La morte è inevitabile, è parte stessa del percorso vitale. Tu essere umano sai che morirai, che il tuo tempo su questa Terra è limitato. E se potessi sapere anche quando morirai, addirittura con un comodo conto alla rovescia nel cielo? Avere una data di scadenza precisa ti aiuterebbe a goderti al meglio gli anni che ti rimangono? Smetteresti di fumare per passarli più in salute, oppure fumeresti ancora di più perché tanto chi se ne frega che prima o poi si schiatta lo stesso?
Clair Obscur: Expedition 33, il primo gioco sviluppato dalla software house francese Sandfall Interactive, parte con questa premessa e ne esplora le conseguenze, ma lo farà con abbastanza cura e tatto a differenza delle nostre battute?
Dalla sua uscita lo scorso 24 Aprile, Expedition 33 ha raggiunto livelli di fama mondiale ed è stato osannato come gioco migliore della generazione e in generale come un gioco perfetto, ma cos’è realmente un gioco perfetto e, soprattutto, merita davvero questi elogi? Vi invitiamo a leggere la nostra recensione per sapere la risposta a tutte queste domande, senza entrare troppo nel dettaglio sulla seconda parte del gioco per evitare di rovinarvi le sorprese principali. Noi siamo partiti in spedizione con qualche prima impressione un po’ traballante e un po’ di sano scetticismo, perché a non fidarsi dell’opinione degli sconosciuti si fa sempre bene – soprattutto su internet. Spoiler: alla fine anche noi siamo rimasti incantati da questo incredibile RPG fantasy.
Provato su PlayStation 5 Pro
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Stavolta Thanos è innocente!
Un bel giorno una parte di Lumière, la città ispirata a Parigi dove inizia la storia del gioco, viene scaraventata nell’oceano e compare nel cielo un enorme monolite, su cui brilla il numero 100. Morte e distruzione a parte…figo! Fa niente che la Torre Eiffel si sia sciolta nel frattempo, da oggi Parigi è un’isola e ha un nuovo monumento principale.
Il monolite non è solo estetica ma è altresì utile, fa pure da calendario! Ogni anno il numero cambia magicamente scendendo di uno e i cittadini di Lumière decidono di festeggiare l’evento…finché non si rendono conto con qualche decennio di ritardo che, al cambiare del numero, tutte le persone più vecchie di quell’età vengono polverizzate.
La terribile ricorrenza viene chiamata “Gommage“, traducibile crudamente in italiano come “cancellazione”, e non è dissimile da ciò che accade per mano di Thanos negli ultimi film degli Avengers. Improvvisamente la festa diventa una commovente cerimonia di addio per salutare un’ultima volta i propri cari e, finalmente, hanno inizio le spedizioni verso il “continente” come quella che dà il titolo al gioco, con lo scopo di cercare eventuali superstiti e trovare una soluzione al problema mortale.
La spedizione 33 che controlleremo è composta, come tutte le precedenti, quasi esclusivamente da persone con un solo anno di vita rimasto. I protagonisti e personaggi giocabili sono l’ingegnere Gustave e quella che praticamente è sua figlia adottiva Maelle, ad accompagnarli lungo tutta l’avventura ci sono anche la ricercatrice Lune e l’insegnante Sciel.

Partendo da un’introduzione così tragica, Clair Obscur esplora molti temi complessi e toccanti come la famiglia, la perdita e il suicidio, ma lo fa sempre in maniera attenta e con tatto, sia verso i giocatori che verso i suoi stessi personaggi. Abbiamo particolarmente apprezzato la capacità che il gioco ha di alternare i momenti carichi di pathos, come durante le cutscene della campagna principale, a momenti più leggeri e spensierati senza che l’insieme sembri mai una parodia di sé stesso.
Il gioco è anzi pieno di contenuti divertenti e scanzonati, tra cui dei personaggi fantastici chiamati Gestral e qualche minigioco tra cui una versione magica del beach volley, ricordandoci in queste sue caratteristiche la saga dei Final Fantasy con le sue mascotte, i Chocobo e i Moogle, e le relative attività secondarie.
In generale Expedition 33 cura perfettamente la presentazione della sua trama, che è narrata senza tempi morti e che ci ha tenuti con gli occhi incollati allo schermo dall’inizio alla fine. Ci teniamo particolarmente a lodare le cutscene in tempo reale, dirette con attenzione e accompagnate da un doppiaggio inglese di alta qualità, per cui sono stati incaricati attori blasonati.
Tra di essi evidenziamo Charlie Cox (Daredevil nel MCU), Jennifer English (Shadowheart in Baldur’s Gate 3), Ben Starr (Clive in Final Fantasy XVI) e Andy Serkis (Gollum nel Signore degli Anelli, tra le altre cose), che non sono stati relegati a comparse ma ai protagonisti principali della storia. Il risultato è un’esperienza sempre emozionante e coinvolgente che ci ha trascinato come dei bambini sulle montagne russe lungo la sua durata di circa 45 ore, abbastanza per completare la storia e le principali missioni secondarie.
Final Fanta…sekiro?
Expedition 33 ha una trama così intrigante che avrebbe senso anche come serie TV – infatti pare che stiano lavorando per crearne una – ma non va giocato solo per quella, il gameplay è di qualità altrettanto alta. In poche parole: è stupefacente e vorremmo iniettarcelo nelle vene.
Sul proprio sito gli sviluppatori indicano tra i loro giochi preferiti i Persona, i Final Fantasy e i diversi Souls di From Software e queste ispirazioni sono molto visibili all’interno del gioco.
Expedition 33 eredita caratteristiche da tutti i GDR “capolavoro” come quelli indicati e crea il suo mix unico, unendo meccaniche in tempo reale a quelle definite in turni, con infine la possibilità di sparare ai nemici mirando come in uno sparatutto durante il proprio turno.
La parte ruolistica è profonda e dettagliata, oltre alle solite scelte di armi e skill è possibile indossare fino a tre accessori chiamati Picto in singola copia, che offrono dei sostanziali potenziamenti alle statistiche dei personaggi insieme ad un potere passivo. Dopo aver vinto quattro battaglie con un Picto indossato si sbloccherà il relativo Lumina, ossia la sola skill passiva da equipaggiare liberamente anche sugli altri personaggi, i quali possono essere infine scelti per il proprio team principale o per il team di scorta che verrà chiamato in caso di morte del primo.

La quantità di strategie possibile con le combinazioni a disposizione è enorme e permette di personalizzare profondamente la propria partita, come nei migliori RPG. Per aumentare l’efficacia delle skill nelle fasi di attacco avremo a disposizione dei QTE, espliciti e semplici, nelle fasi difensive invece è necessario fare attenzione agli indizi visivi e sonori delle mosse avversarie per poterle schivare o parare.
Questo sistema ci ricorda GDR a turni come Sea of Stars e Mario & Luigi SuperStar Saga, che permettono di cliccare a tempo per potenziare offesa e difesa, ma con la complessità dei parry di Sekiro o dei Souls ereditando il loro sistema rischio/ricompensa: la schivata offre più frame di invincibilità ma la parata permette di effettuare contrattacchi devastanti.
Un’esperienza fluidissima e senza interruzioni
Se avete provato i giochi di From Software e ne siete usciti tristemente sconfitti però non preoccupatevi, poiché Expedition 33 offre una selezione della difficoltà a tre scelte. Noi abbiamo giocato l’inizio del gioco a difficoltà Normale, chiamata Spedizione, per prendere la mano con il gameplay e poi l’abbiamo alzata ad Esperto per la maggior parte dell’esperienza e ci riteniamo soddisfatti.
Le finestre a disposizione per parate e schivate rimangono le stesse, semplificandosi solo nella difficoltà Facile/Storia, ma cambiano i danni ricevuti dai nemici. In tutte le modalità il gioco risulta ben bilanciato e consigliamo senza problemi quella più difficile per tutti coloro che hanno già giocato molti giochi d’azione, in quanto parare correttamente diventa fondamentale per sopravvivere alle minacce del continente.
Il modo migliore in cui Expedition 33 evita la frustrazione dei giocatori è la quasi totale assenza di farming e grinding per poter diventare efficaci, l’intero gioco può essere facilmente completato senza mai spendere punti level up poiché le statistiche sono offerte dai Picto, ottenuti battendo i nemici incontrati durante la spedizione e con un pizzico di esplorazione.
Questa cosa, unita al fatto che è possibile giocare senza interruzioni le missioni del gioco che proseguono la storia, rende l’esperienza sempre fluida e mai noiosa…diversamente da altri giochi dove sembra di star vedendo un video di 10 ore su YouTube, con pubblicità ogni due minuti. E’ un’alternanza continua di cutscene curate e danze di spade.
30 sviluppatori con questo graficone?
Uno dei discorsi più tossici che hanno circondato Expedition 33 riguarda la dimensione del team di sviluppo di circa trenta persone: in molti hanno approfittato di questa informazione per attaccare le grandi produzioni come quelle di Ubisoft e Rockstar perché si odiano sempre i grandi e si fa il tifo per i piccoli, ma non poteva che essere una stupidaggine.
A lavorare su Expedition 33 sono state centinaia di persone, semplicemente tramite aziende esterne o a contratto e non con il caro amato posto fisso. Ci chiediamo chi possa mai credere che 30 persone da sole siano capaci di creare un gioco così grosso e bello, forse gli stessi che credono che Kojima da solo abbia fatto tutti i Metal Gear Solid e Death Stranding.
E grosso e bello Clair Obscur lo è, sfoggiando fin da subito ambientazioni curatissime e personaggi dettagliati. Lontani sono i tempi in cui i giochi iniziavano in delle prigioni tristi e sporche e i primi livelli erano delle caverne vuote o delle fogne.
Expedition 33 mostra subito i suoi muscoli tecnologici, usando le più recenti e avanzate tecnologie di Unreal Engine come MetaHuman per i modelli dei personaggi, animati tramite un credibile motion capture, Nanite per dire finalmente addio al pop-in geometrico e Lumen per un’illuminazione credibile tramite ray tracing.

Le performance su console sono ottime, con le solite modalità a 30 e 60 fps. Consigliamo vivamente di scegliere la fluidità migliorata per la maggiore reattività dei controlli, dato che il combattimento ha componenti in tempo reale. In tutti i casi la fantastica direzione artistica rende il gioco sempre bellissimo da vedere, in scenari indimenticabili e folli che spaziano da foreste incantate a fosse oceaniche dove magicamente non è un problema respirare sott’acqua: preparate il tasto screenshot perché lo userete molto.
Anche la soundtrack del gioco è di altissima qualità, con pezzi orchestrati e dinamici, alcuni dei quali cantati in francese antico. Expedition 33 utilizza un sistema di mashup dei brani tramite playlist che ricorda quello di Nier Automata, cambiando in base a ciò che accade sullo schermo. Il risultato è sempre preciso e mai una distrazione mentre si gioca, facendo anzi da amplificatore per i momenti più concitati.
I difetti del gioco perfetto
Grafica da incanto, storia da lacrime, musica da sogno e azione adrenalinica, non un minuto di noia. Expedition 33 è davvero un gioco perfetto? Che cos’è innanzitutto un gioco perfetto?
Per qualcuno potrebbe essere un gioco in cui non cambieresti nulla per renderlo migliore, altri si accontenterebbero di avere un’esperienza senza bug. Se Expedition 33 non è perfetto, sotto ogni aspetto gli manca davvero poco.
Nell’introduzione abbiamo citato delle prime impressioni traballanti, ci riferivamo ad alcune debolezze tecniche che si mostrano nei primi minuti di gioco, come il basso bitrate dei video prerenderizzati – pochi in numero e relegati solo all’introduzione e al finale – e alla scena introduttiva in cui Maelle guida Gustave tra i tetti di Lumiere con un’animazione poco convincente: una traslazione scivolosa della ragazza in giro per il livello, utilizzata esclusivamente all’inizio dell’avventura poiché poi potremo prendere il controllo della spadaccina.
Anche i bug sono pochissimi e nella nostra esperienza relegati ad una zona opzionale del gioco, una montagna innevata in cui sono avvenuti degli strani reset della soundtrack e dove si affrontano nemici in grado di congelare: alcune volte siamo stati in grado di effettuare azioni nonostante lo status.
Il gioco utilizza gli status tematicamente per cui anche questo problema è circoscritto alla sua area, indicando probabilmente un testing meno preciso a causa dell’opzionalità del contenuto, che lo rende di priorità inferiore.
Ci sono pochissimi appunti che faremmo per migliorare ulteriormente l’esperienza, ad esempio apprezzeremmo la possibilità di salvare dei preset caricabili di Picto e Lumina, così da tornare rapidamente alle build meglio rodate senza perdere tempo nei menu, dato che Expedition 33 spinge già di suo l’esplorazione di diverse build offrendo decine di oggetti per il respec delle skill. Tutto il resto, però, è veramente intoccabile.
A chi lo consigliamo?
Clair Obscur Expedition 33: Un capolavoro consigliato a tutti. Lo ameranno i fan dei giochi a turni poiché è un fantastico RPG che si erge sulle spalle dei giganti e li supera, lo ameranno i fan dei giochi d'azione poiché Sandfall ha regalato il sequel di Sekiro che tanto desideravano, lo ameranno quelli che "gioco solo per la storia" poiché ha una delle trame più toccanti e memorabili degli ultimi anni, lo ameranno quelli che "gioco solo per il graficone" perché per gli occhi è un gelato sotto il sole cocente di Agosto. – kingarthas94





