Them’s Fighting Herds è un gioco indie di lotta 2D sviluppato e distribuito digitalmente da Mane6, dopo un periodo di early access di circa due anni, il primo maggio 2020.

+ Presentazione esplosiva– Pochi personaggi
+ Sistema profondo e complesso
+ Modalità di gioco corpose

Fighting is Magic!

La storia attorno a Them’s Fighting Herds è forse la le cose più interessanti di questo titolo. Quanti di voi ricordano l’incredibile popolarità della serie animata My Little Pony Friendship is Magic, attorno al 2010? Si trattò di un fenomeno sociale di indescrivibile portata, segnato dalla curiosa caratteristica di un fandom estremamente vario, con una presenza corposa di ragazzi tra i venti e trent’anni particolarmente appassionati: i bronies.

La comunità esplose su ogni social, fan art, cosplay, contributi di ogni tipo si diffusero su internet, e un particolare gruppo di bronie si fece venire la curiosa idea di trasformare il cast principale di sei pony in un gioco di lotta 2D. Fast forward nel 2012, Fighting is Magic veniva presentato ancora in forma piuttosto embrionale, ma si ritrovò sotto i riflettori di numerose testate e webzine sul mondo dei giochi di lotta. Quando l’attenzione mediatica cominciò a muovere anche soldi, arrivò immancabile il cease and desist di Hasbro, che bloccò definitivamente l’idea di una reale pubblicazione.

Il gruppo di ragazzi conosciuto come Mane6 non volle mollare l’osso, e intraprese un lungo percorso di rielaborazione di quanto già creato e la trasformazione in un prodotto tutto nuovo. Questo fu possibile grazie a un crowdfuning di successo, l’ingaggio della creatrice di My little Pony: Friendship is Magic Lauren Faust, e la collaborazione con Lab Zero Games, dai quali riceverono il motore di gioco di Skullgirls, che fu il punto di svolta del loro sviluppo.

Scazzottate a quattro zampe

Parlando del gameplay in senso più stretto, si tratta di un gioco di lotta 2D che prende molto in prestito dal suo fratello di engine Skullgirls, un po’ dal genere in generale, mettendo un po’ del suo. Ognuno dei sei personaggi giocabili è un animale a quattro zampe, che rispecchia ma non del tutto gli archetipi che tutti gli appassionati conoscono, sempre però in maniera ibrida e abbastanza originale.

Il controllo è a quattro tasti, A (debole), B (medio), C (forte), D (Magia), e include appunto un tasto magia con cui ogni personaggio porta un suo elemento unico in battaglia. La velocità di gioco è piuttosto elevata, le combo lunghe e spesso complesse che vedono il nemico lanciato in aria e rigettato a terra. Ground bounce, wall splat e altre meccaniche sono alla base di un sistema ricco e moderno che lascia enorme spazio all’espressione personale del giocatore.

Ad aiutare tutto questo troviamo un tutorial eccezionale, che cerca di spiegare in maniera estremamente minuziosa e tecnica le basi e le intricate piccolezze del sistema di combattimento, utilizzando moviola, test, e giochini appositamente creati per trasmettere anche ai meno avvezzi le nozioni principali che attraversano l’intero genere. Come non bastasse, tutorial specifici per ogni personaggio cercano di sviscerare il game plan di ognuno di loro e il loro personale uso del sistema magia.

Come potete già immaginare, Them’s FIghting Herds vanta una training mode deliziosamente dettagliata, e numerose combo e target challenge per approfondire la conoscenza dei personaggi e familiarizzare con le intricate stringhe per sconfiggere gli altri quadrupedi. L’approccio piuttosto freeform ha creato una comunità di giocatori che non si fossilizza su combo ottimali per ogni PG, ma anzi promuove la libera espressione personale. Per chi ha familiarità con l’IPS (infinite prevention system) di Skullgirls, sarà lieto di trovare una variante dello stesso in TFH: il juggle decay, visualizzato da una barra sotto alla vitalità del personaggio, è il sistema che limita la lunghezza delle combo senza imporre gravi limiti, facendo cadere il personaggio sempre più facilmente in proporzione al riempimento della barra.

Al momento i personaggi hanno una super estendibile a lv2 con una seconda barra piena, ma in uno stream di fine 2019 sono state annunciate delle level 3 super che verranno implementate successivamente.

I personaggi

Velvet

La cerva, è la zoner per eccellenza, utilizza i suoi poteri glaciali e la sua capacità di slittare per lo schermo per tenere a distanza i nemici e bloccarne l’offensiva. I suoi poteri magici le permettono di muovere dei potenti fiocchi di neve in diversi archi di movimento per condizionare lo spostamento degli avversari o estendere combo.

Tianhuo

Lo spaventoso ibrido cavallo-drago è il fiammeggiante rushdown per eccellenza del titolo. Unga Bunga? Tasti velocissimi con una gittata paurosa? Volo e combo che alternano velocemente terra e aria? Tian ha tutto questo e altro ancora: aggressività allo stato puro e lunghissime combo devastanti. I suoi poteri magici stanno nell’abilità di fondere i suoi attacchi col movimento aereo.

Oleander

L’unicorno, Oleander è un mix tra rushdown e zoner, con un elemento puppet sotto forma di Fred, il demone che esce dal libro durante la sua super di livello 2. I suoi attacchi soprattutto aerei sono di una gittata sorprendente, ma ha bisogno di caricare manualmente la sua magia per poter piazzare insidiose trappole per lo stage o per potenziare i suoi proiettili e il teletrasporto.

Arizona

La mucca, un curioso misto tra rushdown e grappler, vanta armor su alcune sue mosse che le permettono di farsi strada nell’offensiva nemica e accorciare immediatamente le distanze. La sua magia le permette di conferire armor alle mosse speciali, e richiede l’utilizzo del lazo per ricaricarsi.

Paprika

L’alpaca, è l’affettuoso trickster che fa un po’ di tutto, e ha la possibilità di ingannare con movimenti avventati e una command grab che permette di iniziare una combo. La sua magia le permette di lanciare degli oggetti casuali al nemico con diverse proprietà, tra cui quella di punire l’uso di un tasto!

Pom

Questo cane pastore al contrario è forse il personaggio più complesso tra tutti. Basato sul gioco di parole di pup pet master (come padrone di cagnolini domestici), è un puppet character che chiama in aiuto diversi cani con la sua barra magia che si riempie non appena questi ultimi escono di scena.

Per chi proprio non ne ha mai abbastanza

Quasi come se tutto questo non bastasse, negli anni di early access, Mane6 ha implementato nel gioco anche una corposa story mode che verrà espansa gratuitamente più avanti, le salt mines, che aggiungono un curioso elemento dungeon crawler all’esperienza, per chi vuole spezzare la tensione dopo numerosi combattimenti.

Le pixel lobby hanno preso qualcosa in prestito dall’interfaccia dei titoli ArcSys, con aree interamente esplorabili dove approcciare altri giocatori.

A proposito della componente online, Them’s Fighting Herds vanta uno tra i migliori rollback netcode attualmente disponibili sul mercato videoludico, e permette (premessa una connessione diretta via cavo) esperienze piacevoli anche tra utenti distanti e con una linea non fantastica, ottimizzando le situazioni con ping preoccupanti.

Parlando un attimo dell’elefante nella stanza, è inevitabile che qualcuno storca il naso davanti a un cast di soli sei personaggi: la critica è valida, e noi stessi speriamo nell’inserimento di nuove facce più avanti che arricchiscano con varietà la qualità del combattimento, che già è altissima ma può causare noia dovuta alla frequenza di scontri contro gli stessi PG.

A chi consigliamo Them’s Fighting Herds?

Them’s Fighting Herds è un titolo con una storia e un percorso assolutamente fuori dalla norma, L’idea che un gioco come questo sia nella lineup ufficiale di EVO2020 online ha dell’incredibile, ma è prova dell’innegabile qualità dei contenuti e di un netcode favoloso. Chi di voi abbia qualche dubbio sul fatto che il cast sia composto da animali, non si lasci ingannare dalle apparenze, TFH non ha nulla da invidiare ai competitori, e anzi vanta almeno un paio di trucchetti da insegnare.

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