The Hundred Line: Last Defense Academy è l’ultima fatica dalle menti geniali che ci hanno portato le serie DanganRonpa e 999, che fonde diversi elementi e generi per portare un mix originale. Sviluppato da Too Kyo Games in collaborazione con Media.Vision e pubblicato da Aniplex e XSEED Games, è disponibile su Nintendo Switch e PC dal 24 aprile 2025.
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L’ultimo bastione di difesa
Il protagonista è Takumi Sumino, un adolescente come tanti che abita nel complesso residenziale di una Tokyo stranamente moderna e conduce una vita estremamente ordinaria. La sua vita cambia radicalmente quando creature aliene attaccano la città, portando distruzione e caos in un mondo nel quale regnava la quiete. In questa situazione disperata, la mascotte di turno, dal nome SIREI (gioco di parole con la parola giapponese “shirei” che indica il “comandante” di una squadra militare) gli offre il potere di proteggere chi ama, a patto che si pugnali nel petto con una lama particolare. Takumi accetta e, dopo uno scontro, si ritrova catapultato nella Last Defense Academy, una scuola circondata da fiamme inestinguibili. Rinchiuso insieme a quattordici altri studenti come lui, deve sopravvivere nell’istituto per 100 giorni e proteggere la scuola dagli “School Invaders” per tornare alla vita di prima. Ma sarà vero?
Chi viene dai titoli menzionati all’inizio, sarà più che familiare con lo stile e l’impronta narrativa, che torna apparentemente immutata. Il setting però è cambiato abbastanza per rinnovare la formula e portare un’esperienza del tutto nuova, fondendo i generi degli autori originali. Eh sì, la collaborazione tra Kazutaka Kodaka (DanganRonpa) e Kotaro Uchikoshi (Zero Escape) è evidente e ha dato vita a un titolo che esplora disperazione, sacrificio e speranza, altalenando per temi e tecniche.

Stavolta infatti non si tratta di un death game né di una stanza chiusa, e vediamo come. Il titolo si articola su due registri principali, una parte strettamente più narrativa e una più che decente parte TRPG, creando una miscela di quegli elementi e mezzi narrativi che hanno portato fortuna alle rispettive serie. La prima “run”, per così dire, sarà pilotata narrativamente in maniera più o meno lineare per arrivare a una naturale conclusione. Sarà lì che il gioco mostrerà al giocatore la sua vera faccia, aprendo un complesso sistema di opzioni narrative, salti temporali e realtà alternative, tipiche della serie Zero Escape.
Non è un caso se il titolo vanta circa 100 finali (e no, ovviamente non li abbiamo visti tutti, anzi, neanche un terzo), e attenzione, nella maggioranza dei casi non si tratta neanche di finali scherzo o mini death route (sì, sto guardando te, NieR: Automata). Nuove route aprono passati, presenti paralleli, paradossi temporali che approfondiscono la trama e danno informazioni per sbloccare eventi in altre ramificazioni del plot. Non abbiate paura, il gioco implementa anche una funzione di skip per le battaglie già affrontate, per chi non è particolarmente interessato.
Ibrida evoluzione
Parliamo ora di questo combattimento, la componente che definisce la natura ibrida di questo titolo. Fortunatamente siamo ben lontani dalla pochezza raggiunta da altri, come Digimon Survive. I combattimenti si svolgono su griglia, all’interno del contesto narrativo dei “100 giorni” per difendere la scuola da orde di invasori.
Le squadre di studenti fanno ricorso ai loro poteri, “Hemoanima” in inglese ma è interessante che in giapponese sia “Gakuryoku”, scritto con i kanji per “potere di sfruttare sé stesso” ma con la pronuncia di “abilità scolastiche”, chiaro rimando al setting. Ogni personaggio rappresenta all’incirca una classe, ma progredendo si sbloccheranno “classi” e varianti che renderanno l’esperienza ben più elastica e personalizzabile.

Oltre alle meccaniche di base che potete immaginare, il fattore più emblematico è quello di poter sacrificare un membro della squadra per ottenere un effetto devastante o un altro grosso vantaggio in battaglia, poiché i personaggi tornano in vita dopo la lotta, non metaforicamente ma letteralmente, per motivi di trama, in un modo non troppo lontano da quanto visto in Zanki Zero.
Non sottovalutate il sistema di combattimento: la varietà di poteri e opzioni è piuttosto marcata: se alcuni studenti sono portati al supporto, altri eccellono in difesa o all’attacco a distanza, altri ancora possono mutare le regole della griglia, creando aree di controllo, spostando nemici o modificando la turnazione.
Le sezioni di “Free Time”, nelle quali non è richiesto un avanzamento di trama né una lotta scriptata, il giocatore è libero di immergersi in una serie di azioni, ohibò, libere. Queste possono comprendere mock battle per potenziarsi, approfondire i rapporti con i personaggi, magari dando loro dei doni. Questo, immancabilmente, comporterà un ampliamento delle loro opzioni e potenzialmente delle loro abilità in battaglia, nonché un approfondimento narrativo. Questo non è da sottovalutare, poiché, a differenza della serie Dangan Ronpa, il cast non vive il terrore di morire da un momento all’altro, dando di risposta al giocatore il tempo e lo spazio mentale per affezionarsi e legarsi al ricco cast. Un plauso speciale va fatto a un ulteriore sistema di progresso, attraverso il quale combattere comporta lo sblocco di conversazioni, scene, dialoghi e altro, fondendo in maniera più fluida e naturale i generi.
A chi lo consigliamo?
The Hundred Line – Last Defense Academy: The Hundred Line riesce a bilanciare il peso strategico con l’urgenza emotiva, spinge il giocatore a pensare con il cuore tanto quanto con la testa. È un gioco che ti chiede di difendere, ma che non ti lascia mai indifferente rispetto a ciò che stai proteggendo. Il curioso mix di generi è splendidamente riuscito, e la vastità di opzioni e finali garantisce una giocabilità estremamente alta. Un completista avrà bisogno di almeno 120 ore per vedere tutto ciò che questo titolo può offrire. A mani basse il progetto più ambizioso di questi autori già noti e affermati. Se apprezzate il loro stile, visibilmente un po' sopra le righe, non avete alcun bisogno di titubare. – ilfalasca





