Hurt me plenty: la recensione di Prodeus

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La recensione della versione 1.0 di Prodeus di Bounding Box Software non può aggiungere molto di più a quanto già scritto dal nostro Marco nell’anteprima dell’Early Access. Per questo mi limiterò ad analizzare pro e contro di questo shooter che può tranquillamente salire sul podio dei migliori FPS ignoranti.

Prima di iniziare, ricordo che Prodeus è disponibile dal 23 settembre su Steam, Nintendo Switch, Playstation 4, Xbox One, Playstation 5 e Xbox Series X/S.

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L’ora dell’ultraviolenza

Il titolo di Boundlebox Software è una bomba di level design, gunplay ed estrema violenza, tutto ciò che un boomer shooter deve essere. Ispirato chiaramente al reboot di Doom, Prodeus si pone la domanda: come sarebbe un boomer shooter moderno, con una grafica uscita dalla metà degli anni ’90? La risposta è: una colata di metallo incandescente. Gameplay fluidissimo, armi responsive di una potenza devastante e una colonna sonora da sciogliere i bulbi oculari. Lo stile grafico è riuscitissimo, così come l’ambientazione e i nemici che, seppur derivativi, convincono nella loro veste retrò anni ’90.

La bellezza dei livelli di Prodeus sta anche nell’inventiva: non sono limitati a mappe dove cercare chiavi per aprire le porte, ma spesso ruotano intorno ad un concept preciso e un’atmosfera azzeccatissima. Ad esempio, in una mappa dovremo devastare i nemici, stando però attenti al fuoco di due irraggiungibili cecchini armati di Railgun, sfruttando le coperture e cercando di muoverci il più velocemente possibile. In un altro scenario, dovremo cercare di far avanzare un trasporto mobile, mentre in altri sarà necessario viaggiare tra le dimensioni. I livelli sono disegnati così bene che si riesce a trovare il percorso giusto e anche alcuni segreti, senza dover minimamente ricorrere alla automap.

Bisogna solo inchinarsi di fronte al design di ogni singolo livello della campagna, dove non ci sono tempi morti e tutto è incastrato alla perfezione. E parlando della campagna principale, questa verrà presentata sotto forma di una mappa, dove potremo selezionare i livelli progressivamente, oppure sbloccarne alcuni opzionali. Tra i livelli opzionali, troviamo anche delle sfide a tempo per diverse armi, nelle quali sarà necessario colpire dei bersagli correndo per il livello, cercando di completarlo entro un certo limite di tempo per ottenere un prezioso minerale d’oro. Inutile dire che anche questi livelli sono realizzati a regola d’arte, senza lasciare nulla al caso.

Ora, a cosa serve il minerale? Fondamentalmente a comprare nuove armi e abilità dal livello-negozio, cosa che stimola il giocatore a rigiocare gli scenari per trovare tutti i minerali e poter accedere così ad armi potentissime (alcune indispensabili per poter avere la meglio nelle ultime fasi della campagna) e a diverse abilità come l’utilissimo doppio salto.

Knee deep into dead

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Prodeus fa benissimo ciò che deve fare: sa di essere uno shooter vecchia scuola, dove le armi devono ispirare potenza e dove i nemici devono morire malamente, imbrattando le pareti di sangue. Lo shotgun è uno shotgun con i controcazzi, la minigun è una mietitrice spietata e il fucile al plasma una goduria totale. Diamine, persino i PUGNI in Prodeus sono devastanti e adrenalinici da usare. La selezione di armi è abbastanza buona, nulla che vada fuori dagli schemi classici, ma comunque ognuna assolutamente bella da usare e con un fuoco secondario utile per ogni occasione.

In Prodeus tra l’altro, si può fare affidamento solo sulle armi e sulle proprie skill, perché nei livelli non troveremo alcun potenziamento come Quad Damage, invisibilità e affini. Dimenticate anche i drop dai nemici, qui siamo nell’old school pura, dove vitalità, munizioni e armatura sono posizionate in punti fissi della mappa.

I nemici di Prodeus non sono tantissimi, ma saggiamente divisi in categorie precise e sistemati in modo intelligente nello scenario. Zombie, zombie con fucile, zombie con minigun, demone che tira palle di fuoco e demone volante, insomma sono tutte cose già viste nel glorioso capolavoro immortale di ID Software. Personalmente, avrei gradito la presenza di qualche Boss, anche se sono stato così preso dalla qualità dei livelli della Campagna e dall’ultraviolenza, da averci fatto caso solo una volta arrivato alla fine.

E a tal proposito, Prodeus inoltre ha una meccanica di smembramento degli arti dei nemici, che permette ai cattivoni di andarsene in giro per lo scenario senza un braccio. Non influisce particolarmente sul gameplay, ma è comunque un’aggiunta grafica piacevole che rende i combattimenti ancora più brutali.

Controdeus

Ora, come tutti i titoli, anche Prodeus presenta qualche difetto, o più correttamente, qualche incertezza. Prima di tutto, la difficoltà del gioco è decisamente troppo bassa. Per un giocatore navigato nei boomer shooter, Very Hard corrisponde alla difficoltà Normale e Ultra Hard a Difficile, non capisco quindi perché mettere 7 livelli di difficoltà diversi.

Solo con Ultra Hard i nemici si fanno davvero coriacei e brutali, quindi forse le cose vanno un tantino ricalibrate. Personalmente, ho iniziato a prendere calci nel culo solo negli ultimi livelli della campagna, quindi alzerei un tantino l’asticella, specialmente con i livelli di difficoltà più alti.  

A facilitare la vita al giocatore, ci pensa il sistema dei Nexus Points, ovvero i checkpoint sparsi nei vari livelli. In Prodeus infatti non sarà possibile salvare all’interno del livello, per questo quando si muore, si viene rispediti all’ultimo Nexus Point attivato. Niente di grave, se non fosse che i mostri non vengono respawnati, una scelta decisamente dubbia che forse aiuta davvero troppo il giocatore.

Certo, c’è un counter delle vite a fine livello e ovviamente la vera sfida è completare le mappe senza mai morire. Capisco l’intenzione di sostituire i salvataggi manuali con dei checkpoint immediati, ma non sarebbe male nerfarne l’uso, magari mettendo delle vite come Doom Eternal o semplicemente, facendo respawnare i nemici.

Infine, in Prodeus manca un po’ di narrativa. In un boomer shooter la trama è utile quanto un coltello alla fiera della zuppa, ma non sarebbe malvagio aggiungere un “collante” tra i vari livelli che comunque si susseguono con un ordine “logico”. Effettivamente, anche avere qualche informazione in più sul perché si sta andando in giro per dei livelli a sfondare crani, non sarebbe malvagio.

Per concludere, segnalo la presenza del multiplayer online e dell’editor dei livelli che consente ai più capaci di sbizzarrirsi nella creazione di nuove mappe, per poi condividerle direttamente sul workshop del gioco. Ovviamente ci sono già cose assurde, tipo il castello di Super Mario 64 e altre robe che con l’atmosfera del gioco non c’entrano nulla, ma fa sempre piacere vedere il potere della creatività. Non posso giudicare la qualità del level editor, perché personalmente faccio fatica perfino a disegnare un cerchio col compasso.

A chi consigliamo Prodeus?

Vi piacciono gli FPS vecchia scuola? Comprate Prodeus. Non c’è altro da dire, il titolo di Bounding Box Software è una gioia per tutti gli amanti del genere, un perfetto connubio tra stile grafico e gameplay. Ovviamente se i boomer shooter vi fanno venire l’orticaria, Prodeus non sarà il titolo che vi farà cambiare idea, perché non ha assolutamente nulla di innovativo. Per certi versi si rivela molto accessibile, ma comunque resta ancorato al genere con tutte le sue forze.  

Fame di altri boomer shooter di stampo moderno? Allora date un’occhiata alla nostra anteprima di Turbo Overkill, un gioco dall’ambientazione Cyberpunk dove il protagonista ha una motosega al posto della gamba. Ricordo inoltre, che tra le nostre ultime recensioni trovate anche il JRPG Jack Move, l’ARPG Nobody Saves The World e lo shoot’em up Radiant Silvergun.

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