Habroxia è uno shoot ‘em up sviluppato dalla piccola software house Lillymo Games, in arrivo per Playstation 4/PS Vita e Nintendo Switch rispettivamente il 25 e il 26 settembre. Il genere non vede moltissimi esponenti oggigiorno ma è sempre piacevole vedere come ogni tanto qualche sviluppatore si esponga portando sul mercato giochi di questo tipo. Vediamo dunque come se l’è cavata Habroxia.

Provato su Nintendo Switch

ProContro
+ Interessante mix di livelli orizzontali e verticali– Soundtrack per niente coinvolgente
+ Sistema di Power Up permanente adatto ai principianti– Durata eccessivamente ridotta

Dallo spazio con…furore?

Habroxia si presenta come uno dei più classici shoot ‘em up a scorrimento orizzontale: avrete la vosta piccola navicella con cui distruggere alieni cattivi che hanno intenzione di obliterarvi. Il gioco è tutto qui e sebbene solitamente sia più che abbastanza per un fan degli sparatutto vecchia scuola per aprire il portafogli, c’è bisogno di addentrarsi un po’ di più nelle meccaniche che il titolo mette in campo. Mettete a posto carte di credito e contanti per ora, c’è qualche riflessione da fare.

Rispetto ai più blasonati Gradius ed R-Type, infatti, Habroxia si rivela un progetto più contenuto, articolandosi in 15 brevi livelli per la Story Mode che potrete affrontare più volte, anche in ordine sparso dopo averli completati per la prima volta. Solitamente negli shoot ‘em up c’è un processo di apprendimento che porta a conoscere i livelli e i pattern, che potranno essere superati solo con una buona dose di riflessi e memoria muscolare, morendo un’infinità di volte e progredendo molto lentamente per arrivare, eventualmente, alla fine del gioco.

In Habroxia, però, tale legge viene sovvertita. Il problema di “morire” durante uno dei livelli non si pone nemmeno poiché se da un lato è vero che morendo dovrete ricominciare lo stage, dall’altro non avrete mai l’ansia di dover ricominciare l’intero gioco qualora commettiate un errore e vi schiantiate, come il più inetto dei piloti, contro gli ostacoli.

Tale scelta stilistica lo rende molto più approcciabile da parte dei neofiti che non hanno mai giocato uno shmup ma rischia di tediare i più scafati che non avranno alcuno stimolo nel riprendere in mano il titolo una volta completato (cosa che richiede poco più di un’oretta).

A peggiorare (in un certo senso) la situazione, c’è il sistema di Power Up permamente. Durante i livelli potrete collezionare oltre ai power up temporanei – che scompaiono quindi alla fine dello stage – anche dei crediti. Si tratta di una vera e propria valuta da spendere in un menù post-livello, dove potrete migliorare il rateo di fuoco, aggiungere missili al vostro arsenale, aumentare i colpi che potrete subire prima di essere abbattuti e così via, rendendo il gioco una vera e propria barzelletta qualora decidiate di farmare tali crediti prima di affrontare il resto del gioco.

Come ho precedentemente sottolineato, si tratta di aggiunte che sicuramente avvicinano i giocatori più casual al genere, rendendolo estremamente accessibile, ma alienano i fanatici che vogliono semplicemente un gioco duraturo da risolvere nel tempo come se fosse un puzzle.

Dando una rapida occhiata all’aspetto grafico possiamo vedere come Habroxia si rifaccia ai classici senza però prendersi la briga di innovare eccessivamente. I livelli si presentano con sfondi uguali e ostacoli tecno/alieni che non variano in alcun modo se non per le colorazioni. A un certo punto risulta quasi impossibile distinguere il primo livello dal nono e così via. Potremmo dire una vera e propria occasione mancata dal momento che il gioco si comporta bene in movimento, fluido e in grado di divertire per quel poco che dura. Molto bello invece il parallax scrolling, vero e proprio metro di giudizio negli anni ’80/’90 per definire le capacità tecniche di un gioco.

Le tracce audio del titolo si sono rivelate invece un po’ troppo monotone e non particolarmente incisive. Chi segue la mia rubrica BulletTime, interamente dedicata agli shoot ‘em up (se non l’avete ancora letta vi ORDINO di farlo), saprà che lo ritengo un fattore estremamente importante in questi giochi e una buona soundtrack è in grado di fare la differenza e rendere memorabile anche un titolo mediocre.

Modalità Extra

Ad allungare il brodo arrivano, fortunatamente, tre modalità extra, tutte destinate a chi ama migliorare i propri punteggi e un grado di sfida leggermente più alto – non potrete in queste utilizzare il sistema di Power Up permamente. La prima sposta il focus del gioco, modificando lo stile da scorrimento orizzontale a verticale e, come in Galaga, dovrete far fronte alle ondate di nemici che scendono dall’alto dello schermo. In questa modalità, inoltre, la nave sarà ancorata in basso e potrete spostarvi solo a destra e sinistra.

La seconda modalità prevede il salvataggio di astronauti e il vostro punteggio finale sarà determinato da quanti ne riuscirete a trarre in salvo. Attenzione! Sparare indiscriminatamente farà fuori anche gli stessi astronauti. Se non volete farli esplodere o decretarne la morte per asfissia nel freddo abbraccio degli abissi siderali, vi consigliamo di affrontare questa modalità senza tenere premuto il pulsante di sparo come se foste un Terminator alla ricerca dello stramaledetto John Connor.

La terza e ultima modalità aggiuntiva, chiamata Shield-Maiden, vi vedrà con una navicella completamente depotenziata e verrete lanciati in missioni generate in modo casuale con un timer in basso. Più a lungo sopravviverete in questa sadica modalità di gioco e maggiore sarà il vostro punteggio.

A chi consigliamo Habroxia?

Chi non ha mai giocato uno shoot ‘em up e vuole procurarsene uno dal costo contenuto, senza bestemmiare dopo due minuti di gioco, potrebbe trovare in Habroxia un buon titolo con cui farsi le ossa. I fanatici degli shmup che non possono lasciarsi sfuggire nessuna release, per quanto povera di contenuti sia, lo acquisteranno ancor prima di aver finito di leggere la nostra recensione – magari la versione limitata boxata, con tanto di soundtrack e manuale a colori. In ultima analisi, quindi, quelli che potrebbero potenzialmente restare più delusi sono proprio i giocatori intermedi, quelli che apprezzano gli shoot ‘em up ma sono comunque alla ricerca di un prodotto duraturo e che offra una sufficiente varietà. Habroxia è un titolo sufficiente, che avrebbe beneficiato di una maggiore cura dei dettagli e magari la possibilità di selezionare il grado di sfida anche per la modalità Storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.