Atelier Ryza Trilogy DX è l’inatteso ritorno di Ryza che riunisce i tre titoli classici (Ever Darkness & the Secret Hideout, Lost Legends & the Secret Fairy, e Alchemist of the End & the Secret Key) in una versione remaster con contenuti aggiuntivi, nuovi personaggi giocabili e miglioramenti tecnici, ora disponibile su PlayStation 5, Switch, Switch 2 e PC via Steam.
Provato su PlayStation 5
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Vi invitiamo a dare uno sguardo alle singole tre recensioni dei titoli precedenti per un approfondimento più specifico su ogni entrata, ma qui proveremo a dare uno sguardo più attento alle migliorie di questa nuova edizione DX. Se invece siete più curiosi degli ultimi capitoli contemporanei, date uno sguardo a Atelier Yumia, l’esperienza più sperimentale e incentrata sul combattimento e l’esplorazione, o l’ultimo ritorno a un approccio più tradizionale con Atelier Resleriana: The Red Alchemist & the White Guardian.
Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout DX
Nel primo capitolo veniamo a conoscenza della giovane protagonista dai grandi sogni, Reisalin Stout, mentre nuovi i primi passi nell’ignoto mondo dell’alchimia. Nell’isola di Kurken, un luogo ameno quanto straordinariamente ordinario, Ryza avverte il bisogno di qualcosa di nuovo, di una grande avventura. Così, affiancata dagli amici Lent e Tao, trova un modo per raggiungere la terraferma.
Qui incontra Empel e Lila, che la istruiscono sulle basi dell’alchimia, e insieme ristrutturano una vecchia casa abbondonata alle porte di un boschetto che diviene il suo atelier personale, dove si svolgerà il grosso dell’avventura. Il primo capitolo della trilogia è una sorta di romanzo di formazione, nel quale un gruppo di giovani ragazzi immaturi e dagli occhi grandi rincorrono il sogno di vivere una grande avventura epica che renderà quell’estate indimenticabile.
La trama originale, già carica di fascino grazie alla semplicità e genuinità del gruppo, nella versione DX riceve scenari “what if?” e incontri extra, come piccoli archi narrativi per i nuovi personaggi aggiunti, vivibili sia dentro al gioco sia dal menù del titolo. Dal punto di vista del gameplay, il sistema di sintesi resta fedele alle sue solidissime radici: Ryza raccoglie materiali, costruisce ricette e potenzia il suo atelier, con tutta la profondità dell’ingegneria alchemica che ha reso celebre il franchise.
Il combattimento rimane invariato, con azioni in tempo reale che permettono combo, uso di oggetti alchemici in battaglia e un ritmo dinamico che premia la preparazione. Sul piano tecnico, i modelli dei personaggi sono stati leggermente rivalutati, con texture più definite e luci più marcate. Gli ambienti, che spaziano da villaggi, foreste e dungeon più cupi, ricevono un trattamento visivo più moderno, conservando lo spirito colorato e luminoso che ha reso Ryza un simbolo di spensieratezza nella serie Atelier.
Al netto di quanto detto, è un piacere tornare alle origini dell’avventura nell’isola di Kurken, anche se risulta incredibile quanto quasi rudimentale sembri il sistema rispetto ai capitoli seguenti, e parliamo di un titolo del 2019. Fortunatamente, l’aggiunta di due personaggi giocabili molto amati e attesi dalla serie, come Agatha, Romy e Kilo, aiutano a svecchiare il tutto con la giusta freschezza.
Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy DX
Il secondo capitolo del viaggio di Ryza è sempre stato uno dei più se non il più apprezzato della trilogia. Ambientato tre anni dopo la conclusione del primo, vede il giocatore tornare nei panni di Reisalin, dopo il curioso ritrovamento di una sorta di uovo magico dal quale emerge una fatina. Questo spinge la ragazza a chiedere aiuto ai suoi vecchi compagni che si imbarcano di una nuova avventura all’esplorazione di antichi dungeon e alla scoperta delle leggende perdute legate alle fate.
Quanto detto per il precedente capitolo è valido anche qui, con la versione DX che espande questa esperienza con storie parallele dedicate a Empel, Lila, e altri comprimari, e include nuovi eventi che connettono il finale del primo gioco con l’inizio del secondo, arricchendo il senso di continuità. In termini di gameplay, offre più profondità nella raccolta delle risorse, una maggiore varietà di caverne e rovine da esplorare e un sistema di alchimia espanso.
Il synthetizing mantiene la sua accessibilità, ma viene bilanciato da ingredienti più rari e ricette più complesse. Il combattimento è più strategico, grazie a nuove abilità e tecniche, le battaglie risultano più varie e dense, con un buon equilibrio tra azione e tattica. Ricordiamo anche che in questo secondo capitolo è stato introdotto il tasto per la difesa, presente anche nel terzo capitolo. Nella DX, il menu è stato aggiornato, la UI semplificata e alcune animazioni di attacco rese più rapide, migliorando la giocabilità generale.
Quello che era il pacchetto più finemente equilibrato del trio è oggi offerto nella sua forma migliore. La lunghezza come la profondità del gioco sono magistralmente misurate, qui Ryza trova la sua forma più condensata e al contempo ricca e traboccante di contenuti. Oltre all’aggiunto dei due compagni Empel e Lila, il gioco propone una nuova area chiave da esplorare, nonché il supporto di Fi nel campo, che rende più facile e interattiva l’esplorazione.
Atelier Ryza 3: Alchemist of the End & the Secret Key DX
Il terzo titolo chiude con il botto il cerchio narrativo: Ryza affronta la direzione finale del suo percorso da alchimista, ormai ampiamente consacrato con le passate avventure, con la scoperta di chiavi segrete che celano grandi poteri misteriosi e l’imminente minaccia di eventi cataclismici. Questo capitolo è stato creato con la filosofia del “more is more”: il mondo è drasticamente più ampio e spazioso, l’avventura più lunga e stracolma di personaggi di ogni tipo, le quest più lunghe e numerose e un design di esplorazione dal gusto open world.
Dal punto di vista delle meccaniche, Ryza 3 DX eredità il sistema di alchimia consolidato nei capitoli precedenti, ma lo arricchisce con nuove chiavi segrete che consentono al giocatore di apportare una varietà di modifiche alla ricetta, ottenere ingredienti unici, potenziamenti importanti o magari creare ricette esclusive. Se da un lato l’esplorazione può quasi dare il mal di testa, per la sua enorme vastità, il combattimento è forse nella sua forma più rapida, responsiva e gratificante, anche grazie al nuovo sistema di chiavi, creabili assorbendole da nemici in difficoltà e consumabili anche in combattimento per improvvisi buff a breve termine.
A di là di tutte le migliorie tecniche del caso, questa edizione DX introduce nuovi eventi post-storia, personaggi giocabili come Serri Glaus e Clifford Diswell (dal secondo capitolo) e il ritorno di Kilo Shiness, e missioni aggiuntive per legare meglio la conclusione dell’arco narrativo con i fili lasciati sciolti lungo la via. Il gioco più grande e libero della saga torna quindi con una veste rifinita e raffinata, con ancora più contenuti e maggiore facilità di approccio, laddove l’edizione originale (del 2023, ricordiamo) era già più che rispettabile.
A chi lo consigliamo?: Atelier Ryza Trilogy DX non è solo una raccolta, è un’ode al lungo viaggio di Ryza nel corso degli anni. Le novità, tra nuovi personaggi, eventi supplementari e missioni extra arricchiscono con uno spessore narrativo importante. I miglioramenti tecnici riguardano interfaccia, performance, caricamenti, doppiaggio e qualità visiva, rendendo la trilogia più godibile sulle piattaforme moderne. Certamente, viene da chiedersi se davvero si sentisse il bisogno di una nuova edizioni per titoli così recenti e facilmente ritrovabili e godibili oggi, elemento che necessariamente va considerato. Detto questo, chi desidera riscoprire una nuova profondità dell’avventura alchemica che ha conquistato molti, Atelier Ryza Trilogy DX è una delle incarnazioni più solide e curate della saga. Chi ha atteso per avvicinarsi alla saga, trova qui un ottimo porto da cui iniziare a salpare. -verdeqt – ilfalasca

































