La serie Atelier di Gust, arrivata con Atelier Ryza a oltre 20 titoli principali -senza contare un’altra larga decina di spin-off- torna su console moderne con la trilogia più brillante e forse più amata dai fan: la trilogia del crepuscolo.

ProContro
+ Porting di ottima qualità– Texture degli ambienti (in Ayesha in particolare) di bassa qualità
+ Musiche splendide 
+ Sistema di gioco godibilissimo 
+ Trama e personaggi memorabili 

La Premessa

Breve riepilogo per chi è nuovo alla serie: i giochi della serie Atelier sono generalmente raggruppati in tre titoli appartenenti largamente a una trama unica che viene però esplorata solo di passaggio e che fa da sfondo alla trilogia. Giocando quindi a tutti e tre i titoli si può conoscere davvero il filone sottostante e spesso il motivo del sottotitolo della trilogia, ma i singoli sono poi composti da obiettivi, cast, ambientazioni e mondo da esplorare perfettamente godibili da soli, in una soluzione ad oggi mai raggiunta da altre saghe.

La Dusk Trilogy, la trilogia del crepuscolo, prende il titolo da un fenomeno che sta colpendo il mondo intero: in maniera appena percettibile le risorse stanno finendo, la terra si fa sterile, i mari si seccano. All’interno di un mondo che va lentamente morendo, si inseriscono le nostre tre diverse, splendide avventure.

A differenza della precedente trilogia di Arland, stavolta il tono si fa più cupo, i colori più bui e i contrasti più forti. Le città sono piccole e spente, la spensieratezza che spesso è stato marchio di fabbrica della saga fa invece spazio a un momento di introspezione. Al posto della fiabesca gioia del momento, il Crepuscolo mette in scena l’elaborazione del lutto, la solitudine, e la ricerca di un posto per sé in un mondo che si avvicina alla fine. Il tono è un continuo contrasto tra sconforto e speranza, tra fine e inizio, come il crepuscolo è il momento indefinito luminoso e buio tra giorno e notte.

Atelier Ayesha: The Alchemist of Dusk DX

Le avventure di Ayesha Altugle cominciano con la visita alla tomba in memoria della sorella Nio, scomparsa circa 3 anni prima. Ayesha è una giovane apotecaria, una sorta di erborista. Ormai completamente sola, vive in compagnia della sua mucca Pana e delle visite del mercante viandante Ernie che porta le sue medicine in città. Durante una visita alla tomba della sorella, ha l’impressione di sentire la sua voce. Un signore misterioso la riconosce come alchimista e le dice che probabilmente Nio è viva, ma solo grazie all’alchimia potrebbe capire come poterla incontrare di nuovo. Keithgriff, questo il nome del signore, sarà tra i personaggi chiave dell’intera trilogia, e l’uomo che conosce più di chiunque altro i misteri di quel mondo. Ayesha decide così di partire con Pana per un lungo viaggio tra alchimia, rovine desolate, cittadine e misteri alla ricerca della sorella perduta.

Atelier Ayesha è senza dubbio il più “vecchio” dei tre, tanto da stonare un po’ nella struttura di base che ricorda la trilogia di Arland. Il famigerato e odiato sistema del calendario è presente, ma possiamo dire che le restrizioni sono piuttosto generose, completare la trama principale non sarà particolarmente difficile nei tre anni (senza estensioni stavolta) disponibili.

Il combattimento è il più semplice dei tre: a turni, con una barra che mostra la sequenza delle azioni e degli attacchi a tempo in alto a destra. La squadra si compone di tre personaggi tra cui Ayesha, l’alchimista che fa uso di oggetti, e due altri con abilità speciali. A differenza dei titoli precedenti, anche Ayesha possiede una barra che le permette di attaccare insieme agli altri o difenderli. Gli oggetti possono essere registrati ai negozi delle città per essere acquistati senza il bisogno di doverli creare nuovamente.

Il cast è vivo e variegato, il mondo credibile, e sarà difficile non innamorarsi dei numerosi personaggi che ci faranno compagnia, dalla strega apprendista Willbell che cerca di diventare a tutti gli effetti una strega, l’appassionato di tesori Harry, l’amica avventuriera Regina e tanti altri. Il focus dell’azione si va mano mano allargando, trasformando quella che era una storia privata nella storia di un’intera comunità. Il modo in cui il piccolo diventa parte di un grande, senza banalità e senza dare il gusto stucchevole di molti JRPG è qualcosa che Atelier sa fare con grande successo.

Essendo poi porting della versione PLUS, la funzionaria di governo Marion e l’automata della grande biblioteca Odelia sono personaggi giocabili, e sono aggiunte le Album Missions, missioni secondarie che oltre a sbloccare illustrazioni da guardare nel menù Extra, sbloccano nuovi costumi e piccoli aiuti di sistema, come la possibilità di cambiare squadra liberamente dal menù! Consiglio però: se puntate a tutti i finali in meno tempo possibile, usare Marion e/o Odelia potrebbe rubare tempo prezioso agli altri personaggi. Seconda run?

Atelier Escha & Logy: Alchemists of the Dusk Sky DX

Il secondo della trilogia è il più amato. Piccola nota a margine è quella relativa al titolo, che ha un vero senso solo in giapponese poiché & viene letto to, si trasforma in Atelier Eschatology, la parte della filosofia che si preoccupa della fine del tutto, del destino ultimo delle anime e dell’umanità.

Ambientato circa 4 anni dopo gli eventi di Ayesha, stavolta possiamo scegliere il nostro protagonista tra Logix Ficsario e Escha Malier. L’arco narrativo è lo stesso, ma i due protagonisti approfondiscono il proprio focus personale e le interazioni singole col cast in maniera un po’ diversa. Giocarlo da entrambi i punti di vista dà una visione più completa del tutto, in maniera soddisfacente, a dispetto di altri titoli che hanno provato una cosa simile in maniera piuttosto fallimentare, come Tales of Xillia. La differenza principale sta nel tono, dove il lato di Escha è più leggero e tratta spezzoni di vita quotidiana, quello di Logy più serio e introspettivo.

Si narra che una volta, in una terra lontana a ovest della Terra del Crepuscolo, la vita fosse facile e il suolo ricco e prospero grazie all’alchimia. Per questo, alcune comunità cercano di ravvivare la conoscenza e l’interesse per la materia. Per prevenire l’inevitabile “Fine del Crepuscolo”, viene creata nella cittadina di Colseit, dove Escha è nata, un gruppo di R&S per potere infine esplorare delle rovine sconosciute che fluttuano in aria e che sembrano essere legate al terribile fenomeno che sta uccidendo le terre.

Intanto, gioite bambini, il sistema del calendario è presente ma in una forma semplificata e assolutamente user-friendly. Il calendario prevede scadenze di quattro mesi, con nove obiettivi principali per proseguire strettamente con la trama e sedici obiettivi secondari che andranno ad arricchire la narrazione e dare un sapore più completo all’esperienza.

Il combattimento ha fatto un salto, una capriola e una spaccata in aria in avanti. Prendendo più di qualche nota dal lontano nonno Mana-Khemia per Playstation 2, stavolta si va in battaglia in 6 (SEI) alla volta, tre in prima linea e tre nelle retrovie, e vanta un sistema di assist speciali in attacco e in difesa progressivamente più utili e complessi. Inoltre, finalmente, il nostro alchimista di fiducia potrà usare una barra per concatenare attacchi e assist e sprigionare poteri sempre più grossi degli oggetti alchemici che porteremo in battaglia. Senza alcun dubbio, il sistema di gioco è il più vivace, veloce e avvincente che la serie abbia mai avuto fino a quel momento.

Tutto stavolta è più grande, più ordinato, più gestibile e comprensibile. Se le meccaniche di Ayesha sono talvolta punitive, Escha & Logy è liscio e piacevole. La distinzione tra i protagonisti crea anche una sottile divisione tra i temi cupi del Crepuscolo e i temi di ottimismo e speranza più cari agli appassionati della serie. Non c’è dubbio che per chi non sia ancora avvezzo agli Atelier, questo sia il titolo più facile per iniziare.

Il cast come sempre è ricco di personaggi interessanti vecchi e nuovi, tra cui l’enigmatica Threia, l’arrogante marpione Reyfer e Marion, di ritorno dal suo lavoro in Vierzeburg in Atelier Ayesha.

Riguardo le migliorie della versione PLUS, stavolta potremmo giocare anche con Katla, la ragazzina mercante sempre intenta a strapparvi qualche soldo in più, Micie il giovane prodigio, e nientepopodimeno che Willbell, stavolta una strega sicura delle proprie abilità e in viaggio per migliorarsi dopo le avventure dello scorso titolo.

Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea DX

La conclusione e la realizzazione massima della trilogia, Atelier Shallie è il capitolo finale della saga del Crepuscolo. Ambientanto 6 anni dopo le vicende di Escha e Logy, e dunque 10 anni dopo Ayesha, e ci mette nuovamente di fronte alla scelta del protagonista: Shallistera Argo, la figlia di un capovillaggio che viene inviata nella cittadina oasi di Stellard in cerca di una soluzione per la siccità che sta uccidendo il suo villaggio, e Shallotte Elminus, una ragazza orfana di padre che vive con la madre malata, determinata a diventare ricca e uscire dalla povertà che ha segnato la sua crescita.

Le due protagoniste non potrebbero essere più differenti: Shallistera è seria, composta, vive un grande senso di responsabilità nei confronti del proprio villaggio e non avendo mai viaggiato ha difficoltà a comunicare con gli altri, il suo obiettivo è trovare un modo per salvare un’intera comunità, Shallotte invece è esplosiva, vivace, e ha sviluppato una certa arguzia dall’esser nata in uno stato di degenza sociale e il suo obiettivo è riscattare sé stessa. Cosa le accomuna? Una passione per l’alchimia e il fatto che tutti le chiamino… Shallie.

Stavolta la scelta del protagonista non è cosmetica né marginale, e dà luogo a un vero arco narrativo con sviluppi e una conclusione diverse, il focus è più sull’arco del personaggio che scegliamo, e sebbene molte cose siano in comune, spesso le due Shallie neanche viaggiano insieme durante l’avventura.

*rullo di tamburi* esatto, gioite tutti, stavolta i limiti di tempo sono totalmente assenti, e il tutto è sostituito da un Task System che permette al giocatore di concentrarsi su una grande serie di obiettivi principali e secondari da gestire e scoprire con un buon margine di libertà.

Il combattimento parte dall’evoluzione fatta da Escha & Logy, dà uno sguardo a Mana-Khemia 2 e fa un’ultima capriola in aria, creando quello che ad oggi è forse il sistema più avvincente della saga. Scompare il sistema di posizionamento strategico dei due titoli precedenti ma torna il BURST System di Mana-Khemia 2, gli assist combinati e nuovi effetti dati dai tre personaggi che attivano la modalità Burst in battaglia. Più veloce, più bello, più avvincente, più divertente, più esplosivo.

I temi stavolta si ampliano un po’, dividendosi tra i drammi e i viaggi personali delle protagoniste, la loro improbabile amicizia che si sviluppa in un mondo a un passo dalla fine ma che lascia un messaggio di speranza.

L’arrivo in città di Escha in qualità di alchimista mercante, Keithgriff che studia il particolare stato florido della cittadina di Stellard, il ritorno di Logy e in particolare la presenza di Ayesha (!) dopo 10 anni sono la coronazione di un filone narrativo lungo tre titoli che vuole chiudere col botto quanto iniziato diversi anni addietro.

Le aggiunte della versione PLUS stavolta sono più che consistenti: non solo abbiamo come sempre delle musiche extra, dei costumi, e dei personaggi nuovi, Solle (da Escha & Logy) e Escha stessa, ma l’inserimento nella trama di Logy e Ayesha porta con sé una fetta davvero importante di trama che lega tutti i nodi lasciati sciolti dal finale di Atelier Ayesha, parti della trama e il finale di Atelier Escha & Logy, e conclude il tutto svelando diversi misteri anche della figura di Keithgriff. Tutto questo lasciò pensare ai tempi che la versione PS3 potesse esser stata pubblicata prima del tempo, perché rimase un po’ indigesto come la versione originale di Atelier Shallie sembrasse finire un po’ con un niente di fatto.

DELUXE PACKAGE

Questa nuova versione su piattaforme moderne porta con sé migliorie tecniche e cosmetiche non da niente. Sin da subito possiamo velocizzare in maniera consistente la velocità della camminata, e i combattimenti possono essere portati a velocità x1.5 o x2. I caricamenti sono ora velocissimi, e i malfamatissimi cali di frame tipici di tutti i titoli PS3 ora sono perfettamente assenti, eccezion fatta per la versione Switch giocata in modalità portatile, specie in Atelier Ayesha, ma siamo in attesa di una qualche patch che lo risolva.

Inoltre, finalmente si ha la scelta del doppio audio a scelta tra doppiaggio inglese e giapponese. Il doppiaggio inglese era notoriamente di bassa qualità, e si apprezza finalmente l’opzione della lingua che si preferisce.

Infine poi, bisogna puntualizzare che a oggi la trilogia del crepuscolo era, tra i titoli moderni, quella più difficile da trovare perché non tutti hanno ancora la vecchia PS3 in casa o hanno provato le versioni PLUS su PS Vita.

A chi consigliamo Atelier Dusk Trilogy Deluxe Pack?

Atelier Dusk Trilogy Deluxe Pack è probabilmente il punto più alto raggiunto da Gust nella loro carriera di sviluppatori, dove nuovi tentativi ed esperimenti hanno dato vita a tre titoli belli nella premessa, nello svolgimento, e nelle intenzioni. C’è qualcosa di non perfettamente moderno, senza dubbio, e chi ancora nel 2020 non ha conosciuto questa saga non si troverà facilmente a suo agio proprio per via dell’unicità che la contraddistingue, ma è proprio qui che troverà i titoli migliori per avvicinarsi, e perché no, innamorarsi, di questa gemma nel panorama videoludico moderno.

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