Resolutiion è il primo gioco della software house tedesca Monolith of Minds, composta dai fratelli Richi e Günther, che dopo cinque anni di lavoro sul titolo sono riusciti a vederlo pubblicato su PC e Nintendo Switch .

Provato su PC

+ Art design accattivante– Narrazione non sempre convincente e a tratti troppo criptica
+ Soundtrack piacevole– Mappa poco intuitiva
+ Storia misteriosa da scoprire poco a poco

Ma non è uguale a….

Guardando qualche screen so cosa hanno pensato la maggior parte di voi e quindi, sì, puntiamo subito il dito contro l’elefante nella stanza: il gioco ha un art design che urla Hyper Light Drifter da tutti i pori. È quasi brutalmente palese tanto da superare le soglie dell’omaggio e divenire una profanazione sacrilega, un plagio insomma. La palette saturata, i colori neon che richiamano direttamente al gioco degli Heart Machine, nonché il design stesso di alcuni elementi d’arredo che è possibile trovare in Resolutiion sono molto, forse troppo simili ed è dunque naturale chiedersi quanto i due fratelli tedeschi si siano ispirati a HLD per la propria creazione.

Una domanda che è stata effettivamente posta, più e più volte e la risposta ufficiale (che potete trovare anche nelle discussioni relative al gioco su Steam) è la seguente:

“Per quanto l’art design possa sembrare simile a HLD, è stato in realtà creato per puro caso. I due sviluppatori hanno iniziato a realizzare giochi con Resolutiion, iniziando cinque anni fa (ndr 2015, dunque un anno prima dell’uscita di Hyper Light Drifter). Hanno dunque appreso anche la pixel art e a oggi l’artista del gioco afferma ancora di non sapere cosa stia facendo di preciso. Ha iniziato creando grandi spazi, riempiendoli con colori singoli, aggiungendo poi strati e combinando altri elementi. È sinceramente confuso dal fatto che le persone lo apprezzino o addirittura lo paragonino a uno dei migliori progetti indie presenti sul mercato dal momento che si considera ancora a livello amatoriale”

Diciamo una risposta che non è una vera e propria risposta, ma ci accontentiamo e tralasciamo dunque temporaneamente questo aspetto per analizzare tutto ciò che il gioco ha da offrire.

Gatti giganti e intelligenze artificiali

La descrizione ufficiale del gioco, che potete trovare un po’ ovunque, parla di mondo “cyberpunk” e dal momento che siamo ancora nel 2020, anno in cui abbiamo visto Cloudpunk, Virtuaverse e se la sorte ci arride anche Cyberpunk 2077, direi che non c’è nulla di cui stupirsi.

Dire però cosa accada effettivamente nel gioco è davvero molto complicato poiché -e qui ancora una volta tocca tirare in ballo HLD, dal momento che lo stile narrativo è molto simile- il livello di astrattismo è tale da rendere altamente criptico ogni tipo di messaggio o informazione che si può reperire dall’ambiente. Il titolo apre le danze con un gruppo di bambini che giocano a calcio, con una musica tetra e deprimente in sottofondo, ma ben presto ci si ritrova nei panni di uno strano figuro privo di memoria e con artigli affilati, denominato Valor, la cui unica preoccupazione sembra sia quella di affettare tutto ciò che gli capita a tiro.
Inizia così una discesa nell’Infinite Empire, un luogo popolato da robot, intelligenze artificiali, strani pseudo-monaci buddhisti, gatti giganti che vogliono divorarvi (in stile Graboid del film Tremors o vermi delle sabbie di Dune) e divinità cieche e ottuse.

Tutto molto allettante e stimolante, tuttavia, sebbene possiate parlare con alcuni personaggi sparsi qui e lì per il mondo di gioco, le loro chiacchiere saranno spesso motivo di gran mal di testa qualora intendiate prenderle sul serio. Mettere insieme i pezzi di questo puzzle non è semplice e potrebbe frustrare più di un giocatore che punta invece a una trama raccontata in modo più lineare e comprensibile.

Non si dica però che noi di Denjin Den non apprezziamo ciò che esce fuori dagli schemi e, in quest’ottica, Resolutiion ha molto da offrire, presentandosi come un’avventure misteriosa e che porta a spingersi sempre un po’ più in là, per scoprire l’obiettivo finale del protagonista e di Alibii, una intelligenza artificiale definita come “lancia da portare nel cuore del territorio nemico“.
La narrazione è affidata dunque a stralci di conversazione lasciati dagli sviluppatori qui e lì, con qualche spiegazione ancor più inintellegibile data da Alibii nei punti chiave. Non aspettate di comprendere ciò che accade nelle prime ore di gioco e affidatevi piuttosto alla narrazione sensoriale, ovvero ciò che è percepibile dall’osservazione degli ambienti, tramite i quali potrete apprendere molto più di quanto viene detto.

New game, old tricks

Con una mise che potrebbe ricordare una fusione tra gli stili di Rick Deckard e Freddy Krueger, vi muoverete in giro per Infinite Empire con la possibilità di tagliuzzare non solo i veri e propri nemici del protagonista ma anche personaggi indifesi, coniglietti, cervi e poveri robot dediti alle pulizie, tutto con la semplice pressione del tasto di attacco. Un sistema minimale che, asservito a una narrazione intrigante, ha dimostrato di poter essere funzionale alle esigenze della maggior parte degli aficionados del mercato indie (e non solo, aggiungerei). Tuttavia, c’è bisogno di un po’ di sostanza anche se parliamo di un indie, pertanto, proprio come in Hyper Light Drifter (eh già…), procedendo con l’avventura avrete accesso anche ad armi aggiuntive, attivabili solitamente con la pressione di uno dei trigger, come uno shotgun con sparo multidirezionale o strumenti per migliorare l’interazione con il mondo di gioco e sbloccare passaggi prima inaccessibili. In ciò si rivela dunque parzialmente simile a un metroidvania, con una componente minimale di backtracking e qualche area segreta che potrebbe, come anche no, darvi più dettagli sulla lore.

Il combattimento, per quanto fluido e generalmente veloce, è strutturato in modo tale da evitare lo spam di attacchi, non potrete quindi affettare tutto a cervello spento ma dopo ogni colpo andato a segno i nemici avranno generalmente abbastanza tempo per contrattaccare, costringendovi dunque a reagire in tempo per evitare i colpi. Vi converrà farlo, poiché l’energia è limitata e dopo un massimo di quattro colpi sarete riportati all’ultimo checkpoint visitato. La buona notizia è che non è un gioco estremamente punitivo e anche se morirete contro un avversario, quando ripartirete, i nemici morti resteranno tali. Tutto ciò che dovrete fare è semplicemente ritornare nella zona che stavate esplorando, per tentare nuovamente la sorte contro colui che ha arrestato la vostra progressione.

A chi consigliamo Resolutiion?

Dunque, se avete giocato e amato Hyper Light Drifter, ci sono buone chance che Resolutiion riesca a convincervi, dandovi quella dose di indie dai colori saturati di cui avete bisogno. Se non avete mai giocato HLD, invece, il titolo potrebbe rivelarsi straniante, privo di alcuna logica iniziale e un po’ troppo criptico per chi non è avvezzo agli indie sperimentali.
Il prezzo di lancio è comunque sufficientemente contenuto per permettere a tutti i curiosi di dargli una chance, cosa che consigliamo vivamente anche solo per premiare la follia dei Monolith of Minds che trasuda da ogni paesaggio: da territori sabbiosi dove svettano statue antropomorfe in pose urlanti a foreste al neon in cui crescono alberi mistici.

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