Recensione Chained Echoes Ashes of Erlant: l’atteso DLC

ashes of elrant copertina

È giunto finalmente l’attesissimo DLC del capolavoro di fine 2022: Chained Echoes: Ashes of Elrant è ora disponibile su PC tramite Steam e tutte le piattaforme moderne. L’attesa è valsa la pena? Scopriamolo insieme.

Provato su PC e Steam Deck

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Dopo quasi tre anni rientro nel mondo di Chained Echoes che, come ricorderete, abbiamo recensito all’uscita. Stavolta però parliamo di un corposo DLC ambientato nelle ultime fasi di gioco, poco prima di affrontare la battaglia finale, accessibile liberamente dal menù principale. Vien da sé, un’intima conoscenza della trama generale fino a quel punto è praticamente richiesta. In questo senso, il gioco fornisce un piccolo riepilogo forse un po’ superficiale per godere a pieno della nuova avventura. È possibile caricare un file di gioco finito, chiaramente per portare con sé i progressi della partita con tutte le personalizzazioni effettuate al primo giro. Alternativamente, è possibile iniziare senza sfruttare alcun salvataggio: avendo finito la nostra esperienza su Nintendo Switch ai tempi, questa è stata la nostra esperienza in fase di recensione del DLC per PC.

Iniziare senza un file di salvataggio personalizzato porta tutti i personaggi con tutte le abilità, attive o passive che siano, sbloccate e, nella maggior parte dei casi, potenziate a livello 2. Fornisce inoltre 999 SP per personalizzare i potenziamenti, anche se, potete immaginare da voi, non è un numero sufficiente a emulare l’esperienza di chi ha completato il titolo base, ma lascia pur sempre un certo grado di libertà e soddisfazione. Questa è stata inizialmente una nostra preoccupazione, d’altronde diversi giochi che tentano di inserire avventure post-game, inciampano goffamente sul sistema di gestione dei progressi dei personaggi. Non esiste una misura unica, ci sono giocatori più casual e altri che vogliono massimizzare tutte le statistiche (e sì, stiamo guardando te, Tales of Arise: Beyond the Dawn).

Al netto di tutto questo, questi due anni e mezzo di distanza possono aver lasciato i giocatori con le idee un po’ confuse o una dimestichezza un po’ arrugginita: potete stare tranquilli, i dev hanno fatto un lavoro magistrale nell’accompagnare i giocatori con un’introduzione semplice e dal livello di sfida estremamente approcciabile, per poi alzare l’asticella area dopo area. La filosofia del titolo originale torna, potenziata e più sagace. Gli incontri, mai troppo banali nella loro struttura, spingono gli utenti a considerare la barra in alto allo schermo, La discriminante qui è che il contesto è diverso: il gioco è stato bilanciato con l’idea di avere un party immenso che dispone dell’intero kit di abilità. La naturale conseguenza è un approccio che risulta più vivo, ponderato, una sfida più alta che non permette di farsi strada con la forza bruta. Niente grinding qui, solo sana strategia.

Una piccola miglioria, o modifica che dir si voglia, è la scomparsa del sistema di fusione di cristalli per gli equipaggiamenti. Stavolta basterà trovarli ed equipaggiarli a proprio piacimento, per un’esperienza più misurata e di facile accesso. Torna anche la tavola delle ricompense, con un nuovo set di quest secondarie pronte a premiare i giocatori che esplorano le numerosi opzioni offerte dal gioco. Per i più affezionati, è stato implementato anche un mini-gioco di pesca. Sì, ragazzi, ora è finalmente un JRPG a tutti gli effetti!

Per la trama non possiamo dire molto, dato il contesto, ma vi basti sapere che, nonostante il posizionamento cronologico, si va a scavare nella lore più profonda del mondo e dell’Harbinger, elemento che lasciò molti insoddisfatti, anni fa. In questo contesto si inserisce anche il nuovissimo personaggio giocabile, il White Wolf, un PG che porta originalità e aria fresca nell’approccio della sua crescita. Per ovviare al problema di cui sopra, e cioè l’accesso al suo kit in maniera troppo povera o rischiare di aprire tutto il sistema e trovarsi con una bestia overpowered, i dev hanno optato per limitare le sue opzioni e farlo potenziare attraverso il ritrovamento di specifiche medaglie disseminate in tutto il gioco. Fermo restando che l’esplorazione in Chained Echoes non è mai superflua né noiosa, questo è quell’incentivo in più che emoziona e soddisfa chi non vuole lasciare nessun angolo inesplorato.

Un ultimo appunto da fare è su una sezione di gioco dove viene data la possibilità di cimentarsi in mini storie legate a ogni singolo membro del cast. Non richiedono molto tempo, singolarmente, ma data la vastità del cast sono un piccolo investimento non da nulla. Il punto è che, sebbene non venga segnalato in maniera super chiara, si tratta di sezioni facoltative e viene da chiedersi quale fosse l’intento a livello di design? Forse non onerare i giocatori con la visione di quest che conoscevano già a una seconda partita? Non è chiaro, ma il nostro verdetto resta che, in ogni caso, vale la pensa impiegarci tutto il tempo necessario, poiché viene dato giusto spazio anche a quei personaggi che non hanno avuto di brillare nel titolo base.

Piccola parentesi che apriamo e chiudiamo sull’approcciabilità e la performance. Il titolo chiaramente non ha pretese e gira magnificamente su qualsiasi piattaforma, ma ci teniamo a precisare che la facilità di esplorazione, il fast travel e la possibilità di salvare praticamente ovunque lo rende particolarmente piacevole in chiave portatile, su Switch o Steam Deck che sia.

Chained Echoes Ashes of Elrant: Per i commenti più generalisti, sapete già tutto: la direzione artistica è curatissima, le musiche (con circa quindici nuove tracce) sono immacolate, il cast è ricco, il combattimento è soddisfacente anche con qualche spolveratina di pepe in più. Chained Echoes fu un nostro Denjin Choice nel 2022 e Ashes of Elrant si conferma un prodotto eccellente, degno di ognuno dei nostri elogi. – ilfalasca

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von 10
2025-08-20T08:40:19+02:00

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