognuno di essi è un’anima che deve pagare per i propri peccati compiuti sulla terra, servendo in qualità di schiavi oberati di lavoro e ripagati dagli Overlord in sardine, almeno fino a quando non avranno espiato le proprie colpe.

I prinny furono introdotti per la prima volta in Disgaea: Hour of Darkness e sono poi apparsi in tutte le iterazioni successive del franchise, particolarmente apprezzati per la verve comica che apportano: bistratti da tutti e altamente instabili, basta lanciarli per farli esplodere e concludono sempre le frasi con “dood“, caratteristica che nell’originale giapponese è il colloquiale “-ssu“.

Prinny: Can i Really be the Hero?, e il seguito Prinny 2: Dawn of Operation Panties, Dood! Furono pubblicati rispettivamente nel 2008 e nel 2010, esclusivamente su PSP, è quindi un vero piacere a distanza di oltre 10 anni riuscire a giocarli su una nuova console portatile/ibrida come Nintendo Switch. Rispetto a Disgaea non parliamo di un RPG quanto più di un action platformer 2D con fondali tridimensionali.

Avventura terrificante nell’aldilà

Il primo titolo prende il via con Etna, demone ben conosciuto dagli amanti della serie, che chiede ai prinny di prepararle l’Ultra Dessert, un fantomatico dolce che richiede l’utilizzo di ingredienti disparati che, indovinate un po’, sono custoditi dai boss del gioco. La preoccupazione dei prinny è evidente data la loro tendenza a esplodere con estrema facilità, tuttavia Etna ha pensato a tutto e riesce a dotare una squadra composta da 1000 membri una sciarpa rossa che li stabilizza, impedendo loro di andare in mille pezzi. Inizia così l’avventura dei pinguini alati che dovranno affrontare sei livelli diversi per recuperare gli ingredienti entro 10 ore, prima che Etna riversi la sua ira infernale su di loro.

Chi ha avuto modo di giocare questi titoli all’epoca della prima uscita, sicuramente avranno flashback che potrebbero riportare alla superficie traumi mai superati. Sì, Prinny: Can i Really be the Hero è un gioco molto, MOLTO difficile ma non cadremo nel classico trappolone moderno che ci spingerebbe a considerarlo un Dark Souls ante litteram. Cercando di superare questo soulscentrismo, il primo episodio di Prinny, che ora chiameremo per brevità di cose Prinny 1, ha due livelli di difficoltà, quello Standard, dove ognuno dei 1000 prinny (sì, in questo gioco avete 1000 vite, finite le quali sarà Game Over) può subire tre colpi prima di essere spedito al creatore, e quello chiamato Hell’s Finest, dove un solo colpo sarà più che sufficiente a far esplodere il pinguino, in barba alla sciarpa di Etna insomma. Non devo nemmeno sottolineare la necessità fisiologica di giocare la modalità Standard se vi avvicinate per la prima volta ai titoli, a meno che non sentiate l’impellente bisogno di distruggere in un solo colpo la console e la vostra autostima.

I livelli di Prinny 1 possono a primo impatto sembrare semplici, vi si accede dall’HUB principale ed è possibile scegliere tra sei diversi stage. Oltre a una breve descrizione per ogni livello troverete anche un grado di difficoltà espresso in stelline, la novità che il gioco apporta è legata alla progressione e modifica dei livelli stessi. Dopo averne completato uno, infatti, il contatore delle ore scenderà di una unità, modificando tutti i livelli restanti e aumentandone la difficoltà significativamente. Ogni livello del gioco ha quindi più varianti che potranno essere approfondite nelle partite successive grazie a un profondo sistema di New Game+.

Il moveset dei prinny, almeno nel primo gioco, è limitato a poche ma essenziali mosse. I pinguini possono saltare, attaccare con due spade, effettuare una giravolta che per pochi secondi li rende invincibili e, fondamentale per sconfiggere i boss, lo Hip Pound, ovvero una classicata “culata” dall’alto che manda in stun i nemici. La complessità del gioco non è data solo dal posizionamento dei nemici all’interno dei livelli, che ricorda tempi crudeli come quelli di Ninja Gaiden per NES, ma anche l’attivazione di prossimità: questi infatti anche se visibili da lontano inizieranno ad agire quando il prinny è a portata d’attacco. Ho menzionato che come nei vecchi Castlevania il prinny viene spinto all’indietro da ogni attacco (facendolo cadere quasi sempre in un burrone) ed è possibile modificare solo parzialmente la traiettoria in salto? No? Peccato.

Quelle che potrebbero sembrare scelte di gameplay antiquate e poco user friendly sono comunque qui appositamente inserite per rendere l’esperienza complicata e a tratti frustrante, sentimenti mitigati solo in parte dalle 1000 vite che avrete a disposizione (più che sufficienti, in media, a completare il gioco nella modalità Standard senza profanare nessuna divinità).

Prinny 2: rubare mutande all’Inferno può costare la vita

Etna mette ancora una volta in moto gli eventi quando scopre che qualcuno ha rubato un suo paio di mutande (aaaah, il classico trope giapponese che non stanca proprio mai). Prima che questo “pericoloso manufatto” distrugga tutto il Netherworld, il demone dal temperamento esplosivo ordina ancora una volta a un migliaio di Prinny di acciuffare il colpevole.

Stavolta rispetto al primo capitolo abbiamo ben tre difficoltà tra cui scegliere: Hell’s Finest che resta sempre uguale a sé stessa con la sua “one hit kill”; Standard è stata invece modificata, permettendo di essere colpiti solo due volte prima di perdere una vita e, a queste, è stata aggiunta l’irriverente Baby, dove il giocatore è chiaramente preso in giro e gli vengono dati tre hit point prima di morire, oggetti che ripristinano gli hit point all’interno dei livelli e un grado di sfida rivisto al ribasso. Un chiaro sfottò da parte dei dev che avevano ricevuto critiche per la difficoltà del primo capitolo.

Leggermente più lungo e più difficile, quindi, Prinny 2 è il degno sequel di Prinny: Can i Really be the Hero?, mantenendone intatti i punti cardine del gameplay come la gestione dei salti che deve essere precisa, la crudeltà dei nemici che si attivano non appena siete nella posizione giusta per essere colpiti a morte e una sfilza interminabile di “achievement in game” che vi richiederanno più di qualche vita terrena per essere completati.

Dal momento che nei giochi sono inclusi tutti i DLC, come mappe aggiuntive e altri piccoli extra, fin dall’inizio in Prinny 2 potrete usufruire dell’arma chiamata Netherworld Radish, che vi verrà consegnata all’inizio di ogni stage da parte del NPC Delivery Samurai che potete trovare nell’HUB di gioco. Questa radice permette di attaccare tenendo semplicemente premuto il pulsante d’attacco, riducendo però della metà circa il danno inflitto. Se consideriamo che molti utenti all’epoca del lancio del primo capitolo si ritrovarono con PSP sfasciate per premere come dei forsennati il tasto quadrato, è un’aggiunta che non potete assolutamente lasciarvi sfuggire e che renderà la vostra traversata nel Netherworld un po’ meno “distruttiva”.

A chi consigliamo Prinny 1-2: Exploded and Reloaded?

In questo caso, è difficile consigliare il gioco ai fan del franchise Disgaea perché i due titoli si discostano molto dal genere JRPG tattico, esplorando l’ambito platform 2D. Se amate la lore e i personaggi della serie NIS, allora potreste dare una chance alla collezione ben consci però della difficoltà che non li rende assolutamente user friendly o adatti ai bambini. Grazie a una rigiocabilità elevata e una mentalità “git gud“, i titoli vi permetteranno di trascorrere almeno una decina d’ore a capitolo per una singola run, moltiplicate queste per un numero infinito qualora vogliate fare e vedere tutto. A nostro modesto parere? Un affare da non lasciarsi sfuggire (soprattutto se avete velleità masochiste) dood!

Due giochi al prezzo di uno……ma difficili come poche altre cose al mondo
Umorismo per la maggior parte del tempo godibile e simpaticoGameplay un po’ farraginoso per gli standard moderni
Elevata rigiocabilità
Soundtrack piacevole

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