Recensione Ys X: Nordics

Ys X: Nordics, ultimo capitolo della saga di Falcom, approda su PC tramite Steam, PlayStation e Switch il prossimo 25 ottobre. La narrazione viene nuovamente spostata all’inizio delle avventure di Adol Christin, cronologicamente, infatti, Nordics si piazza subito dopo Ys I & II, mostrando un giovanissimo Adol alle prese con miti norreni nella baia di Obelia.

Provato su PlayStation 5


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Il nostro beniamino, Adol Christin, è nuovamente su una barca, perché chiaramente non impara mai dai propri errori. Chi segue la serie sa che ogni volta che Adol è su un vascello di qualche tipo, questo verrà annientato da mostri, distrutto, affondato e schiantato, lasciando il protagonista spiaggiato su una delle tante isole che popolano questo vasto mondo. Stavolta, però, con un colpo da maestro, il naufragio è bellamente evitato! L’inghippo iniziale risiede piuttosto nell’attacco alla nave da parte di un gruppo di personaggi dall’aspetto vagamente vichingo. La ciurmaglia si impadronisce del vascello e a nulla servono i tentativi di ribellione di Adol, ricondotto a più miti consigli da una misteriosa guerriera.

Si scopre così che in realtà a esser nel torto è proprio il capitano di questa nave, che con la scusa di trasportar passeggeri ha cercato di contrabbandare merci evitando di pagare dazi alle truppe di Balta, i vichinghi di poc’anzi che dominano la baia di Obelia. Pena: la morte. A questo punto, Adol e il suo fido compagno di viaggio Dogi restano bloccati, senza possibilità di proseguire oltre, nella cittadina di Carnac.

Giusto il tempo di prendere confidenza con questo ridente villaggio di mare che il nostro eroe dai capelli rossi si ritrova invischiato nell’ennesimo intrigo locale. Trovata una misteriosa conchiglia in riva al mare che gli sussurra parole all’orecchio, si ritroverà investito di un potere chiamato “mana”, che lo lega a doppio filo alla guerriera vichinga conosciuta come “la principessa”: Karja

Ammanettati dal mana, i due non possono allontanarsi l’uno dall’altra. Per scoprire il perché ciò sia avvenuto, inizieranno a viaggiare in tutta la baia di Obelia, tenendo a freno allo stesso tempo l’invasione di misteriosi mostri non morti chiamati Griegr, che stanno portando devastazione in tutte le cittadine, dalle quali successivamente spariscono in maniera subitanea tutti gli abitanti. L’evoluzione della storia, tra “twist and turns” di ogni tipo, troverà una degna conclusione, tra le migliori del franchise, subito dopo lo spettacolare Ys VIII: Lacrimosa of Dana, ancora imbattuto.

L’idea di abbandonare il party multiplo di almeno tre personaggi è in questo caso un buon cambio di passo dopo aver avuto ben quattro capitoli con questa impostazione. Ricordiamo che Ys: Memories of Celceta, Ys Seven, Ys VIII: Lacrimosa of Dana e Ys IX: Monsntrum Nox sfruttavano proprio l’uso di party estesi. In questo caso, il giocatore potrà contare solo su Adol e Karja, che si differenziano oltre che per skill anche per gli status elementali che possono infliggere. Il primo avrà a disposizione attacchi e skill di fuoco, generalmente in grado di causare status negativi come bruciatura ai nemici, invece Karja avrà l’elemento opposto, il ghiaccio. Entrambi i personaggi sono utilizzabili singolarmente, passando al volo dall’uno all’altro tramite la pressione di un tasto, come di consueto. A ciò si aggiunge però anche la nuova variante chiamata “Duo”.

Oltre a fungere da parata, quindi, la pressione costante del pulsante R2 permette di usare tutti e due i personaggi contemporaneamente, cambiando il loro skill set in attacchi devastanti in combinazione. Sebbene inizialmente possa sembrare un meccanismo un po’ complesso da digerire, diventa subito parte delle evoluzioni in combattimento, rivelandosi appagante e visivamente soddisfacente, proprio come ci si aspetterebbe da super-attacchi distruttivi.

Abbandonata la verticalità di Ys IX, che confinava il giocatore nella città prigione di Balduq, Ys X punta all’orizzontalità, passatemi il termine. Non si potranno scalare edifici o librarsi tra i cieli con poteri, ma viene introdotto il viaggio via mare utilizzando un vascello. Sarà questo il tramite con il quale vi muoverete tra le isole e viaggerete per la baia di Obelia.

A metà tra Skies of Arcadia e Assassin’s Creed IV: Black Flag, Ys X riesce a unire il senso di avventura che i vecchi JRPG proponevano con i loro open world alle battaglie navali già viste nell’episodio degli assassini di Ubisoft. Chiaramente qui è tutto più in stile “anime”, quindi sebbene la vostra nave, la Sandras, inizierà lenta e inadeguata ai combattimenti, potrà essere modificata per migliorarne le caratteristiche, sparando ogni sorta di salve magiche e non.

Molto bene la decisione di limitare le missioni di liberazione, che avevano occupato buona parte di Ys VIII e una ancora maggior fetta di Ys IX, rendendo i giochi meno scorrevoli, soprattutto il nono capitolo. Qui si tratta perlopiù di zone opzionali, ovvero isole difese dai Griegr da affrontare in due tempi. Prima una battaglia navale e poi un’incursione via terra, dove bisogna eliminare alcune ondate di nemici, ottenendo alla fine un ranking con ricompense variabili.

Le tante isole nascoste nella baia di Obelia non sono mai troppo grandi da esplorare, permettendo a Ys X di offrire varietà senza però mai stancare, lasciando al giocatore la voglia di vedere ancora un’altra isola, esplorare ancora un altro angolo di mare e trovare nuovi tesori, equipaggiamenti e misteriose “runestone”, che narrano le avventure di mitici eroi della zona.

Sebbene sia un gioco che diverte e renda giustizia alla saga, c’è anche qualche piccola critica da fare. Nei titoli passati le meccaniche di schivata e di parata erano perfettamente bilanciate, con attacchi nemici che spingevano a usare le due opzioni in maniera quasi equilibrata. In Ys X, invece, è stato spinto l’acceleratore sul meccanismo di parata, incentivando il giocatore a utilizzare questo sistema molto più sicuro senza quasi nessuna penalità.

Gli attacchi nemici che richiedono un dodge sono davvero troppo pochi e solo qualche boss li utilizza in maniera alternata per dare un minimo di filo da torcere al giocatore. Più che una svista, sembra una decisione ben precisa per semplificare l’avventura, un vero peccato perché Ys si è sempre distinto per la sua difficoltà leggermente superiore alla media. Anche a difficoltà Hard, quindi, Ys X: Nordics non sarà mai troppo complesso. Un bene? Forse per alcuni, ma i giocatori con un po’ di esperienza potrebbero restare delusi dal livello di sfida globale. Fortunatamente potrete mettere alla prova i vostri nervi con le due difficoltà più alte, Nightmare e Inferno, disponibili fin dall’inizio, questa sì che è un’ottima decisione.

Ys X: Nordics: Se avete amato alla follia Ys VIII, ancora il migliore dell’intera saga, allora troverete un ambiente familiare e piacevole in Ys X. Lo stesso non si può dire se avete apprezzato Ys IX, dal momento che le meccaniche di gameplay hanno visto un completo rimpasto che i fan di primo pelo potrebbero non gradire. Personalmente, da fan di lunga data, ritengo che Ys X sia un capitolo quasi perfetto e che potrebbe essere apprezzato, potenzialmente, anche da neofiti che non hanno mai toccato un gioco della serie. 7gatsu

8.5
von 10
2024-10-14T15:00:00+02:00

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