Prinny Presents NIS Classics Vol. 1 è la riedizione su Nintendo Switch e Steam di due classici del ricco repertorio di casa Nippon Ichi Software, Phantom Brave: The Hermuda Triangle e Soul Nomad & The World Eaters, disponibili nel nostro territorio dal 31 agosto 2021.

Provato su Nintendo Switch


tempo di gioco infinito

Siamo tornati, dood!

Con molta sorpresa tornano due titoli tra i più amati dell’era d’oro di Nippon Ichi Software. Per molti, questa software house è sinonimo di Disgaea (potete leggere qui le nostre recensioni di Disgaea 6 e Disgaea 4 Complete+), titolo tra i più prolifici e apprezzati del genere, ma proprio a cavallo dell’era Ps2 troviamo la fase più esplorativa e interessante della loro produzione.

La Pucelle, la mini-serie a tema musicale Rhapsody, Makai Kingdom e proprio Phantom Brave e Soul Nomad rientrano nell’offerta tra le più interessanti e sperimentali del genere tattico di quegli anni. Stavolta NISA, insieme ai suoi fidati Prinny, riporopone su PC e Nintendo Switch il primo volume di una serie itinerante, con la quale permette al grande pubblico di metter mano a titoli altrimenti non più facilmente accessibili. Il caso vuole che proprio quando Denjin Den non era che un infante, ci prendemmo la briga di proporre una rubrica focus proprio su Phantom Brave, spiegando proprio perché fosse una gemma del suo genere da provare almeno una volta anche oggi.

A zonzo per l’arcipelago di Ivoire

Phantom Brave, il primo dei due titoli di questa collezione, è la storia emozionante della giovane Marona, una bambina di soli 13 anni che rimane orfana di entrambi i genitori, aggrediti da violenti mostri durante una spedizione. Durante l’aggressione riescono, grazie a un incantesimo, a salvare il ragazzo che li accompagnava. Questi però non si salva del tutto, e rimane un’anima tra il mondo dei vivi e quello dei morti, un fantasma. La piccola Marona però, oltre a una grande determinazione e un carattere positivo, ha il dono di parlare con gli spiriti, e insieme al fantasma Ash continua il lavoro di Chroma, un tipo di mercenario tuttofare, allo scopo di acquistare l’isola su cui vivono.

Le cose non sono così facili, perché il suo potere è visto con paura, scherno e pregiudizio dagli altri, che la chiamano “La Posseduta“. Sarà solo durante una missione che la porta ad aiutare un’abbiente famiglia aristocratica che Marona farà la conoscenza di Castile, una bambina disabile che non solo non ha paura di lei, ma la invidia per la libertà e le qualità che secondo lei la rendono speciale.

Il gameplay è quindi un alternarsi di cutscene e dialoghi che narrano le avventure dei due protagonisti, e l’esplorazione delle numerose mappe di gioco. In Phantom Brave l’unico personaggio umano è proprio Marona, e sarà lei l’unico giocabile sempre. Tutti gli altri, fantasmi compreso Ash, avranno bisogno di essere confinati negli oggetti disseminati nella mappa.

Ogni oggetto porta con sé dei moltiplicatori fortemente diversi tra loro, e ogni fantasma eccelle in un’area e non un’altra. Senza contare che tutto, letteralmente qualsiasi cosa diventa ufficialmente un’arma: cespugli, semi, carrelli, mattoni, pini, innaffiatoi, funghi e molto altro hanno un loro moveset unico! Si possono fondere tra loro gli oggetti ed estrarne le abilità, i personaggi, esplorare dei dungeon randomizzati, creare unità da una varietà di circa 50 differenti classi e molto ancora.

Questa edizione comprende tutti gli aggiornamenti visti nell’edizione PC, compresi miglioramenti nell’interfaccia, uno scenario extra, opzioni di risoluzione. Il gioco è praticamente lo stesso, ma senza dubbio nella versione migliore e più accessibile per ora.

Purtroppo le cutscene, specie in modalità docked, mostrano un distacco un po’ troppo forte nella ricca qualità dei fondali e gli sprite giganti fortemente sgranati. Allo stesso modo, il font di gioco, per quanto personalizzabile, non convince del tutto. Come ultimo appunto, teniamo a mente che il titolo risale nel 2004, e purtroppo la localizzazione è un terribile reminder dello stato dell’industria del tempo. Nonostante una traduzione in inglese appena mediocre, l’umorismo tipico di Nippon Ichi, nelle scene e nelle descrizioni degli oggetti, sicuro strapperà più di qualche sorriso.

Tu non hai fame?

Il secondo titolo di questa collezione è Soul Nomad & The World Eaters, per la prima volta accessibile su piattaforme moderne dopo il suo iniziale debutto nel 2007. Questo è con ogni probabilità il titolo più goloso della collezione, perché per la prima volta è accessibile senza dover ricorrere a emulatori di sorta.

Soul Nomad è la storia di un gruppo di ragazzi che si trova al centro di un conflitto ben più grande di loro, in un mondo a un passo dalla fine, davanti a mostri giganti che distruggono l’intero pianeta. Il protagonista muto si trova maledetto e a condividere la propria anima con quella di Gig, un demone che era stato sigillato all’interno di una spada e che ha causato l’arrivo dei World Eater.

A differenza degli altri titoli NIS, Soul Nomad lascia il giocatore sin dalle prime battute libero di muoversi in maniera relativamente libera e di esplorare le diverse meccaniche di gioco. Il sistema, più vicino a un strategico alla Super Robot Wars che non a Disgaea, permette un senso di libertà che si trova anche nel particolare sistema narrativo.

Forse la più grande differenza rispetto agli altri prodotti NIS, è proprio il contenuto della narrazione, decisamente più cupo e violento del solito. Il giocatore viene spesso chiamato in causa per scegliere cosa fare in diversi bivi della narrazione, che possono portare a un maggiore o minore controllo di Gig sul protagonista. Le scelte numerose, i finali negativi poi, tanti e divertenti quanto svilenti, sono ben segnalati prima di fare la scelta, e permettono al giocatore di salvare e continuare diversamente.

Ora, forse anche a causa dell’incredibile violenza di alcune parti della narrazione nelle parti in cui Gig ha maggiore controllo, questo titolo non è stato ripreso per tanto tempo. Vi basti sapere che per alcune diverse sezioni sarebbero oggi necessari content warning prima della fruizione del gioco.

Quanto a gameplay, questo è forse tra i più lontani rispetto al solito TRPG del caso: il giocatore crea delle “stanze” che permettono il posizionamento di un dato numero di unità, che cambiano abilità in combattimento in base alla posizione. Di fatti ci si trova a gestire un piccolo esercito ben studiato nelle sinergie, e non singole unità. Dopo aver attaccato, la stanza nemica risponde con un proprio attacco. Il movimento sulla mappa, come l’utilizzo di abilità passive nei momenti morti in preparazione dell’assalto, sono elementi chiave per uscirne vincitori.

Nessun titolo NIS si presenta senza un gameplay infinitamente estendibile, e Soul Nomad non fa eccezione: è possibile potenziare le singole stanze attraverso l’equipaggiamento di decorazioni che apportano bonus passivi di ogni tipo e forma, e affrontare un intricato sistema di dungeon randomizzati per potenziare la stanza stessa e le decorazioni equipaggiate.

Purtroppo però è evidente che le due riedizioni non siano state trattete con lo stesso riguardo, o meglio, Phantom Brave viene riproposto dopo una serie di riedizioni che lo rendono già più appetibile ai gusti moderni, mentre Soul Nomad rimane pressoché invariato rispetto all’offerta originale. A differenza del primo, che permette anche il rapporto dello schermo selezionabile tra 4:3, 16:9 strechati e 16:9 reali, il secondo non permette di personalizzare grafica o font.

Non è poi un grande male, considerato il risultato finale comunque perfettamente godibile, ma la mancanza di attenzioni in questo senso mostra una leggera noncuranza di fronte agli standard dei remaster degli ultimi tempi, che apportano sempre visibili migliorie di ogni tipo, soprattutto quality of life, che sono forse tra le più apprezzate dal grande pubblico.

A chi consigliamo Prinny Presents NIS Classics Vol. 1?

Al netto di alcune considerazioni sulla qualità del remaster in sé, Prinny Presents NIS Classics Vol. 1 è la riproposta di due giganti del genere, in uno stato godibile e, nel caso di Soul Nomad, per la prima fruibile su piattaforme moderne e portatili. L’RPG tattico è un genere piuttosto specifico che permette grandi sperimentazioni e mutazioni, rendendo spesso un titolo piuttosto diverso dall’altro. Questi due titoli non fanno eccezioni, e portano due gusti, quanto a narrazione e gameplay, diversi e perché no, complementari. Con ogni probabilità il target è anche quello che prova un po’ di nostalgia per i classici Nippon Ichi, ma la mancanza di prodotti uguali o anche simili, permette ancora oggi, molti anni dopo, di provare due esperienza uniche e godibilissime. Il prezzo non è necessariamente dei più accoglienti a prezzo pieno, ma il potenziale di gioco pressoché infinito, misto alla qualità del gameplay, potrebbe persuadere all’acquisto immediato.

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