Wonder Boy Collection, di ININ Games, è la summa del franchise, per i collezionisti alla ricerca di un pacchetto completo che includa tutti i titoli classici della serie (o quasi tutti, come vedremo più avanti). Questa è disponibile dal 3 giugno per PlayStation 4 e Nintendo Switch, in formato digitale e fisico (da collezione).

Provato su Nintendo Switch

PS4switch
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Una collezione travagliata

Wonder Boy non è esattamente una delle saghe più famose, né una delle più lineari! Tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90 sono apparse una moltitudine di versioni di ognuno dei giochi (per Arcade, Sega Master System, Game Gear, Mega Drive e così via), complicando di volta in volta il retaggio, con cambi radicali anche nel gameplay stesso.

Questa Wonder Boy Collection vuole essere un punto fermo per gli amanti del franchise ma non riesce pienamente nel suo intento poiché già nelle premesse è fallace. Di cosa sto parlando di preciso? È presto detto: la versione digitale non presenta gli stessi contenuti di quella fisica e ancor meno di quella da collezione!

Acquistando il gioco tramite eShop o PlayStation Store i giocatori si ritroveranno con un pacchetto a prima vista tutt’altro che esiguo, parliamo infatti di ben quattro giochi: Wonder Boy (1986), Wonder Boy in Monster Land (1987), Wonder Boy in Monster World (1991) e Monster World IV (1994). Niente male, no? In realtà la versione fisica include sei giochi, con l’aggiunta di Wonder Boy III: Monster Lair (1988) e Wonder Boy: The Dragon’s Trap (1989). Non finisce qui, poiché la versione da collezione, riservata solo ai fan più sfegatati, ha ben 21 giochi: in pratica i sei della versione fisica suddivisi poi nelle diverse varianti arcade e console.

Possiamo capire che la Collector’s Edition debba essere più appetibile, ma il senso di eliminare ben due giochi dalla versione digitale ci sfugge completamente, lasciando l’impressione di essere davanti a una bieca operazione commerciale che non ha a cuore l’interesse dei fan.

Ragazz* delle meraviglie

I port sono eseguiti da Ratalaika, software house che ha già lavorato alla pubblicazione di altri classici (Gynoug e Gleylancer, per citarne due) e ciò è immediatamente visibile non solo dalla qualità del lavoro ma anche dall’approccio dei menu, con un’ampia selezione di settaggi per modificare a piacimento la presenza di scanlines, ratio o anche la curvatura dello schermo, se proprio amate quel feel da vecchio CRT recuperato dalla pattumiera dei ricordi.

Manca, onestamente, una galleria più corposa che presenti maggiori artwork e reperti dell’epoca, le immagini sono solo una manciata per titolo, sicuramente una piacevole aggiunta ma che lascia un po’ perplessi per quantità.

Al netto di queste considerazioni, ciò che importa di più è la capacità dei titoli di divertire e, a tal proposito, è lecito chiedersi: riescono i giochi della serie a essere ancora appetibili oggi? In realtà molto dipende dal trascorso dei singoli con questo franchise. Chi ha avuto modo di provarli in sala giochi (per me è stato il primo Wonder Boy) potrà sorridere nel rivederli a schermo dopo così tanto tempo (su una console portatile come Switch poi, è quasi un match perfetto).

Qualora non li abbiate mai giocati in precedenza, invece, i sentimenti potrebbero essere contrastanti. Il primo Wonder Boy regge ancora molto bene ed è quasi più divertente da giocare dei suoi successori grazie a un approccio molto veloce e difficile al punto giusto (inesistente il grado di difficoltà qualora decidiate di sfruttare la sempre apprezzata funzione Rewind o Save State). La serie “Monster” invece, iniziata con WB in Monster Land del 1987, oltre ad abbandonare il gameplay precedente in favore di uno stile simil-RPG, è anche più lenta e ragionata.

Il migliore dei “Monster” presente nella Collection è indubbiamente Monster World IV (di cui abbiamo recensito anche il più recente remake in 2.5D, Asha in Monster World), che si distanzia dai precedenti cambiando non solo protagonista e scegliendo per questa edizione la giovane Asha, ma dando anche un setting meno fantasy e più legato alle “mille e una notte”. Resta, ancora oggi, una delle espressioni migliori dell’intera saga e possiamo almeno lodarne l’inclusione in tutte le versioni della collezione.

A chi consigliamo Wonder Boy Collection?

La cosa che fa infuriare di più è che anche in formato digitale, questa avrebbe potuto essere una collezione definitiva di Wonder Boy, con tutti i titoli in un solo pacchetto, invece questo privilegio è destinato solo ed esclusivamente a chi spende di più per accaparrarsi le versioni fisiche (che, come se non bastasse, sono incredibilmente limitate). Il prezzo è leggermente superiore a quanto ci si aspetterebbe e quindi l’acquisto è consigliato esclusivamente a chi conosce bene il franchise e vuole avere i propri titoli preferiti a portata di mano su Switch o PlayStation.

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