Foreclosed è il nuovo prodotto dell’italianissima software house Antab Studio, già conosciuti per Gridd, Gridd II e Amniotic. Con il loro nuovo progetto, a più ampio respiro, si lanciano in territorio inesplorato, almeno per la compagnia stessa, cercando di portare sul tavolo uno spaghetti-cyberpunk durante questo periodo di rivitalizzazione del genere. Foreclosed è disponibile per console Playstation, Xbox, Nintendo Switch e PC tramite Steam.

Provato su PC

PS4

Punk cibernetici

Il cyberpunk è tornato di moda e tutti (o perlomeno chi vi scrive) siamo molto grati di ciò, per fortuna l’industria sembra essere riuscita a staccarsi dal trend zombie che aveva infestato il gaming dando spazio ai più disparati progetti cyberpunk provenienti dai quattro angoli del globo. Abbiamo visto recentemente ottimi prodotti come Clodupunk, The Ascent, Umurangi Generation, Observer: System Redux, alcuni meno riusciti o altamente divisivi come Ghostrunner, Sense o lo stesso Cyberpunk 2077 e ancora titoli italiani intriganti come Virtuaverse.

Si potrebbe dunque pensare che si stia velocemente andando verso una sovraesposizione ma in realtà il grande ombrello con cui si definisce il genere permette grande sperimentazione, staccandosi quindi dal semplice ambito FPS o TPS. Alla luce di ciò non possiamo quindi far altro che elogiare esperimenti come Foreclosed che, al netto di alcuni difetti che potrebbero far storcere il naso a chi è alla ricerca di un’avventura curata in ogni suo minimo particolare, garantisce comunque qualche ora di intrattenimento di qualità.

Vita pignorata

Evan Kapnos si risveglia nel suo appartamento con una notizia tutt’altro che piacevole, la sua identità è stata letteralmente pignorata dal governo: non può lasciare la città, il suo impianto neurale è sotto controllo e gli è stato negato l’accesso alla blockchain, in sostanza è un individuo sospeso finché la sua stessa vita verrà venduta al miglior offerente all’asta. La strada per riacquistare la sua libertà è però costellata da problemi e dovrà sfuggire a sicari mandati a reclamare la sua pelle, o meglio, gli impianti cibernetici che sembrano nascondere più segreti di quanti lo stesso Kapnos conosca.

Foreclosed mescola elementi pulp e cyberpunk narrando il tutto come se fosse una vera e propria graphic novel, i pannelli scorrono sullo schermo a costituire delle fantastiche tavole interattive che non solo danno al prodotto uno stile unico (in passato abbiamo avuto esempi come il celebre FPS XIII) ma anche un particolare dinamismo a ogni scena, siano esse di inseguimenti, sparatorie o dialoghi tra personaggi.

A proposito di quest’ultimo particolare, durante l’avventura sarà possibile compiere delle scelte di dialogo ma queste non andranno a impattare direttamente sull’esito della storia che fondamentalmente si diramerà solo con l’ultima scelta, portando a due diversi finali. Una direzione che avrebbe potuto essere maggiormente esplorata soprattutto alla luce della breve durata del titolo, di poco superiore alle tre ore. La possibilità di intraprendere due percorsi separati in base alle scelte di dialogo durante il corso del gioco avrebbe dunque aumentato la longevità del prodotto, fattore che di questi tempi non guasta mai.

Non chiamatelo TPS

Sebbene Foreclosed abbia una certa quantità di sparatorie in terza persona, non sarebbe corretto definirlo propriamente un TPS poiché sono presenti anche sezioni stealth, un leggero hacking che comporta la pressione di tasti in sequenza o semplice esplorazione degli ambienti. Farlo rientrare nel genere implicherebbe anche la necessità di avere un solidissimo impianto shooting, cosa che purtroppo il gioco non ha. Le idee di base sono notevoli, Kapnos può infatti sbloccare poteri aggiuntivi per il suo impianto neurale e per la pistola, per esempio sollevare i nemici in aria o farli cadere al suolo, aumentare il rateo di fuoco e persino controllare proiettili con la telecinesi, tutti elementi che in teoria possono rendere il prodotto molto divertente ma che, in pratica, sono piagati da un’assenza di maggiore interazione con l’ambiente, sopratuttto per quanto concerne uno dei fondamenti dei TPS da ormai più di un decennio: le coperture.

Kapnos dovrà affrontare gruppi di nemici ma senza la possibilità di utilizzare efficientemente eventuali coperture, un dettaglio che da solo rende le sparatorie spesso frustranti. Il protagonista può abbassarsi e rotolare, tuttavia il posizionamento è lasciato completamente in mano al giocatore e il risultato è spesso tutt’altro che entusiasmante, con nemici che sono in grado di colpirvi con precisione chirurgica ed eliminarvi molto velocemente, rispedendovi al checkpoint più e più volte.

I poteri avrebbero potuto essere l’ago della bilancia ma talvolta si rivelano inutili, come per esempio lo scudo neurale o i proiettili esplosivi, suonano fighi eh? Eppure…
Alcuni di questi funzionano sicuramente meglio, come la telecinesi che riesce a dare quel senso di soddisfazione che si può provare solo spingendo un cassonetto dell’immondizia addosso a uno sporco “corpo” o lanciandogli un estintore in faccia. Pertanto possiamo affermare che se Foreclosed non ha un gameplay memorabile, riesce comunque, nonostante tutto, a tenersi a galla e a risultare funzionale per raccontare la storia di Kapnos.

Hard Boiled

L’ispirazione primaria di Antab Studio nasce dalla graphic novel Hard Boiled del sempre geniale Frank Miller, riprendendone il tema distopico, lo stile globale e i colori saturati che si discostano prepotentemente dai neon viola e blu che dominano il panorama cyberpunk. Non viene lasciato molto spazio alla città in cui il protagonista si muove, sempre concentrati sulle sue vicende personali, e dunque il giocatore riesce a intravederne degli scorci appena accennati solo di sfuggita. Una scelta questa che molti potrebbero trovare anacronistica in una fase del gaming dove le megalopoli diventano personaggi principali, come Nivalis di Cloudpunk o Night City di Cyberpunk 2077.

In linea di massima la dimensione più umana di Foreclosed è però ben accetta e gli amanti del cyberpunk possono stare tranquilli, i punti cardine che costituiscono l’ossatura del genere sono qui tutti presenti e abbiamo corporazioni senza scrupoli, governi che possiedono la vita delle persone e impianti cibernetici volti a migliorare le potenzialità dei singoli individui, il tutto ammantato dall’oppressiva pubblicità invadente che affolla le sinapsi.

A chi consigliamo Foreclosed?

Se siete alla ricerca di un gioco fortemente radicato nell’immaginario cyberpunk, sì breve ma che trasudi passione da tutti i pori, allora Foreclosed potrebbe fare al caso vostro. Sono presenti alcuni elementi che non funzionano, come il doppiaggio un po’ troppo meccanico del protagonista o le fasi TPS ingessate, tuttavia la storia è appassionante e arrivati ai titoli di coda non possiamo che dirci soddisfatti dell’esperienza anche se una durata leggermente maggiore e scelte che avessero un peso avrebbero indubbiamente giovato al prodotto, aumentandone la rigiocabilità.

Stile visivo e narrazioneDoppiaggio del personaggio principale deludente
Buone le idee dei poteri…… ma le fasi shooting sono da rivedere
Soundtrack piacevole e congrua

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