I roguelite, ovvero piccoli esserini che pian piano hanno conquistato una buona fetta di mercato nel settore del gaming. Gameplay accattivante, grafica spesso (ma non sempre) deliziosamente pixellosa e longevità aumentata dal permadeath. Una formula che in molti hanno sfruttato per creare giochi altamente frenetici, dove per arrivare ai titoli di coda è necessario bruciare almeno un paio di neuroni.

Upstream Arcade, software house creatrice di West of Dead ha dato un’impronta leggermente più tattica al suo roguelite, implementando un sistema di cover tipico degli shooter in terza persona. La versione beta non ci aveva troppo convinto, il gioco sembrava non sapere quale direzione prendere tra il voler puntare sulla strategia e il caos delle sparatorie, il tutto condito da una grafica e una telecamera alquanto confusionarie.

Bene, nel giro di qualche mese gli sviluppatori si sono messi a lavoro e hanno fatto un po’ di ordine, rendendo West of Dead un roguelite davvero unico nel suo genere, con un ottimo equilibrio tra tattica e riflessi, capace di coinvolgere e appassionare. Disponibile attualmente su PC, Xbox One e Nintendo Switch.

Provato su PC

+ Tattico– Ancora qualche bug
+ Comandi responsivi– Poca varietà delle armi e abilità
+ Immediato e soddisfacente 

Cowboys from Hell

Sebbene abbia tutte le carte in regola per essere l’ambientazione perfetta per un videogame, il vecchio West è raramente protagonista del nostro caro media. Recentemente però la Rockstar con il suo Red Dead Redemption 2 è entrata nel saloon sbattendo le porte, ha scatarrato nella sputacchiera e sparato a qualche povero ubriacone, smuovendo gli animi di tutti gli altri avventori. E questo ha portato a un riavvicinamento al genere, basti vedere il successo che stanno ottenendo Desperados 3 e il nostro qui presente West of Dead.

E così i fan della Colt, degli speroni e dei pulciosi poncho possono rispolverare la fondina e far fumare le canne dei Lancaster in questo roguelite dove controlleremo il lontano cugino di Johnny Blaze nel tentativo (o più tentativi) di farlo uscire dal purgatorio dei pistoleri.

Il nostro simpatico amico dal teschio infuocato di nome Mason, dovrà farsi strada tra stanze infestate di bestie e non morti di ogni tipo, acquisendo armi sempre più potenti e ovviamente morendo per poi ricominciare tutto da capo. La dura legge dei roguelite viene applicata con rigore, ma l’esperienza di gioco più ragionata rende le varie run decisamente piacevoli. Piuttosto che entrare in una stanza e sparare come pazzi muovendosi ovunque, in West of Dead occorre saper sfruttare le cover, conoscere la gittata delle armi e lo scenario che ci circonda.

Con il tasto della schivata potremmo passare da una copertura all’altra o scavalcarle, inoltre, se premuto con il giusto tempismo sarà possibile evitare i proiettili dei nemici. Questi si presentano in modi variegati: non morti col fucile dal quale bisogna difendersi usando le coperture, nemici con la dinamite, bestie che ci assalgono corpo e corpo, per poi passare a opulenti energumeni armati di mannaia.

La cadenza di fuoco e il movimento dei nemici rispetta il ritmo del gioco che in qualche modo premia la pazienza più che i riflessi. Le nostre armi infatti si ricaricheranno a tempo, quindi una volta esaurito il caricatore, dovremo cercare di temporeggiare dietro una copertura o schivare per poter passare al contrattacco. Questa alternanza tra ritmo offensivo e difensivo è davvero gradevole, inoltre ci porta a dover conoscere sia i nemici, sia le armi che abbiamo deciso di raccogliere per la strada. Alle armi si aggiungono degli oggetti come dinamite, tomahawk e coltelli indispensabili per avere la meglio nelle situazioni spinose.

Alcune stanze saranno più buie delle altre e celeranno nemici nell’oscurità. Per poterli scoprire sarà necessario accendere delle lampade, in grado inoltre di stordirli per un breve periodo di tempo. Una meccanica a mio parere un tantino superflua che ogni tanto spezza il ritmo delle sparatorie, ma che almeno nella versione completa di West of Dead non è onnipresente come nella beta. Le stanze infatti non saranno tutte buie e sono ben alternate con quelle illuminate, occultando giusto qualche nemico negli angoli bui. 

All Guns Blazing

Trattandosi di un roguelite, West of Dead prevede potenziamenti temporanei e altri permanenti. I primi si troveranno in delle particolari stanze dei livelli e ci permetteranno di scegliere se aumentare il danno delle armi, il cooldown delle abilità o alzare la vitalità. Una volta morti, questi potenziamenti andranno persi e torneremo ad essere dei poveri fessi.

Se riusciamo a sopravvivere, tra un livello e l’altro potremmo comprare oggetti permanenti da una orrida stregaccia mal colorata. Da questa sorta di incubo cromatico sarà anche possibile sbloccare nuove armi che in seguito troveremo nei vari scenari. Potenziamenti e armi sbloccati diventeranno poi disponibili nel classico negozio che potremmo trovare esplorando i livelli. 

West of Dead risulta abbastanza immediato, ricordando un po’ Dead Cells, quindi non dovrete ammattire dietro dettagliate statistiche del personaggio, piuttosto sarà importante equilibrare vitalità e danno, oltre a gestire la preziosissima pozione curativa.

Sulle armi e le abilità si poteva osare un po’ di più in termini di varietà, ma l’ambientazione Western non concede troppo spazio alla fantasia. Insomma, scordatevi bazooka, cannoni laser e lanciagranate, ma preparatevi a flintlock di ghiaccio, lancaster in grado di far sanguinare i nemici e colt dal colpo critico facile. Tutte armi più ‘tattiche’ che ‘distruttive’, in generale in tono con il flow del gioco. La precisione dell’arsenale è stata modificata in favore del giocatore, in quanto nella versione beta spesso i proiettili se ne andavano un po’ a farfalle.

Mezzomorto di fuoco

L’aspetto grafico in cell shading risulta abbastanza fluido e piacevole, sebbene in alcuni frangenti può sembrare troppo stilizzato. West of Dead non sarà certo ricordato per le animazioni (davvero basilari) e il design generale, ma il lavoro svolto da Upstream Arcade rende bene l’idea di trovarsi in un luogo claustrofobico e poco accogliente.

Il sonoro delle armi è abbastanza fedele a quello dei migliori film del genere, dove si sprecano pistolettate secche e armi arrugginite. Peccato che non tutte le linee di dialogo siano doppiate, a parte quelle di Mason curate da un Ron Perlman sotto effetto di cannabinoidi. La telecamera dall’alto ha ricevuto un notevole upgrade rispetto alla beta, adesso segue il personaggio lasciando però spazio anche al resto della stanza, in modo da fornire una visuale chiara sui nemici presenti.

Ogni tanto si incontra ancora qualche problemino, con inquadrature non sempre centrate, anche se fortunatamente capita abbastanza di rado. Un po’ più seccanti alcuni bug, ad esempio uno che non attiva alcuni nemici che se ne staranno impalati a prendersi tanti proiettili nel sedere. Niente di irrisolvibile con una bella patchona riparatoria.

Il gioco presenta anche una storia narrata attraverso brevi cutscene e di incontri con i boss, alcuni dei quali si trasformano in veri e propri duelli tra cambi di cover e scambi di colpi. La mia personale sensazione è che West of Dead avrebbe potuto benissimo avere una struttura lineare, senza dover necessariamente diventare un roguelite. Sarebbe bastato lavorare un po’ di più sulla varietà di livelli e nemici, ma capisco che la scelta di sviluppare un roguelite venga spesso presa per aumentare la longevità del titolo. In questo caso però, il gioco sarebbe stato più memorabile se non si fosse adagiato sulle comode piume di questo amato\odiato trend. 

A chi consigliamo West of Dead?

Amanti dei roguelite fatevi avanti e preparatevi ad una sfida diversa rispetto a quelle alle quali siete abituati. Se vi piacciono i western potete aggiungerci quel filo di gusto in più, ma non aspettatevi un’ambientazione sfruttata a pieno, quanto più un bel contorno.
Oserei consigliare il titolo anche a chi apprezza solo in parte i roguelite, trovandoli troppo frenetici, dal momento che West of Dead può risultare molto più riflessivo e tattico, inoltre, le statistiche semplificate rendono più facile star dietro al progresso del personaggio e delle armi.
Detto questo, non mi resta che fare i miei complimenti agli sviluppatori per aver limato i piccoli difetti del gioco ed aver dato una forma concreta al loro West of Dead.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.